Siti di scommesse esteri 2026: 52 concessioni, e chi resta fuori

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Aggiornato al 3 Novembre 2026 — dati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sull’elenco dei siti inibiti dell’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «siti di scommesse esteri» cerca quasi sempre una cosa sola: il bookmaker che non ha trovato tra i risultati italiani. Un .com con una licenza straniera, magari con mercati che qui non si vedono, magari con una quota in più su un campionato che le emittenti nostrane trattano di sfuggita. È una ricerca comprensibile, e la risposta onesta delude: quel sito è, per l’ordinamento italiano, un’offerta priva di concessione. Nessuna scorciatoia terminologica lo salva. Non è «un sito AAMS mancato per un dettaglio burocratico», non è «un mercato parallelo tollerato»: è un operatore che accetta scommesse in Italia senza il titolo che serve, e l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024, raggiunge anche il giocatore. L’ADM dice che il partecipante a scommesse organizzate da non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di un procedimento contro un singolo scommettitore non sono noti. Basta questo per cambiare il tono della scelta: non si sta confrontando un’offerta italiana con una più generosa, si stanno confrontando due contratti con conseguenze diverse.

Le due strade, in concreto. Da una parte un concessionario: concessione rilasciata per sito, sito .it, conto di gioco identificato, supervisione dell’ADM, strumenti di limite obbligatori, il Registro Unico degli Autoesclusi che funziona, e per le controversie un foro italiano. Dall’altra un marchio .com non autorizzato: nessuna di quelle cose, la possibilità di essere oscurato a livello DNS, e in più una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — che in Italia non vale nulla. Il punto che sfugge a chi legge i confronti online è che la concessione non si compra una volta per tutte e non copre un gruppo: si ottiene per sito, e i titolari possono offrire mercati diversi sotto lo stesso tetto.

Poi c’è il capitolo che nessuna pagina di confronto mette in cima: i soldi. Su un concessionario ADM le vincite non vengono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta grava sul concessionario — è quanto riporta la stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio finale resta di parlarne con un commercialista. Su un sito estero non autorizzato la posizione si ribalta: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, e andrebbero dichiarate per l’intero importo ricevuto, in assenza di ritenute, nel Modello Redditi PF o nel 730. Non è consulenza fiscale, ed è bene dirlo due volte: è il modello che l’Agenzia descrive.

Normativa: che cosa dice l’ADM su chi non ha la concessione

Il blocco dei domini che offrono gioco illegale non è una prassi tollerata né un accordo tra provider: poggia su una norma precisa. L’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, impone l’inibizione dei siti non autorizzati, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. L’ADM pubblica quel reindirizzamento verso una pagina con un’apposita avvertenza, e la pagina dice al visitatore che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il meccanismo ha una data di nascita lontana: l’Agenzia blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Dall’aprile 2026 c’è una novità tecnica che pochi hanno notato. I siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso dell’ADM al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione: la vecchia strada non è spenta, e chi vede ancora l’IP nudo non è finito su una pagina dimenticata. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Un rapporto di settore, riferendo un’ordinanza del 24 settembre 2025, portava il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; gli specchi dei siti oscurati ricompaiono nel giro di ore. È una partita a inseguimento, e il lettore deve sapere da che parte sta il campo: la parola che descrive il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Il peso della regola non cade solo sull’operatore. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. È una cifra che spiega molto del comportamento dei prestatori di pagamento italiani, e spiega anche perché l’ecosistema delle ricariche verso il gioco non autorizzato è più fragile di quanto sembri dall’esterno.

Poi c’è il fronte pubblicitario, dove la legge è ancora più netta. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e la stessa norma sanziona il partecipante. L’ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, ricorda che la pubblicità a operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tradotto per il lettore: un sito che si pubblicizza come accessibile dall’Italia sta, di norma, violando una norma italiana. La concessione estera non lo copre in alcun modo.

Quali sono le regole cadute a proposito, allora? Art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — il cosiddetto Decreto Dignità. È in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

L’applicazione è la parte interessante, perché qui la norma si sta muovendo. L’AGCOM non ha registrato multe per violazione del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € per violazione. Due rinvii pendenti alla Corte di giustizia dell’Unione europea riguardano la responsabilità delle piattaforme e la mancata notifica del divieto. E poi c’è la politica: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni. Esito non trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Per chi legge, la conseguenza pratica è curiosa: il silenzio pubblicitario degli operatori italiani non è timidezza commerciale, è conformità a una norma che nessuno osa mettere in discussione mentre è pendente davanti a due corti.

Ultimo tassello, il titolo. Le concessioni non sono licenze aperte, sono «concessioni» attribuite con gara pubblica. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, all’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Il comma 3 fissa a nove anni il massimo di durata, senza rinnovo, e il comma 5 elenca i requisiti, tra cui una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): non sono variabili a piacere dell’operatore. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Il dettaglio che smonta una convinzione diffusa: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E non è una lista esaustiva del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente dai nostri dieci non è per questo privo di licenza. Gli operatori indicano numero di concessione e società nelle proprie condizioni. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.

Fondamenti: come funziona la scelta tra concessionario e offerta estera

Le piattaforme che si trovano cercando «siti di scommesse esteri» si dividono in due famiglie, e la distinzione non è geografica ma giuridica. Ci sono concessionari con sede italiana e sito .it, che operano su concessione ADM. Ci sono marchi internazionali con licenze di altri Paesi e dominio .com, che accettano giocatori italiani senza concessione. Nessuna delle due famiglie è un blocco omogeneo, e la seconda non è nemmeno un mercato parallelo: è un perimetro dove l’operatore stabilisce da sé le regole e nessuna autorità italiana controlla come le applica.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Che cosa cambia davvero, in ordine di quanto pesa sul portafoglio. Primo: la verifica dell’identità. Un conto di gioco richiede identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento e la registrazione con SPID, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Secondo: i limiti. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, per aumentarlo si aspetta sette giorni. Terzo: l’autoesclusione. Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e l’iscrizione vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. Quarto: il foro. Con un concessionario ADM la controversia ha una sede legale italiana; con un .com non autorizzato la sede è quella che l’operatore ha scelto, spesso un arcipelago.

Su questo la simmetria con cui tante pagine di confronto presentano le due opzioni si rompe. Non sono due modi di scommettere: sono due rapporti giuridici diversi. Il concessionario porta con sé l’iscrizione al RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Il marchio .com privo di concessione non porta nessuna delle quattro cose, è esposto all’inibizione DNS e, per come la stessa ADM descrive la norma del 1989, espone il giocatore a una sanzione penale.

La scelta, in pratica, torna a una domanda sola: quanto vale per il lettore la parte italiana di quel pacchetto. A chi scommette dieci euro a settimana e vuole una partita di Serie A con un prelievo che arriva dove è scritto, la risposta è ovvia. A chi inseguiva un mercato che qui non trova — un campionato minore, un’esoticità — resta il fatto che il palinsesto di un concessionario è approvato dall’ADM evento per evento, e che l’ADM stessa aggiunge eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner stando alla stampa di settore. Il perimetro si allarga, non si apre.

Il palinsesto è la chiave per capire perché l’offerta italiana sembri più stretta. L’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi presenti nel palinsesto approvato. Non esiste la libertà di listino che un .com si prende da sé. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non è dato sapere in astratto: lo si vede nel programma dell’operatore.

Due prodotti meritano una riga a parte, perché il nome inganna. Il primo sono le scommesse su eventi simulati: l’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come competizioni generate al computer — sportive, ippiche e di altro tipo — mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il secondo è il betting exchange, ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti dell’exchange italiano, come un back minimo di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Con la concessione 16028, Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia; quali marchi lo gestiscano oggi e con quali commissioni non è dato sapere.

L’ippica è due cose separate, e chi la cerca lo scopra adesso. Da un lato le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a); dall’altro i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c e art. 2, lett. h: giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) che richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.

Il resto delle zone d’ombra è utile quanto le cose note, purché non diventi una scusa. Il live lo offrono tutti i grandi operatori, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e qui non esiste un elenco dei mercati live. Il massimale legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi autolimiti e il limite di deposito che sceglie alla registrazione. Esiste una delibera di un direttore dell’ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, ma il contenuto non è noto. E se il palinsesto includa gli esport, non risulta. Sono tutte domande legittime a cui un lettore può rispondere in un modo solo: aprendo il programma dell’operatore che sta valutando e leggendo cosa c’è dentro.

Un’ultima nota di metodo, che vale più di mille elenchi. La licenza estera non è un titolo valido in Italia, e non lo diventa con l’anzianità, con la reputazione del marchio o con la dimensione internazionale del gruppo. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan serve a dimostrare che l’operatore risponde a un’autorità di un altro Paese: non dice nulla sul fatto che possa raccogliere gioco qui. Il test dell’ADM è l’unico, ed è pubblico.

Prevenzione: limiti, autoesclusione e quanto costa un’offerta

Sui concessionari la tutela non è un’opzione del cliente, è un obbligo del concessionario. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Nella pratica quotidiana, la tutela comincia da una scelta che il giocatore fa mentre compila un modulo. Alla registrazione si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La riduzione è a costo zero e la fretta di alzare i limiti costa una settimana di attesa: il verso in cui il sistema rende facile muoversi è quello che protegge, ed è una scelta di disegno, non un caso. Il valore del limite di deposito che l’ADM stabilisce nella gara non è noto.

L’autoesclusione ha una sua geografia, e conviene conoscerla prima di averne bisogno. Il RUA, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. L’iscrizione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme autorizzate indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta: la richiesta fatta a un operatore vale per tutti gli altri. Sulle durate le condizioni degli operatori si stanno aggiornando. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Chi chiede l’autoesclusione su un sito senza concessione, invece, non attiva nessuno di questi meccanismi: il RUA non lo riguarda.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Sull’identificazione, gli operatori offrono la registrazione classica e quella con SPID, e alcune anche con CIE: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il conto di gioco di Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Sono procedure più lunghe di un’email e una password: è esattamente il punto.

Quando il conto è aperto e i limiti sono fissati, il costo vero di un’offerta si vede nell’aritmetica. Prendiamo un caso illustrativo, non una quota di mercato: un giocatore sceglie un limite di deposito di 100 € a settimana e punta quella somma una volta su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro. La quota di payout del mercato è il reciproco della somma dei reciproci delle quote — 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90 — e vale circa il 95 %. Il margine del bookmaker è quel che resta, cioè il 5 % circa. Su 100 € di turnover l’attesa statistica di costo per il giocatore è di circa 5 €, che su un turnover settimanale di 100 € diventa all’incirca 21 € al mese e sui 5.200 € di un anno quasi 260 €. È una stima media su molte giocate, non una previsione su una singola scommessa: nessuno perde 5 € ogni volta, e chiunque può vincere una settimana e recuperare un anno.

Il numero che interessa al lettore è la banda, non il punto: tra il 4 e il 6 % del turnover, a seconda che il mercato reale sia un filo più generoso o un filo più caro del 1,90/1,90 dell’esempio. Un bookmaker reale espone prezzi diversi, quindi la forchetta va letta come ordine di grandezza. E la conclusione va tenuta stretta, perché la formula produce un costo atteso e non un pronostico: il margine è il prezzo che si paga per giocare, non la probabilità di perdere. Su questa base il lettore può fare una cosa che nessuna pagina promozionale gli suggerisce: confrontare il costo implicito del proprio mercato preferito prima di confrontare i bonus.

A questo punto la domanda giusta non è più quale sito abbia il bonus più grosso, ma quale dei due sistemi renda più facile interrompere. Su un concessionario la riduzione del limite è istantanea, l’autoesclusione iscrive al RUA e il canale di contatto ha un orario dichiarato. Sul .com non autorizzato queste tre cose non esistono per contratto, e la scelta di campo si riduce a una riga: la tutela che l’ordinamento italiano impone ha un prezzo in termini di mercati disponibili e di comodità; l’assenza di tutela non ha un prezzo visibile e lo presenta tutto dopo.

Cassazione, criteri e classifica: chi copre davvero le scommesse sportive

I criteri con cui abbiamo letto i dieci marchi

Il primo criterio è il titolo: ogni marchio in questa lista è un concessionario presente nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il numero di concessione e la società indicati nella sua riga. Non è una graduatoria e non è un consiglio. Il secondo è ciò che l’operatore dichiara nei propri termini e nelle proprie app, perché è lì che si trovano le condizioni che contano; su questo si basa anche il modo in cui abbiamo descritto le offerte. Il terzo è la copertura sportiva: quanti campionati, quanti eventi, che tipo di funzioni (cash out, streaming, combo) l’operatore mette davanti. Il quarto è l’onboarding: come si apre il conto e che cosa serve per prelevare. Il quinto, trasversale, è la distanza tra il linguaggio del marketing e il contenuto delle condizioni.

Se il lettore cerca una «cassazione» che abbia dichiarato legittimo il bookmaker estero, la ricerca è la premessa sbagliata. Le concessioni non sono licenze aperte: sono attribuite con gara pubblica, e la legge non prevede un percorso per cui un titolo straniero diventi titolo italiano. Non c’è sentenza che lo trasformi, e chi lo sostiene sta vendendo qualcosa.

Il quadro di confronto

Marchio Concessione ADM e concessionario Sito .it Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema della chiave
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Lottomatica.it L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Admiralbet.it Apertura conto con registrazione classica, documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata, dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc William Hill Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Starcasino.it L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Planetwin365.it L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Netwin.it L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Betfair.it L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Eurobet.it Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Sisal.it Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; tra le giocate DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, con Cash Out
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Bet365.it Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live

Due cose colpiscono leggendo la colonna dei titoli. La prima è che il concessionario quasi mai porta il nome del marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò è Azzurri Limited. La licenza è della società, il sito è del marchio, e il conto che il giocatore apre sta nel mezzo. La seconda è che la concessione è per sito e non per azienda, il che spiega come un solo gruppo possa tenere più domini — e spiega anche perché la riga di un brand non dica nulla sulla struttura societaria che ci sta dietro.

La colonna di destra, invece, va letta per quello che è: dieci righe che descrivono dieci prodotti diversi. C’è chi mette in vetrina la produzione di eventi (Sisal), chi la profondità dei campionati (Planetwin365), chi le funzioni di mercato (Betfair), chi la varietà del palinsesto fino alla politica e ai reality (Eurobet), chi la funzione di chiusura anticipata della giocata. Nessuna di queste voci è un pregio in assoluto: sono risposte alla domanda «che tipo di scommettitore sei». La lista non è esaustiva del mercato; altri concessionari esistono e un marchio assente non è per questo privo di licenza.

Lottomatica: la vetrina sportiva dentro un gruppo casinò-first

Concessione ADM n. 16010, società Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica. È il caso più chiaro di un marchio che il grande pubblico associa al gioco e che sul canale sportivo costruisce una proposta completa: l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La combinazione di risultati in tempo reale e diretta video è la parte che cambia l’esperienza, non l’elenco dei campionati. Chi scommette live guardando la partita non ha bisogno di cambiare schermo, e questo riduce una delle fonti classiche di errore, cioè la giocata presa su un punteggio che nel frattempo è cambiato. Il rovescio è che la fluidità dell’interfaccia rende più facile il rilancio impulsivo, e qui torna utile tutto quello che si è detto sui limiti: il vantaggio tecnico è reale e va gestito.

Per il lettore tipo, che scommette qualche decina di euro a settimana sui grandi campionati, la copertura dichiarata è più che sufficiente. Chi invece cerca una nicchia — un campionato minore, un mercato esotico — deve verificare nel palinsesto, perché la comunicazione pubblica resta concentrata sui grandi appuntamenti. Il punto che fa la differenza in questo marchio non è la profondità: è l’abitudine d’uso. Chi ha già un conto di gioco sul gruppo ritrova la stessa casa, e la continuità dei metodi di ricarica e delle abitudini vale più di una quota in più.

AdmiralBet: onboarding rigoroso e autoesclusione a orologeria

Concessione ADM n. 16048, società Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet. La riga che ci interessa di più è quella sui limiti e sull’autoesclusione, ed è l’unico caso tra i dieci in cui l’autoesclusione viene descritta in modo preciso. La finestra intermedia dei 30-60-90 giorni resta quindi come scelta storica accanto alla nuova scala, e la revoca dopo nove mesi per l’esclusione a tempo indeterminato è la variabile da leggere con calma: non è un pulsante che si preme quando si cambia idea.

La registrazione chiede la stessa disciplina. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Chi arriva da un sito estero dove bastavano un’email e una carta trova la differenza fastidiosa; chi ha già provato a recuperare un conto bloccato per documenti mancanti sa che cosa evita. Alla registrazione si impostano i limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo sette giorni.

Il giudizio: è il marchio che questa pagina userebbe come esempio di come una concessione si traduce in regole visibili. Chi gestisce il gioco con problemi di controllo trova qui la combinazione più utile delle dieci — strumenti espliciti, durate documentate e nessuna promessa di riattivazione facile. Chi cerca la navigazione più rapida o la lista di campionati più lunga probabilmente la trova altrove, e va bene così.

William Hill: il bonus che premia l’identificazione forte

Concessione ADM n. 16044, società William Hill Malta Plc, sito William Hill. L’offerta di benvenuto ha una struttura che dice molto di come l’operatore valuta l’identità del cliente: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

La lettura è immediata. Lo SPID è già un’identità verificata da un soggetto terzo, quindi l’operatore non deve fare il lavoro e paga il doppio. La registrazione manuale costa all’operatore tempo di verifica, e il premio dimezzato lo riflette. Per il lettore la conseguenza è concreta: la carta d’identità digitale che molti hanno già per la burocrazia vale qui 5 € in più e qualche ora in meno di attesa. Chi non ha SPID non è tagliato fuori, semplicemente ha una scadenza da rispettare: novantasei ore per inviare i documenti, e non è una finestra generosa.

Il bonus di 5 € è piccolo, e non è un difetto da nascondere: è la misura di quanto vale, per questo operatore, un conto arrivato già pulito. Su questo la pagina mantiene la linea che tiene altrove: un’offerta di benvenuto si giudica dopo aver capito cosa serve per incassarla, e qui serve un gesto che il giocatore italiano compie comunque due volte l’anno per altre faccende.

StarCasinò: la scommessa come reparto di un casinò

Concessione ADM n. 16026, società Azzurri Limited, sito Starcasino.it. Il marchio è dichiaratamente casinò-first, e la riga sportiva lo conferma: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Per chi arriva cercando il contrario — un bookmaker puro — questo è il caso in cui conviene essere espliciti: il calcio è una sezione, non il centro dell’offerta. Chi invece usa già il casinò sullo stesso marchio trova tutto in un conto solo, con un’unica procedura di identificazione e un unico saldo, e la comodità non è un dettaglio da poco se si preleva da una sola parte. La concessione per sito, del resto, porta con sé proprio questo: la stessa società può avere un’identità da casinò e un reparto sportivo, e la scelta di quale dei due sia il volto pubblico è commerciale, non giuridica.

Il verso della valutazione cambia a seconda di dove si guarda. Chi scommette sportivamente e non tocca il tavolo virtuale ha qui una scelta meno specializzata che altrove, e la lista di campionati non è quello che questa pagina userebbe per giustificare un trasloco di conto. Chi invece cerca un unico portafoglio di gioco e non vuole moltiplicare le identità ha trovato il caso in cui la natura mista non è un compromesso ma il motivo stesso della scelta.

Planetwin365: ampiezza di campionati come proposta centrale

Concessione ADM n. 16007, società Pwo S.p.a., sito Planetwin365.it. La proposta è costruita sull’ampiezza, e la riga lo dice senza giri di parole: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nella stessa frase della Champions League è il dettaglio che conta per un certo tipo di lettore. Chi segue la propria squadra in un campionato che le televisioni ignorano sa che la profondità del palinsesto è l’unica cosa che conta davvero, e che la profondità non si improvvisa: si costruisce con accordi e copertura dati. Il numero di tipologie di sport, più di venti, dice che l’operatore non punta solo sul calcio, e chi vuole coprire tennis, volley o ciclismo lo legge come una buona notizia.

Il rovescio è l’abitudine: un palinsesto enorme chiede un’interfaccia che non faccia perdere tempo, e su questo ogni giudizio è personale. Il criterio con cui questa pagina lo valuta è concreto: prendete la competizione che seguite realmente, cercatela nel programma, e se c’è con i mercati che vi servono, il resto della discussione sulle quote è secondario.

NetWin: un bonus con requisiti chiari e verificabili

Concessione ADM n. 16035, società Netwin Italia S.p.a., sito Netwin.it. L’offerta di benvenuto è l’unico caso, tra i dieci, in cui il pacchetto è descritto con tutti i suoi paletti: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Leggiamo i vincoli uno per uno, perché è lì che un bonus si giudica. Il primo è il tetto: «fino a 50 €» significa che un deposito più grande non porta un bonus più grande, e che il pacchetto è pensato per chi parte piano. Il secondo è il deposito minimo di 20 €, una soglia bassa rispetto agli standard del mercato. Il terzo, e il più importante, è il conto verificato: il bonus è riservato a chi ha già completato l’identificazione, quindi non si incassa mentre i documenti sono in revisione. Il termine «bonus reale», infine, distingue questa offerta da tutto ciò che è accreditato solo in forma di giocata gratuita: è una qualificazione dell’operatore, e come tale va letta.

È il tipo di offerta che si addice a chi vuole provare un operatore spendendo poco e sapendo in anticipo quanto valgono le condizioni. Non è un omaggio, è un incentivo con un tetto e una soglia, ed è scritto in modo che un lettore attento possa decidere in due minuti se lo riguarda.

Betfair: mercati composti per chi legge le partite

Concessione ADM n. 16028, società Betfair Italia S.r.l., sito Betfair.it. La riga dell’app descrive un’offerta orientata agli strumenti più che alla quantità: mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Qui c’è un pezzo di storia che conviene ricordare: l’exchange italiano, la concessione 16028, la descrizione di Betfair come la prima a portarlo nel Paese, e regole proprie dei conti dell’exchange come il back minimo di 200 centesimi in passi da 50. Queste ultime sono regole di un prodotto particolare, riportate dalla documentazione dell’operatore, e vanno distinte dai mercati ordinari dell’app: un lettore che apre un conto immaginando il punta e banca e trova un listino normale può essere sorpreso, e la sorpresa non è colpa sua. Su un mercato a quote maggiorate, poi, la parola «maggiorate» va sempre confrontata con il prezzo effettivo: un rincaro del margine e un rincaro della quota si assomigliano nel nome e non nel risultato.

Per un lettore che costruisce combinazioni e legge i mercati come una materia prima — Under/Over, multigol, combo — questo è l’operatore con il linguaggio più vicino al proprio. Chi vuole semplicemente la singola 1X2 sulla partita della domenica ha tutto quello che serve ovunque, e non è qui che trova la differenza.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Concessione ADM n. 16012, società Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet. Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Gli scacchi e le elezioni nella stessa riga del calcio sono la notizia. Il palinsesto, come abbiamo visto parlando delle regole, è il programma di eventi approvato dall’ADM, e comprende eventi non sportivi: significa che la varietà di questo operatore non è un espediente di marketing ma una conseguenza della cornice normativa, che ammette tipi di evento diversi. Per il lettore curioso, quello che scommette su ciò che guarda e non solo su ciò che si gioca, questa è la proposta più larga dei dieci.

Chi valuta la solidità di un bookmaker sulla sola profondità calcistica troverà qui poco da dire di diverso rispetto a Lottomatica o Planetwin365. La differenza sta nella disponibilità a uscire dal perimetro sportivo, e non è una cosa che ogni operatore scelga di fare: si tratta di costruire e mantenere un palinsesto di eventi non sportivi, con i suoi costi e le sue approvazioni.

Sisal: volume di eventi, funzioni e la giocata che si chiude prima

Concessione ADM n. 16020, società Sisal Italia S.p.a., sito Sisal. La riga sportiva è il ritratto di un operatore che fa del volume il proprio argomento: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID.

Prendiamo il conto delle funzioni, perché è qui che il volume diventa esperienza. Gli oltre 15.000 eventi live hanno senso solo se si può scommettere mentre si guarda, e lo streaming gratuito chiude il cerchio: il lettore non paga un secondo abbonamento per seguire la partita su cui ha una giocata aperta. Il Cash Out merita però una precisazione che vale per tutti, non solo per Sisal: chiudere prima significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del bookmaker. È una funzione utile per chi vuole ridurre l’esposizione, non un modo per aumentare il rendimento atteso — e su questo la pagina non ha ambiguità.

Per un lettore che scommette molto live e segue volley e basket oltre al calcio, questa combinazione è la più completa della lista. Chi scommette una singola a settimana e non ha mai sentito il bisogno di chiudere una giocata prima del novantesimo può tranquillamente ignorarla: le funzioni non usate non sono un argomento di scelta.

bet365: il partner globale che gioca in casa in Italia

Concessione ADM n. 16030, società Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nella sua app gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La riga sulla tutela è la più dettagliata tra i dieci, e vale la pena isolare un elemento: accanto agli strumenti, l’operatore indica un numero verde nazionale. È un gesto piccolo e utile, perché un lettore che cerca aiuto lo cerca una volta sola, e in quel momento vuole un numero, non un link a una pagina di principi. Gli strumenti elencati — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività, autoesclusione — sono la cassetta degli attrezzi che gli altri descrivono in modo più sintetico.

Sul versante del prodotto, la qualifica di partner globale della massima competizione europea per club dice qualcosa di preciso: il marchio è presente dove stanno i grandi eventi, non dove si annidano le nicchie. La Premier League e la boxe nella stessa riga indicano un pubblico internazionale abituato a un listino ampio. Questo è anche il marchio che la stampa di settore indica come primo partner della Setka Cup autorizzata dall’ADM a settembre 2026: un esempio di come un operatore con una struttura internazionale possa essere veloce nell’accogliere gli eventi che l’ADM ammette uno alla volta. Per chi scommette sui grandi campionati e sui grandi eventi, la copertura è tutto quello che serve; chi cerca la Serie C o un mercato minore troverà altrove una proposta più paziente.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il primo è giuridico: la legge n. 401/1989, come l’ADM ha scritto il 28 febbraio 2024, sanziona anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. Il secondo riguarda la tutela: nessun limite di deposito imposto, nessun collegamento al RUA, nessun foro italiano per una controversia, e una licenza straniera che qui non vale.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM è pubblico e ogni riga porta un codice di concessione e un sito .it. Un marchio presente in quell’elenco non è per questo coperto su tutte le scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna per i giochi: lo si vede nel programma dell’operatore. Un numero di concessione nelle condizioni è il segnale più diretto.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018. L’iscrizione blocca tutti i portali di gioco online autorizzati nel Paese e le sale fisiche, e vale anche se la richiesta è stata fatta presso un altro concessionario. Sulle durate, le condizioni di Admiralbet prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 una scala da 7 a 270 giorni.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. L’AGCOM lo applica, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €; il minimo fisso è stato rimesso alla Corte costituzionale dal TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si scelgono un limite di deposito settimanale o mensile e, presso diversi operatori, anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario gli strumenti di autolimite e di autoesclusione.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario; è quanto riporta la stampa di settore, quindi conviene parlarne con un commercialista. Sui siti esteri non autorizzati la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» da dichiarare per l’intero importo.

Scritto dal team di «Appperandroid».