Scommesse sui cavalli 2026: il margine decide prima del traguardo
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Chi cerca un ippodromo da giocare a distanza trova, quasi sempre, una pagina di calcio con una voce «Ippica» in fondo al menu. Nessuna delle dieci piattaforme che passiamo in rassegna ha un palinsesto dedicato ai cavalli. Tutte hanno una concessione, tutte hanno una quota fissa e un cash out, e tutte hanno convinto il legislatore italiano a scrivere «scommesse su eventi sportivi, anche simulati, e sulle corse dei cavalli» dentro lo stesso comma di legge. Il resto — dove guardare, cosa cambia fra una giocata e l’altra, quanto si trattiene il bookmaker prima ancora che l’ordine di partenza apra — sta nelle pagine che seguono.
Indice dei contenuti
- Che cos’è l’ippica per un bookmaker: corse in piano, ostacoli e pesi
- La scala delle competizioni: dal maiden alla Triple Crown britannica
- Tipi di giocata e formato delle quote: cosa paga davvero il mercato
- Quanto tiene il bookmaker: forma decimale, margine e payout
- Sport e tornei dove l’ippica compare davvero
- I criteri della valutazione: dieci concessionari messi a confronto
- Scommesse sui cavalli e normativa: chi può accettarle in Italia
- Siti esteri, vincite e tasse: il costo nascosto della scelta offshore
- Gioco responsabile: gli strumenti che il conto mette a disposizione
- Bonus e free bet: quanta parte arriva davvero sul conto
- La classifica: i dieci concessionari, uno per uno
- Cosa cambia per chi gioca con budget piccolo
- Come funziona la scommessa passo per passo
- Domande frequenti sulle scommesse ippiche in Italia
Che cos’è l’ippica per un bookmaker: corse in piano, ostacoli e pesi
La prima cosa da capire è che «corse dei cavalli» non è una disciplina, è un contenitore. Le gare in piano si corrono direttamente tra due punti, su un rettilineo o su un anello; le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda portano il nome collettivo di National Hunt, e sono un altro mestiere, un altro tipo di cavallo, un altro tempo di gara. Per chi guarda il palinsesto di un operatore italiano, la differenza non è folclore: è la ragione per cui due gare in apparenza simili possono stare a quote molto distanti.

Sul piano delle distanze, l’ippica è un continuum. Si va dalle 440 iarde — 400 metri — fino a più di quattro miglia, cioè 6,4 chilometri, con la fascia più frequentata fra i cinque e i dodici furlong, che sono da 1,0 a 2,4 chilometri. Una corsa di cinque furlong e una di dodici non chiedono le stesse qualità al cavallo, e questa è la variabile che il mercato prezza per prima.
Poi c’è il peso. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, calibrato sulle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Un handicapper dichiara, con il peso, quanto vale la differenza fra i partenti. Chi legge una lista partenti senza aprire quella colonna sta guardando metà della corsa.
La scala delle competizioni: dal maiden alla Triple Crown britannica
Le corse non sono eventi isolati. Una carriera passa per gradi — il maiden, la condizionata, il gruppo — e la parte alta di quella scala è ciò che un operatore mette in vetrina, perché è lì che il volume si concentra. L’esempio più riconoscibile è britannico: la Triple Crown è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger, tre prove su tre distanze diverse, ed è il modo più rapido per capire che l’ippica non si misura in una sola cifra.
Fino a qui la parte pulita. Il calendario italiano è un’altra cosa, e vale la pena dirlo chiaramente: nessuna delle piattaforme che abbiamo esaminato presenta un programma di galoppo italiano con la stessa evidenza con cui presenta una giornata di Serie A. Chi cerca «scommesse cavalli oggi» e si aspetta un tabellone come quello del sabato di campionato resta a mani vuote, e con un bookmaker che dichiara l’ippica fra i propri mercati ma non le dedica una sezione propria, la verifica pratica è una sola: aprire il palinsesto e cercare la voce. Se c’è, la giocata si fa. Se il nome non compare, nessuna pagina di comparazione lo fa comparire.
Tipi di giocata e formato delle quote: cosa paga davvero il mercato
Il catalogo di formule è lo stesso che il regolatore scrive all’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi e corse dei cavalli alla lett. a), totalizzatori sportivi e ippici alla lett. b), e i giochi di ippica nazionale alla lett. c), con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté che sono un gioco a sé e richiedono una concessione specifica. Conoscere la lettera aiuta a orientarsi fra due cose che il pubblico confonde spesso, e che presto sarà chiaro perché le confonde.
Sul piano operativo la singola è la giocata base: una quota, un cavallo, un esito. La multipla lega più esiti in un unico prezzo, e i prezzi delle singole si moltiplicano fra loro. Il sistema combina più giocate e, di fatto, moltiplica anche il costo. Il formato della quota è decimale, con la virgola: 1,85, mai 1.85.
Poi arriva la giocata che quasi nessuno prezza correttamente: la each-way. Sotto il nome inglese ci sono due scommesse in una, una sulla vittoria e una sul piazzamento, quindi la puntata è doppia — una each-way da 5 sterline costa 10 sterline. Le condizioni di piazzamento nel Regno Unito seguono una griglia molto meccanica: negli handicap con più di quindici partenti si paga un quarto della quota per quattro posti; con dodici-quindici partenti un quarto per tre posti; nelle altre corse con più di sette partenti un quinto per tre posti; con cinque-sette partenti un quarto per due posti; sotto i cinque partenti vale solo la vittoria.
Un esempio svolto rende la scala evidente: una each-way da 10 sterline su un cavallo a 10 a 1 con piazzamento a un quarto su tre posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, in totale 145 sterline se il cavallo vince. Se arriva secondo o terzo, l’incasso si ferma a 35 sterline: le stesse 20 sterline di spesa, un rendimento che dipende interamente dal numero di posti pagati.
Il piazzamento è la variabile che il pubblico non legge
La griglia dei posti non è un dettaglio regolamentare, è la parte del contratto che cambia il risultato economico. Un piazzamento a un quinto invece che a un quarto, o tre posti invece di quattro, sposta il rendimento della gamba «place» in modo che l’occhio non coglie — e su un cavallo a quota alta la gamba place può valere meno di metà di quello che il lettore immagina. Nelle corse con meno di cinque partenti la partita è chiusa: paga solo la vittoria, quindi la componente piazzamento della spesa è semplicemente denaro speso per un diritto che non esiste in quella gara.
Quanto tiene il bookmaker: forma decimale, margine e payout
Le quote sono il prezzo. Quello che non si vede è il margine che l’operatore incorpora in quel prezzo, e che esiste indipendentemente dal risultato. Il modo per misurarlo è il payout del mercato: si prende l’inverso di ciascuna quota, si sommano tutti gli inversi, e il risultato è la quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce. Il margine è quello che resta.
Su un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90 — un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da nessuno — la somma degli inversi vale 0,5263 più 0,5263, cioè 1,0526: il payout è pari a circa il 95,0 %, e il margine che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato è di circa il 5,0 %. La banda in cui si muove un mercato a due esiti del genere sta fra il 4 e il 6 %, e il valore esatto dipende da quanti esiti ha il mercato, da quanto è liquido e da quanto l’operatore vuole guadagnare su quella specifica gara.
Il numero che conta, per chi legge, è la differenza fra questo 5 % e la quota one-way che si vede altrove. Una combinazione «quota maggiorata» su una Supercombo, per costruzione, non è un regalo: il margine vive comunque dentro il prezzo, e una promo che promette quote più alte su una selezione ristretta riporta il vantaggio al bookmaker attraverso la selezione stessa. Sul calcio questo si vede; sull’ippica, dove un mercato a due esiti come il match 1X2 non esiste nemmeno, la misura va presa in modo diverso e la trasparenza cala.
Perché la stessa quota vale due prezzi diversi
Un cavallo a 3,00 su una piattaforma e a 3,10 su un’altra non è un errore di battitura. Il divario è la parte visibile di una differenza che sta nel margine del mercato, nella liquidità e nella politica commerciale dell’operatore su quel singolo evento. Su un mercato con molti partenti e pochi volumi, il margine effettivo può allargarsi molto oltre il 5 % dell’esempio, e la quota che sembra generosa diventa la più cara della giornata. L’unica difesa pratica è confrontare lo stesso cavallo su più piattaforme prima di giocare, non dopo. E ricordare che una percentuale di payout del 95 % e un margine del 5 % sono due modi di dire la stessa cosa: se un sito pubblicizza il payout, sta pubblicizzando anche il margine.
Sport e tornei dove l’ippica compare davvero
Ora la domanda pratica: dove si trova il galoppo in un’offerta che parla soprattutto di pallone? Il quadro è disomogeneo e vale la pena leggerlo piattaforma per piattaforma, perché la presenza dell’ippica è spesso un effetto collaterale di un palinsesto molto più ampio.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’unica delle dieci che cita l’ippica in modo esplicito nella propria presentazione. Nella stessa direzione va Sisal, che affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Il resto del gruppo si muove su altri assi. Eurobet Sport va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. SNAI Sport propone singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Betfair Sport elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo. Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
C’è una zona grigia dentro la legge che vale la pena nominare perché riguarda proprio l’ippica: i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — sono un gioco con una concessione propria, separata da quella sulle scommesse. Se un operatore con concessione per le scommesse prenda o meno i totalizzatori dell’ippica nazionale online è una domanda a cui, oggi, non risulta una risposta pubblica. Chi vuole giocare quel tipo di concorso deve verificarlo direttamente sul palinsesto dell’operatore, non darlo per scontato.
I criteri della valutazione: dieci concessionari messi a confronto
La lente con cui leggiamo le dieci piattaforme ha tre livelli, e conviene dichiararla prima dei giudizi.
Il primo è la concessione. Ogni card ha una concessione ADM con un numero e una società titolare, e la concessione è per sito, non per azienda: la stessa società può gestire più siti, come nel caso di Eurobet Italia S.r.l. che compare su tre righe diverse dell’elenco. La seconda osservazione è che il numero di concessione e la società titolare non coincidono quasi mai con il marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasino sono Azzurri Limited. Chi vuole verificare un operatore deve leggere la riga della licenza, non il logo. E la terza: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il nome su una lista autorizzata non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive. Quella la mostra il sito dell’operatore.
Il secondo livello è la copertura del palinsesto: quali sport, quanti eventi, quali mercati, quanto live. Il terzo è la parte che quasi nessuna comparazione guarda, ed è quella che decide il costo reale: cosa dicono i termini dell’operatore su verifiche di conto, limiti, autoesclusione e — quando li prendiamo dall’esito del bando e dal regolamento di gioco — su quello che succede se qualcosa va storto.
| Marchio | Concessione ADM e società titolare | Cosa prevedono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Palinsesto con singole, multiple e sistemi; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con quote maggiorate |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Più di 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live; diretta streaming gratuita; ippica e Virtual in app |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio e tennis a F1, MotoGP, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e politica |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei e coppe, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi; mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Partner globale per il betting della UEFA Champions League; ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP; quote e risultati in tempo reale, streaming |
Una lista di dieci righe con dieci numeri diversi sembra ordinata. Non lo è: i numeri di concessione sono progressivi per data di rilascio, non per qualità dell’offerta. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La classifica che interessa al lettore non è quella dei numeri: è quella del margine che troverà sui mercati che vuole giocare.
Scommesse sui cavalli e normativa: chi può accettarle in Italia
Il primo riferimento da tenere a mente è il regolatore: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Le sue regole stanno nel riordino del settore, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte, e sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori possono gestire una o più tipologie di gioco per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

La struttura del comma 1 dell’art. 6 è la parte che riguarda direttamente l’ippica, e vale la pena rileggerla con attenzione: lett. a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; lett. b) totalizzatori sportivi e ippici; lett. c) ippica nazionale; lett. d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; lett. e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; lett. f) bingo. Due cose da notare. La prima: le corse dei cavalli stanno nella stessa lettera delle scommesse sportive, quindi non c’è nessuna zona di legge separata per l’ippica «normale». La seconda: i giochi di ippica nazionale stanno in una lettera a parte e richiedono una concessione propria.
Cosa può finire in un palinsesto approvato
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica inclusa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano davvero in un palinsesto è una domanda a cui nessuna pagina di comparazione risponde: la risposta sta nel palinsesto stesso, e va letta lì.
Siti esteri, vincite e tasse: il costo nascosto della scelta offshore
Qui la differenza fra un operatore con concessione e un marchio «.com» non è una sfumatura di qualità, è una differenza di tutele. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio estero non porta nessuno dei quattro, è esposto al blocco DNS e, nella lettura che ne dà ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale.
ADM, in una nota del 28 febbraio 2024, cita l’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti pubblicamente, e questo rende la regola sproporzionata rispetto alla sua applicazione: una previsione severa che nessuno vede applicare.
Il blocco tecnico funziona a livello di DNS, e qualche fornitore di accesso è più lento di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da qualche decina a qualche centinaio di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per descrivere il risultato è «oscurati»: il sito è inaccessibile, non inesistente.
La partita fiscale: chi paga l’imposta e chi dichiara
Sul fronte dell’imposta, la struttura è chiara e va tenuta ferma. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è dovuta dall’operatore, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote — in precedenza erano al 43 % e al 47 %, quindi la partita ippica è diventata molto più leggera per l’operatore. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’incasso al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, la conclusione pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché l’imposta è trattenuta alla fonte dall’operatore: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una lettura riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il modo corretto di chiuderla è: consultare un commercialista.
Il quadro si ribalta sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è quella di una ritenuta assente e di una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Come si verifica una concessione in tre minuti
La verifica è banale, e quasi nessuno la fa. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito «.it». Si cerca il marchio, si legge la società titolare, si confronta il numero con quello dichiarato dall’operatore nei propri termini e condizioni. Se le due cose coincidono, la concessione è quella. Se il nome non c’è, la verifica si ferma lì.
ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene anche l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il punto da ricordare è che il nome su una lista legale o il numero di concessione non dice quali giochi quel sito possa offrire: quello lo dice soltanto il sito dell’operatore.
Gioco responsabile: gli strumenti che il conto mette a disposizione
La parte che conta di più e si legge di meno è quella dei limiti. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede, fra le altre misure, autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Sul piano pratico, la scelta del limite di deposito avviene in registrazione. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, l’abbassamento con effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare il limite. È una asimmetria voluta, e ha una conseguenza che vale la pena rendersene conto: il limite che si imposta è quello che l’operatore ADM in questione applica, e la cifra del limite di deposito che ADM fissa in sede di gara non è pubblica.
Sull’autoesclusione il quadro è cambiato due volte. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale fisiche: un giocatore autoescluso lo è ovunque all’interno del perimetro legale. Le condizioni di un operatore prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra è più flessibile di prima, e la parte da leggere è quella finale: la revoca non è immediata.
E l’altra metà della storia, che è anche la ragione per cui la scelta di un sito con connessione al RUA non è una formalità: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si registra su un operatore estero non è protetto da quell’esclusione, e il blocco che ha chiesto non lo segue.
Un obbligo informativo chiude il capitolo: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Bonus e free bet: quanta parte arriva davvero sul conto
Il «bonus di benvenuto» è materia contrattuale, non legislativa. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, manifestazioni sportive incluse, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. ADM cita il testo in una nota del 28 febbraio 2024 con queste parole. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il decreto promuove invece la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente ai concessionari messaggi di carattere sociale o di gioco responsabile con il proprio logo.
C’è una confusione da sciogliere subito: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto può esistere e si può reclamare, ma non lo si può pubblicizzare come si pubblicizzerebbe un’automobile. Come si comporti AGCOM in pratica è la parte interessante: la stampa di settore riporta che nel 2025 non sono state registrate sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica al bilancio 2026 di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risulta; quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Da qui una conseguenza molto concreta: due bonus con lo stesso importo nominale possono costare cifre molto diverse a chi li incassa, e la differenza non si vede nello spot — si vede nel requisito di puntata, nel termine e nella quota minima che l’operatore accetta.
Tre bonus, tre strutture: come leggerli prima di attivarli
BetFlag accredita un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 €. È una struttura semplice e dichiarata: il cento per cento, calcolato su quanto si deposita, con un tetto. Nessun requisito di puntata è indicato nella descrizione dell’offerta, quindi la condizione economica vera va letta nei termini prima di versare.
Sisal lega il bonus di benvenuto a un percorso in tre passi: essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il valore di un’offerta così sta nella destinazione: «tutti gli eventi in palinsesto» è una condizione ampia, e la domanda da farsi prima è se il palinsesto in questione contenga le gare su cui si vuole giocare.
Goldbet va in direzione diversa: scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. È l’unica delle tre che lega l’incentivo all’installazione dell’applicazione, e il canale conta: chi gioca da desktop lo scopre tardi.
Il costo dell’incentivo in una riga di aritmetica
Un requisito di rigioco trasforma il bonus in un problema di quantità, e la quantità si calcola. Se un operatore chiede di puntare dodici volte l’importo del bonus e si punta 10 € per volta su una base di 100 €, il volume richiesto è di 1.200 € e servono 120 giocate; se il requisito sale a venti volte, la stessa base chiede 2.000 € e 200 giocate, e l’unica cosa che cambia fra i due scenari è il tempo necessario, non la natura dell’offerta.
Il costo medio di quel percorso si stima con il margine. Prendendo un margine del 5 % e un volume di rigioco di 1.200 €, la perdita attesa è di 60 €: metà di un bonus da 100 €, in media, in un modello semplificato in cui si punta soltanto su quel mercato e il margine resta quello. A un volume di 2.000 € la perdita attesa sale a 100 €. Sono stime statistiche su molte giocate, non previsioni su una singola schedina: indicano quanto costa il percorso in media, e nessuna garanzia su come vada a finire. Le quote basse rendono il percorso più lungo in rapporto al valore, e una quota minima accettata dall’operatore taglia fuori proprio le combinazioni che potrebbero ridurre il numero di giocate necessarie.
La classifica: i dieci concessionari, uno per uno
BetFlag: il conto che si apre con SPID
BetFlag apre il conto anche attraverso le procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il bonus di benvenuto sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Vale la pena spezzare una lancia per la scelta di offrire SPID e CIE: chi entra con un’identità digitale chiude la verifica in un passaggio invece di caricare un documento e aspettare. È l’unico dato di questo blocco che cambia davvero l’esperienza, e il lettore a cui importa è quello che non vuole lasciare una copia del documento su una piattaforma di gioco.
SNAI: l’operatore con il cash out in evidenza
SNAI Sport, concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa, offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il cash out è, per il giocatore occasionale, la funzione che più cambia il modo di giocare: consente di uscire da una posizione prima del risultato, e il prezzo di quell’uscita lo fa il bookmaker. Non è un servizio neutro, ma è uno strumento che dieci anni fa non esisteva.
Betfair: la concessione e una piattaforma da leggere con attenzione
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16028, e la sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e mercati unici a quote maggiorate. La quota maggiorata è una leva commerciale, e va letta insieme al margine: una selezione ristretta con prezzo più alto resta un prezzo con margine dentro. Il vantaggio pratico di un palinsesto così ampio è la scelta; il costo è la selezione, che è dell’operatore.
Sisal: quindicimila eventi live e lo streaming
Sisal, concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per chi cerca l’ippica, questo è uno dei due operatori che la nominano esplicitamente nell’app, insieme ai giochi di casinò e a Sisal Tipster.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ha la concessione ADM n. 16012, e il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Un’elezione non è una corsa, ma è un evento quotato: chi vuole giocare su qualcosa che non sia sport trova qui l’offerta più fuori dagli schemi della lista. Per l’ippica, l’offerta resta nell’ambito sportivo e va verificata sul palinsesto.
Planetwin365: il catalogo profondo sui campionati
Pwo S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La profondità sta nel numero di tornei per sport, non nella varietà: chi segue un campionato minore trova qui più partite che altrove, e chi cerca l’ippica trova la stessa voce da aprire.
Betsson: la liquidità pre-match e live
Betsson, concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited, offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il nome della società è il caso più chiaro di quella distanza fra marchio e licenza che abbiamo trovato nella tabella: chi cerca quanto dichiarato dall’azienda deve leggere la riga della concessione, non il logo. Sul piano del prodotto, marcatori e combo sono i mercati che gli operatori usano di più per alzare il volume di giocate.
bet365: la concessione più recente e il partner della Champions
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030, e bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, offrendo scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’operatore che, nella sua stessa presentazione, elenca l’ippica per nome fra gli sport coperti. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Goldbet: la licenza condivisa e l’app come canale del bonus
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, ha la concessione ADM n. 16009. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La cosa interessante è strutturale: la stessa società è titolare, con numeri diversi, della concessione di Lottomatica. La concessione è per sito, e questo è l’esempio che rende concreta la regola: due marchi, due piattaforme, un titolare.
Lottomatica: il marchio con il titolare che non ti aspetti
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Chi guarda il nome sul sito legge «Lottomatica»; chi guarda la riga della licenza legge GBO Italy. Non è un’anomalia, è la norma che abbiamo descritto nei criteri, e la verifica resta quella: numero di concessione contro numero dichiarato nei termini.
Cosa cambia per chi gioca con budget piccolo
Il lettore con un budget contenuto è quello che rischia di più, perché è quello su cui i costi fissi pesano in proporzione. Il margine del 5 % su un mercato a due esiti dell’esempio è del cinque per cento della puntata, non del saldo, e su dieci giocate da 5 € significa 2,50 € in media che il mercato si tiene, indipendentemente da quanto si vinca. Su un volume di trenta giocate la stessa cifra sale a 7,50 €, e la cifra non dipende dal fatto che le giocate siano vinte o perse.
La conseguenza pratica è una sola: con un budget piccolo, il numero di giocate conta più del numero delle offerte. Un conto che si autoimpone un limite di ricarica in registrazione — come chiedono gli operatori ADM — chiude in partenza il ciclo che trasforma un limite in un rimborso: il limite scelto vale per ricariche, spesa e tempo, e una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Quel ritardo è l’unico strumento di protezione che il lettore vede funzionare in tempo reale.
Come funziona la scommessa passo per passo
Ricostruire la sequenza serve, perché la legge sulla scommessa a quota fissa italiana si regge su passaggi obbligati che il giocatore spesso scopre solo quando si blocca.
Primo: il conto di gioco. Serve l’identificazione completa, con codice fiscale e documento, oppure SPID o CIE. La cosa da sapere è che senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Chi apre un conto con la registrazione classica e si dimentica di caricare il documento scopre il blocco nel momento peggiore, cioè al prelievo.
Secondo: il limite di deposito, scelto in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile. Le condizioni di un operatore ADM chiedono di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, con effetto immediato in caso di riduzione e sette giorni di attesa in caso di aumento.
Terzo: la scelta dell’evento dentro il palinsesto approvato. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e nessuna pagina di comparazione dice quali sport e quali tipi di giocata stiano davvero nel palinsesto di un operatore: quello si legge sul sito.
Quarto: l’eventuale each-way, che raddoppia la puntata prima ancora di prendere un prezzo, perché sono due scommesse in una. Su una gara con meno di cinque partenti, la parte piazzamento non paga: la spesa per quella metà è spesa a fondo perduto, e lo stesso vale quando il numero di posti pagati è due invece di tre o quattro.
Quinto: il prelievo e la parte fiscale. Se il conto è presso un concessionario ADM, la vincita arriva al netto e non si dichiara; la vicenda cambia radicalmente se il conto è presso un operatore estero, e il rimando è alla sezione su siti esteri e vincite.
Domande frequenti sulle scommesse ippiche in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, che per legge comprende eventi sportivi — ippica inclusa — e non sportivi. Quali sport e quali tipi di giocata rientrino davvero nel palinsesto di un singolo operatore non è una informazione che si trova altrove: si legge sul sito dell’operatore.
Come si accerta che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nei propri termini. La concessione è per sito: una stessa società può comparire su più righe.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La formula è puntata per quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono il profitto netto. In una multipla i prezzi delle singole si moltiplicano fra loro e danno un unico prezzo. In una giocata each-way la puntata raddoppia, perché copre vittoria e piazzamento.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato e si ottiene la quota di puntate restituite. Su un esempio a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la somma vale 1,0526: il payout è circa 95,0 % e il margine circa 5,0 %. Quello che avanza è ciò che il bookmaker tiene.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite corrisposte da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica è trattenuta alla fonte dall’operatore, che versa il 20,5 % sulla rete fisica o il 24,5 % a distanza. È una lettura riportata dalla stampa di settore; per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite di deposito lo sceglie il giocatore in registrazione, su base giornaliera, settimanale o mensile; gli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, applicano subito una riduzione e fanno attendere sette giorni per un aumento. La cifra del limite che ADM fissa in sede di gara non è pubblica.
Prodotto dalla redazione di «Appperandroid».
