Non AAMS scommesse in Italia 2026: il dominio inibito e l’avviso al posto della home
Un sito di scommesse «non AAMS» è, in una parola sola, un’offerta senza concessione. Nessun giro di parole regge davanti a questo fatto: se un bookmaker accetta scommesse in Italia deve avere la concessione per il gioco a distanza, la riceve per un singolo sito e la esercita su un dominio .it. Chi non ce l’ha non è un’alternativa più libera, è un sito che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ADM (ex AAMS) — insegue e inibisce, e che espone anche chi ci punta dieci euro.

Nel mercato italiano questo si vede prima di tutto sul browser. Il dominio «.com» che fino a ieri si apriva, oggi restituisce una pagina che dichiara che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. I giocatori hanno una parola per quel risultato: oscurati.
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le informazioni sulle concessioni e sui marchi sono state verificate consultando l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Indice dei contenuti
- Che cos’è un sito non AAMS e in che cosa si distingue da un concessionario
- Normativa e vigilanza: chi controlla i domini e con quale potere
- Bonus e pubblicità: perché un «bonus di benvenuto» non può essere promosso qui
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che un conto autorizzato porta con sé
- Uno strumento che vale quanto il conto che lo accoglie
- Classifica delle scommesse con concessione ADM: i dieci concessionari a confronto
- Quanto costa, in media, giocare cento euro su un mercato a due esiti
- Verificare una concessione in tre minuti, e dove la verifica si ferma
- Dove finiscono i soldi: ricariche, prelievi e conto di gioco
- Le vincite e il fisco: la differenza che si scopre a marzo
- Un conto estero, quattro cose che non ci sono
- Domande frequenti sui siti di scommesse non AAMS
Che cos’è un sito non AAMS e in che cosa si distingue da un concessionario
Il nome in uso è vecchio di un’agenzia che non esiste più con quel nome, e questo dice molto su quanto lentamente si muove il vocabolario del gioco in Italia. L’ADM (ex AAMS) è il regolatore e insieme il titolare dell’elenco: tiene pubblica la lista dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e pubblica, con la Guardia di Finanza, la lista dei siti inibiti. Il mercato continua a dire «AAMS», i documenti dicono ADM. Quando si legge «non AAMS scommesse», la traduzione pratica è una sola: scommesse su un operatore che in quella prima lista non compare.

Da cosa si riconosce, invece, un operatore che sta dentro il sistema. Il marchio ha una concessione rilasciata con gara pubblica, non una licenza aperta: le concessioni si assegnano per bando, e il candidato deve essere una società di capitali con sede nell’area economica europea, presentare un piano di investimenti e impegnarsi ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando. La concessione non è un permesso generico, dura al massimo nove anni, non si rinnova, e le sue condizioni insieme al regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata — una stabilità che spiega perché il comparto si muova a ondate, con tornate di gara lunghe e distanti.
Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il regime nuovo è partito il 13 novembre 2025. Sull’elenco ADM, letto il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Un dettaglio che sfugge a quasi tutti: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può tenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tradotto: due marchi dello stesso gruppo possono avere storie autorizzative diverse, e la stessa insegna può mancare dall’elenco pur appartenendo a una società presente con un altro dominio.
Normativa e vigilanza: chi controlla i domini e con quale potere
ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ripete da allora che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La misura non si ferma al divieto: ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala al visitatore l’assenza delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
La base della misura è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. L’obbligo ricade anche su chi fornisce la connessione, tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. È il punto in cui la vicenda smette di riguardare solo il gioco: il blocco si appoggia a chi vende connettività, non alla buona volontà del giocatore.
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it, al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72; entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, e l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il passaggio da un indirizzo IP nudo a un dominio di avviso non è un dettaglio tecnico: cambia quello che il giocatore vede sullo schermo, da un errore di rete a una spiegazione.
Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore del gioco pubblico a distanza. Il suo articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sotto l’articolo 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
Inibizione e responsabilità di chi fornisce la rete
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, prevista dall’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Non è una cifra simbolica: per un prestatore di pagamento che continua a servire un operatore privo di concessione, ogni singolo passaggio accertato vale una sanzione.
L’articolo 22, comma 1 prevede anche un regolamento, da adottare d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione. Se e quando entrerà in vigore è, a oggi, una domanda aperta. Per il giocatore la conseguenza è già percepibile prima di quella scadenza: le ricariche sono il punto in cui un operatore non autorizzato diventa visibile a chi gestisce i pagamenti.
Perché l’inibizione, pur funzionando a livello di DNS, non chiude mai la partita: alcuni fornitori sono più lenti di altri ad allinearsi all’elenco, e i domini specchio ricompaiono nel giro di ore. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta. Chi cerca un sito non autorizzato lo trova quasi sempre. Chi lo trova, però, sta guardando un bersaglio mobile, non un servizio stabile — e questa differenza conta il giorno in cui si prova a prelevare.
Bonus e pubblicità: perché un «bonus di benvenuto» non può essere promosso qui
Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
Il divieto è una trappola per chi legge le pagine di comparazione senza guardare chi le firma. Un bonus di benvenuto può esistere — il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta — ma non può essere pubblicizzato, quindi il canale che lo spinge con più forza in Italia è per definizione un canale che sta fuori dal perimetro. Non a caso, nella coda lunga delle ricerche, le chiavi sui bonus senza deposito incrociano quelle sui siti «non AAMS». L’offerta più rumorosa è spesso quella che nessun operatore autorizzato può permettersi di fare.
L’AGCOM vigila sul divieto con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: uno sulla responsabilità delle piattaforme, l’altro sulla necessità di notifica della norma. Una proposta di modifica, un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 che avrebbe tolto il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è rimasta tale: il divieto è in vigore.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. È la crepa in cui passano le campagne che parlano di limiti e di aiuto, e non di quote.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un conto autorizzato porta con sé
L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 mette in fila gli strumenti che un operatore autorizzato deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista di obblighi, non di gentilezze.

Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due: la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure SPID e CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi sceglie di persona, e non con l’identità digitale, deve mettere in conto i tempi della verifica.
Il limite di deposito è scelto dal giocatore al momento della registrazione, su base settimanale o mensile. In registrazione le piattaforme chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il ritardo in salita è la parte intelligente della norma. Chi alza il tetto sta dichiarando che vuole giocare di più, e sette giorni sono il tempo in cui quella decisione può essere ripensata — mentre chi lo abbassa lo ottiene subito. La cifra che ADM fissa nel bando non è pubblica, e questo sorprende meno di quanto dovrebbe: il vincolo che il giocatore incontra davvero è quello che si è dato da solo.
RUA e autoesclusione: che cosa copre davvero il registro
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e non è un elenco interno a un singolo bookmaker. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e copre anche le sale fisiche. Chi ha un problema con il gioco chiede di sparire dal sistema, non da un solo sito, e il registro è costruito per fare esattamente questo.
Le forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto, partono dal 1° febbraio 2026 secondo quanto riporta la stampa di settore. Le durate e le modalità sono quelle che gli operatori scrivono nei propri termini e che ADM riporta. In un caso verificato, l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sette giorni sono un intervallo breve, e servono a chi vuole solo raffreddare una settimana storta. Duecentosettanta coprono quasi un anno di vita.
Il punto che nessuna pagina di comparazione dice abbastanza forte: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio inibito non è protetto da nulla, perché il registro non sa che quel conto esiste. È l’unico strumento di tutela davvero trasversale del sistema italiano, e l’unico che si perde per intero uscendone.
Uno strumento che vale quanto il conto che lo accoglie
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero funziona indipendentemente da dove si gioca, e questa è l’unica buona notizia della zona non autorizzata.
Sul resto, la differenza non sta nella quantità di strumenti ma nel fatto che siano collegati a un registro nazionale. Un limite di deposito scelto su una piattaforma non autorizzata è una promessa fatta a se stessi davanti a un’interfaccia: nessuna autorità lo vede, nessuno lo verifica, e cambiare bookmaker lo azzera. Sul versante autorizzato lo stesso limite vive dentro un protocollo approvato da ADM, e l’autoesclusione vale su tutto il comparto. Chi ha bisogno di una rete di sicurezza la trova solo da una parte.
Classifica delle scommesse con concessione ADM: i dieci concessionari a confronto
Il confronto che segue non è una graduatoria di chi paga meglio, perché in Italia nessun operatore può pubblicizzare una quota migliore di un altro senza incorrere nel divieto del Decreto Dignità. Quella che si può fare è un’altra cosa, e probabilmente più utile: mettere in fila i dieci concessionari guardando tre materie verificabili — chi è il concessionario dietro il marchio, il numero di concessione, e che cosa dicono i termini o la scheda dell’app su un punto specifico dell’offerta.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Quello che i termini o l’app dicono |
|---|---|---|
| StarCasinò | 16026 — Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò |
| Sisal | 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; conto accessibile con Touch ID |
| Betsson | 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out |
| Eurobet | 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| bet365 | 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | 16007 — Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Apertura del conto con registrazione classica e documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2; limiti e autoesclusione impostabili nei termini |
| BetFlag | 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura del conto con procedure di identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
Due colonne dicono cose diverse da quello che sembrano. La prima, con i nomi delle società, spiega perché la concessione non coincida con il marchio: dietro StarCasinò e Betsson c’è la stessa società, Azzurri Limited, con due concessioni distinte — 16026 e 16027 — e due domini separati. Chi immagina un «gruppo» come un unico contenitore autorizzato sbaglia di due righe.
La terza colonna è invece la più onesta e la meno esaustiva. Quello che un’app dichiara di offrire non è un palinsesto approvato da ADM, e non dice nulla sui requisiti di puntata di un eventuale bonus di benvenuto. Nessun tetto statutario all’importo di un bonus né un limite di rigioco sono noti: le condizioni vengono dai termini di ciascun operatore, e vanno lette lì.
Su un punto il lettore deve essere avvertito con nettezza. Il numero di concessione non compare nel nome del marchio e non compare nemmeno nell’elenco ADM con l’indicazione dei giochi. L’elenco dei concessionari autorizzati non ha una colonna per i giochi: un nome presente può tenere diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Che un marchio offra davvero scommesse sportive lo dicono il suo sito e la sua app, non la sua riga nell’elenco. E l’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono oltre ai dieci qui raccolti, e un marchio assente da questo confronto non è per ciò stesso privo di concessione.
StarCasinò: concessione 16026, un casinò che tiene aperta anche la porta dello sport
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la 16026, intestata ad Azzurri Limited, e il sito è StarCasinò.
Il nome dice la verità sulla gerarchia interna: lo sport non è il cuore del prodotto, è l’ala aggiunta. Chi cerca un palinsesto profondo con decine di mercati per partita difficilmente parte da qui, e non c’è motivo di fingere il contrario. Nella lista della spesa, però, il rilievo è un altro: la concessione è la 16026 e la prima riga dell’elenco ADM è la 16000, quindi il marchio è dentro il sistema dalla prima tornata di codici — un dato che dice qualcosa sulla stabilità dell’operatore, non sulla ricchezza del suo comparto sportivo. Il lettore che vuole un casinò con una schedina di contorno lo trova; chi vuole un bookmaker con il casinò di contorno prenda un altro numero da questa tabella.
Sisal: concessione 16020, il palinsesto che promette streaming gratis
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le puntate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La concessione è la 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.
Quindicimila eventi live non sono un numero che si legge con indifferenza: sono il tipo di volume che rende la sezione in diretta utilizzabile anche in un pomeriggio senza calcio, quando una schedina si cerca a fatica. Lo streaming gratuito è la parte che più pesa in una giornata di campionato spezzata. Chi mette la continuità dell’offerta davanti a tutto trova qui la combinazione più densa della lista; il costo è la dispersione — tante proposte, tante tipologie, e la necessità di sapere che cosa si sta giocando prima di premere.
Betsson: concessione 16027, la piattaforma che punta sui mercati combinati
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la 16027, intestata ad Azzurri Limited, come StarCasinò.
Due marchi della stessa società, due concessioni, due prodotti costruiti per pubblici diversi: StarCasinò per chi entra dal casinò, Betsson per chi entra dallo sport. Nell’elenco ADM i codici sono vicini, ma la concessione è per sito, quindi la vicinanza è solo anagrafica. La lista dei mercati è quella canonica del calcio italiano con l’aggiunta dei combo, e la presenza dei live su migliaia di eventi dice che l’operatore non si limita al pre-match. Chi vuole un bookmaker dichiaratamente orientato allo sport, con il casinò come seconda stanza, trova qui la versione più coerente del gruppo.
SNAI: concessione 16032, i sistemi e il Cash Out per chi vuole uscire prima
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La concessione è la 16032, intestata a Snaitech Spa.
Il Cash Out merita una riga in più di quanto gli dedichino le pagine promozionali, perché è l’unico strumento che restituisce al giocatore una decisione a metà partita. Non è una vincita garantita e non è un prelievo del capitale: è la chiusura anticipata di una posizione, a un prezzo che l’operatore fissa. Chi scommette su mercati di dettaglio — cartellini, rigori, tiri — e vuole la possibilità di uscire a evento in corso trova qui il pacchetto più completo fra i dieci. Chi non tocca mai la schedina dopo averla giocata non ne ricava nulla.
Eurobet: concessione 16012, il palinsesto che va oltre lo sport
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che gestisce Bwin e Gioco Digitale.
Le elezioni e i reality show non sono folklore: sono la prova che un concessionario può costruire un palinsesto su eventi che con lo sport non hanno nulla a che fare, perché l’articolo 2, lettera s) del decreto 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi, sportivi e non sportivi, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una giocata si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto, e ADM li autorizza uno per uno — nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, come riporta la stampa di settore. Quanti sport e tipi di giocata contenga il palinsesto di questo o quel marchio non è dato sapere dall’elenco, e chi ha un evento preciso in testa farà prima a cercarlo nel programma dell’operatore. Con la concessione 16012, questo è comunque il marchio con il codice più basso della lista: il primo della fila.
bet365: concessione 16030, la visibilità internazionale e i limiti che la accompagnano
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile dell’operatore comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. La concessione è la 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.
Il partner globale della Champions League è, tra i dieci, l’unico marchio internazionale del gruppo con una reputazione sportiva costruita su un campionato che il pubblico italiano guarda ogni settimana. La società ha sede a Malta e questo spesso confonde: la licenza maltese non vale nulla in Italia, quello che vale è la concessione ADM numero 16030 del suo sito .it. È esattamente il nodo del tema: una società estera può avere un sito autorizzato in Italia, e la differenza non la fa la nazionalità della sede, la fa la concessione per quel dominio. Sull’ippica l’offerta è dichiarata, il che la distingue in una lista dove il cavallo compare raramente.
Goldbet: concessione 16009, il marchio che parte dal bonus di benvenuto
L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è la 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).
Nell’elenco dei codici è uno dei numeri più bassi, ed è anche l’unico marchio di questa tabella la cui descrizione dell’app spinge esplicitamente sul bonus di benvenuto. Quell’offerta esiste e la si trova nei suoi termini, non in una campagna pubblicitaria: la pubblicità del gioco con vincite in denaro è vietata, quindi l’unico posto dove leggere importo, requisiti di puntata e quote minime è la pagina contrattuale. Chi si registra contando su una promozione vista altrove sta già giocando su un canale che non può mostrarla legalmente, e vale la pena chiedersi chi ci guadagni. Il palinsesto, dal canto suo, è quello dei campionati di calcio e degli altri sport, senza fronzoli.
Planetwin365: concessione 16007, la copertura che scende fino alla Serie C
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, intestata a Pwo S.p.a.
La Serie C nella lista è il dettaglio che pesa. I grandi campionati li hanno tutti; le serie minori italiane no, e chi segue una squadra di provincia lo sa bene. Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta completano un profilo costruito sulla quantità: chi cerca l’evento che gli altri non hanno parte da qui, accettando un’interfaccia che serve allo stesso modo il tifoso di Serie A e quello di Serie C senza fare preferenze.
AdmiralBet: concessione 16048, il marchio che scrive nero su bianco limiti e autoesclusione
Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni piattaforma di gioco autorizzata in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La concessione è la 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l.
È l’unico marchio della lista i cui termini sono verificabili su questo punto specifico, e la sostanza vale più della forma: chi vuole sapere che cosa succede davvero quando chiede di sospendersi, qui lo legge prima di iscriversi invece di scoprirlo dopo. Il codice 16048 è fra i più alti dei dieci, segno di un ingresso nella tornata più recente, e la finestra di revoca dell’autoesclusione indeterminata dopo 9 mesi è l’unico termine di questo tipo fra i dati disponibili. Chi sceglie un bookmaker guardando alla trasparenza delle regole di tutela, non all’insegna, ha qui la sua risposta.
BetFlag: concessione 16008, l’identificazione digitale spinta fino in fondo
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la 16008, intestata a Betflag S.p.a.
Mettere SPID e CIE in primo piano non è un vezzo tecnologico, è una scelta che cambia l’esperienza del primo giorno. L’identità digitale importa i dati, evita la fotografia del documento e chiude la verifica in pochi minuti; chi non la usa ha 30 giorni per farsi validare il conto, poi la sospensione con i prelievi bloccati. Il codice 16008 è tra i più bassi della lista, quindi la concessione viene da lontano. Il marchio non promette novità di prodotto: promette che l’apertura del conto non diventerà il motivo per cui non si gioca mai la prima schedina.
Quanto costa, in media, giocare cento euro su un mercato a due esiti
Il costo di una giocata non è solo quello che si punta. Una settimana tipo su una piattaforma autorizzata, con un limite di deposito di 100 € scelto in registrazione, ha un’aritmetica che vale la pena guardare in faccia. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — esempio illustrativo, non una quota di nessun operatore. La quota di pagamento del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 %; il margine del bookmaker, che è il complemento a 100 %, si aggira quindi sul 5 %.
Il punto che sfugge a chi guarda la schedina e non il listino: cento euro puntati una volta sola non si esauriscono in una puntata da cento euro. Una quota di pagamento intorno al 95 % significa che, in media, su un giro di giocate di quella dimensione l’operatore trattiene circa 5 €. Se quei cento euro si distribuiscono invece in dieci giocate da 10 €, il costo atteso resta lo stesso in proporzione, ma il conto si allunga e la varianza cambia: dieci esiti separati raramente si comportano come un unico colpo.
Il margine si restringe o si allarga quasi sempre per la stessa ragione, e non ha nulla a che vedere con la generosità dell’operatore: una quota più bassa su un esito scarica sull’altro lato il peso della copertura, e più il bookmaker è sbilanciato su un risultato, più deve difendersi sul resto. Per questo due mercati diversi dello stesso operatore non hanno lo stesso costo, e nemmeno lo stesso mercato in due giorni diversi.
Il margine non è una tassa che si paga una volta: è la quota di ogni puntata che non torna indietro. Chi punta cento euro a settimana su un mercato del genere si porta dietro qualche euro di costo atteso alla settimana, in media e nel lungo periodo. È la cifra più bassa della pagina e la più costosa, perché si paga ogni volta.
Il limite di 100 € impostato in registrazione e il denaro in gioco non sono la stessa cosa: il limite governa quanto si versa sul conto, non quanto si punta, e non si consuma con una schedina. Un tetto giornaliero di ricarica lascia intatto il saldo, mentre il costo medio della giocata continua a lavorare su ogni puntata, indipendentemente da quanto si è depositato. Le due cifre vanno lette separatamente, altrimenti si crede di aver speso cento euro quando se ne sono spesi molti di più in costi impliciti.
Verificare una concessione in tre minuti, e dove la verifica si ferma
Il test è più semplice di quanto la maggior parte delle guide lasci intendere, e non richiede software. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il marchio. Se il nome compare, si confronta il sito: deve essere il .it abbinato a quella riga, e la concessione è per sito, quindi un dominio diverso dal .it con lo stesso marchio non è coperto — lo stesso vale per un marchio dello stesso gruppo che abbia una propria concessione separata. Poi si scende nei termini dell’operatore, dove la concessione è dichiarata con numero e società.
Bisogna sapere cosa la verifica non dice. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente può tenere diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, e per questo il fatto che il marchio offra davvero scommesse sportive lo mostrano il suo sito e la sua app. Non dice nemmeno quanto sia ricco il palinsesto, e non dice nulla sui requisiti di un bonus. Serve a rispondere a una domanda sola, e la risposta è quella che conta: questo operatore può raccogliere gioco in Italia sì o no.
Dall’altra parte, la verifica di un sito inibito non ha bisogno di strumenti: basta aprire il dominio. Se compare la pagina di avviso di ADM, la domanda ha già la sua risposta, e nessun argomento sul servizio clienti o sulla velocità dei prelievi la cambia.
Dove finiscono i soldi: ricariche, prelievi e conto di gioco
Un conto di gioco non è un conto corrente e non lo diventa. Le ricariche di persona passano dai punti vendita ricariche previsti dall’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024: ADM tiene un registro dei punti, e tabaccai e ricevitorie accreditano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno a chi esercita il punto.
Quel tetto di 100 € a settimana in contanti è la parte della disciplina che nessuno legge e che decide l’esperienza di chi ricarica senza carta. È un limite per punto e per settimana, riferito al contante; tutto quello che passa da strumenti tracciati non ci batte contro. Non è una regola sui bookmaker non autorizzati, e non è nemmeno un tetto alla spesa di gioco: è una regola sui canali.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre carte prepagate, gli e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria, per esempio SisalPay e Mooney. Ciascun operatore ha la sua lista nei propri termini, e le liste non sono identiche. Sul fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non esiste una norma che elenchi le rotaie approvate: chi ha il dubbio lo sciolga nei termini dell’operatore prima di versare, non dopo.
Le vincite e il fisco: la differenza che si scopre a marzo
Sui giochi autorizzati la tassazione non tocca il giocatore. La vincita pagata da un concessionario ADM non è tassata in capo al giocatore e non va dichiarata, perché l’imposta grava sul concessionario: secondo quanto riporta la stampa di settore, la vincita è tassata alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha un caso concreto la faccia verificare da un commercialista.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, prima del 2025 ferme al 43 % e al 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto, e questo è esattamente il tipo di dettaglio che cambia il valore reale di un’offerta.
Sui siti non autorizzati il quadro si ribalta, e qui il rischio è del giocatore. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta per quello che è — un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, non consulenza fiscale. Chi vince cifre importanti su un dominio inibito scopre a marzo che il prelievo non c’era, ma il debito sì.
Un conto estero, quattro cose che non ci sono
Il zoccolo di tutto questo sta in un articolo del 1989. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stesso ha ricostruito il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e la stessa norma — è il passaggio che quasi nessuno conosce — sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Quella frase di ADM va letta due volte, perché sposta il tema da «dove gioco» a «con chi gioco». Non è una questione di server: la partecipazione a scommesse organizzate da un operatore privo di concessione è, secondo la ricostruzione dell’Autorità, un illecito che riguarda il giocatore, e non è coperta dal fatto che il sito sia raggiungibile e che il pagamento sia andato a buon fine.
La seconda cosa che manca è la licenza. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore in Italia: protegge il rapporto tra l’operatore e la sua autorità di origine, non il rapporto tra l’operatore e il giocatore italiano. Chi la mostra in home page la mostra come argomento di serietà, e su questo mercato non lo è.
La terza è la tutela del conto. Un operatore non autorizzato non è collegato al RUA, non applica i protocolli di limite approvati da ADM, non passa per gli strumenti dell’articolo 15, comma 1 e non risponde a un’autorità italiana. Se il conto si blocca, il prelievo non arriva o i dati vengono usati male, il foro competente è quello che sta nei suoi termini — spesso lontano, spesso in una lingua che non si legge. Un concessionario ADM offre una sede legale italiana: è un vantaggio poco romantico e molto concreto.
La quarta è il controllo sulla raccolta. L’articolo 22 del decreto legislativo 41/2024 affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta dell’elenco dei siti legali legati ai concessionari e di quello dei siti inibiti, entrambi pubblici. Un operatore fuori da quegli elenchi sta in una zona dove lo Stato non protegge nessuno dei due lati del tavolo.
Non serve aggiungere l’aneddotica dei forum. Le quattro assenze bastano a spiegare perché l’offerta non autorizzata sembri, in vetrina, più conveniente: non ha costi di concessione né vincoli di protocollo, e il risparmio arriva da qualche parte. Arriva dal giocatore.
Domande frequenti sui siti di scommesse non AAMS
Quali rischi si corrono scommettendo su un sito di scommesse non AAMS?
I rischi non si limitano al conto. Un dominio inibito può sparire da un giorno all’altro e i domini specchio ricompaiono nel giro di ore, il che rende difficile il recupero di un saldo. ADM stessa ricorda che il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il marchio. La concessione è per sito: al nome deve corrispondere il dominio .it indicato. Poi si scende nei termini dell’operatore, dove la concessione compare con numero e società. L’elenco non ha una colonna per i giochi.
Che cos’è il RUA e che cosa comporta l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e anche le sale fisiche. Le durate e le forme di esclusione sono quelle indicate nei termini degli operatori.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, radio, televisione, stampa, affissioni e internet. AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €.
Quali limiti di deposito si scelgono su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e riguarda quanto si versa sul conto, non quanto si punta. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. Le piattaforme chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il valore che ADM fissa nel bando non è pubblico.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sul concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Su un sito non autorizzato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi. Vale la pena farsi assistere da un commercialista.
Creato dalla redazione di «Appperandroid».
