Offerte di scommesse in Italia 2026: il 100% che chiede una multipla da cinque eventi
Un bonus «del 100%» suona come denaro raddoppiato. Nei termini che i concessionari pubblicano accanto all’offerta, quel 100% è spesso legato a una multipla di almeno cinque selezioni a quota minima 5.00, e chi non legge quella riga non ha un bonus: ha un saldo che non si sblocca.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni dei dieci operatori confrontati sono state riscontrate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.
Indice dei contenuti
- Cosa può valere, in euro, l’incentivo di benvenuto
- La classifica: dieci concessionari e i loro numeri di concessione
- Il meccanismo di base di una scommessa sportiva a quota fissa
- La cornice normativa: concessione, palinsesto, controlli
- La tassa che non paghi e quella che paghi senza accorgertene
- Quando il bonus si sblocca: i numeri di un’offerta
- Quanto bisogna giocare perché il bonus si apra
- Gioco responsabile: quando l’offerta è un problema
- Domande frequenti
Cosa può valere, in euro, l’incentivo di benvenuto
La domanda che porta un lettore su una pagina come questa non è «quanto è grande il bonus». È «quanto di quel bonus arrivo a vedere». Il bonus di benvenuto è il termine con cui gli operatori descrivono l’incentivo per i nuovi iscritti, e in Italia l’unica cosa che il legislatore ha deciso di non regolare è proprio lui: nessun tetto statale all’importo, nessun tetto ai requisiti di puntata, nessuna quota minima fissata per legge. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non tocca il contenuto delle condizioni.
Da quella assenza di regole discende la prima conseguenza pratica: due offerte con la stessa cifra in vetrina possono valere cifre molto diverse, perché tutto ciò che conta sta in tre righe dei termini.
- Il requisito di puntata (rigioco): quante volte una somma va rigiocata, e su quali scommesse.
- La quota minima: sotto quella soglia la giocata non conta ai fini del rigioco, nemmeno se è vincente.
- La scadenza: il bonus, o il deposito che lo attiva, ha una data oltre la quale l’incentivo svanisce.
C’è poi una distinzione che salta quasi sempre nella lettura veloce, e che cambia l’aritmetica più del moltiplicatore: il bonus in denaro e la freebet non sono la stessa cosa. Con un bonus su saldo, una vincita porta a casa anche la parte di puntata coperta dal bonus. Con una freebet la puntata non viene restituita insieme alla vincita, perché il bonus è stato «in gioco» e non è mai stato denaro dell’utente. Su William Hill le freebet vengono erogate come bonus con vincite ridotte: in caso di vincita si incassa la vincita netta. È una clausola breve, e vale più di qualunque percentuale scritta in grande.

La seconda conseguenza riguarda la riapertura dell’offerta. Un conto si apre una volta sola, e la prima ricarica pure. Chi si registra per «prendere il bonus» e poi scopre che il rigioco chiede multiple da otto eventi ha bruciato l’unica chance che aveva su quel marchio: non esiste un secondo benvenuto. Vale la pena leggere le condizioni prima di versare, non dopo.
Perché le condizioni contano più della cifra in vetrina
Nessuna autorità pubblica un elenco di requisiti «normali». Le cifre che gli operatori scrivono sono quindi scelte commerciali, e si vedono subito: NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo esclusi. William Hill richiede una multipla da almeno 5 eventi a quota complessiva 5.00. Betsson, sul lato deposito, accetta multiple prematch di almeno 5 eventi con quota minima 1,50 per evento e rigioca l’importo del primo deposito entro 7 giorni.
Tre operatori, tre modi diversi di raccontare la stessa cosa: quanto vale, per il bookmaker, che tu giochi. Il requisito di puntata non è un ostacolo burocratico. È il prezzo dell’offerta, ed è l’unica parte che il marketing non mette in vetrina.
Requisiti di puntata, quota minima e multiconto
Il rigioco italiano ha una particolarità che altrove non sempre c’è: la quota minima per evento e la quota minima totale sono due vincoli distinti, e la seconda è quasi sempre quella che fa male. Su NetWin la multipla deve avere almeno 3 eventi con quota minima 2.00 ciascuno e quota totale di almeno 10.00: un conto che si chiude a 4,00 perde, anche se ogni singola selezione rispettava il minimo. Su Betsson la soglia per evento scende a 1,50, ma la multipla è di almeno 5 eventi. La prendibilità dell’offerta non dipende dal bonus: dipende da quanto è difficile piazzare una multipla abbastanza alta senza fare la cosa che il bookmaker esclude.
Perché le esclusioni sono la seconda metà del requisito. NetWin non conta sistemi, antepost, live né scommesse con cash out attivo. Betsson non conteggia sistemi e live, e il cashout non è disponibile sulle scommesse qualificanti. Cioè: gli strumenti con cui un giocatore ragionevole riduce il rischio sono esattamente quelli che non fanno avanzare il rigioco. Il cash out, in particolare, è la funzione che nel calcio serve a chiudere una posizione senza aspettare il novantesimo, e su un rigioco con quota minima alta è la prima che verrebbe usata. Non è un dettaglio tecnico.
Una sola puntata, due esiti diversi
Vale la pena mettere il meccanismo su un caso concreto, perché è qui che il bonus smette di essere una percentuale. Il bonus di benvenuto di BetFlag è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. BetFlag dichiara anche un bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Stessa quota 5.00, due esiti completamente diversi. Sul bonus su saldo, una puntata vincente a quota 5.00 paga cinque volte lo stake, e la parte coperta dal bonus torna indietro. Sulla freebet da 10 € giocata a 5.00, la puntata non viene restituita: si incassa la vincita netta, cioè 40 €, non 50 €. La differenza è la puntata stessa, e su una cifra piccola sembra poca cosa; su una freebet di importo maggiore è esattamente la parte che il giocatore credeva di avere in mano.
Il calcolo in euro rende l’idea meglio di qualunque avvertenza. Dieci euro piazzati a quota 5,00 come singola rendono 50 €, se il bonus è un bonus su saldo e la puntata rientra. La stessa freebet da 10 € alla stessa quota rende 40 €. I dieci euro di differenza non sono un’imposta e non sono un errore: sono la puntata, che con un bonus su saldo è tua e con una freebet non lo è mai stata.
Se un lettore vuole giudicare da sé un’offerta che non conosce, la verifica è sempre la stessa, e non richiede calcoli. Guarda se il termine è «bonus» o «freebet». Guarda se i requisiti parlano di quota minima per evento oppure di quota totale. E guarda che cosa è escluso: sistemi, live, antepost, cash out. Le tre risposte bastano a capire se l’offerta è costruita per essere completata o per restare a metà.
La classifica: dieci concessionari e i loro numeri di concessione
Mettere dieci marchi in fila richiede di dire prima che cosa si sta confrontando, perché la concessione italiana è per sito, non per azienda. «ADM (ex AAMS)» è l’Agenzia che la rilascia; il mercato dice ancora «AAMS», e nel linguaggio corrente le due sigle convivono. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate per gara pubblica, durano al massimo nove anni senza rinnovo, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E la lista non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, che si vedono invece sul sito e sull’app dell’operatore. Chi compare in un confronto non è per questo un concessionario, e i dieci marchi qui sotto non sono il mercato intero: altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa lista non è per ciò privo di concessione.
Dieci righe, dieci numeri, dieci società. Il resto delle colonne sta accanto al marchio nel confronto che segue.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul bonus |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, oltre a Champions League, Europa League e Conference League; per il bonus di benvenuto si rimanda al sito |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Il benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Nessuna condizione di bonus pubblicata nelle informazioni disponibili; il profilo del marchio è l’offerta sportiva pre evento e live |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con promozioni settimanali |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Il bonus di benvenuto si riceve scaricando l’app e registrandosi; schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Sport-50: bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Bonus di benvenuto Sport per i nuovi clienti, separato dal bonus di benvenuto Casinò |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID, o bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale; bonus cash pari al 100% del primo deposito fino a 50 € |
Quattro criteri per leggere la tabella
Il primo criterio è la concessione, e la sua lettura non è banale. Una società che possiede più codici non ha un vantaggio per il giocatore: la concessione vale per il sito, e i conti su siti diversi sono conti diversi. Goldbet e Lottomatica fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy, e questo spiega perché due marchi con due codici distinti — 16009 e 16010 — abbiano lo stesso titolare. Non è una svista dell’elenco.
Il secondo è la forma dell’incentivo. Sette dei dieci marchi descrivono un benvenuto; bet365 non pubblica condizioni di bonus nelle informazioni disponibili, e la sua offerta sportiva si vede dalla parte del palinsesto, non da quella del saldo. StarCasinò è un caso a sé: il bonus di benvenuto Sport è dichiarato separato da quello Casinò, il che non è un dettaglio contabile ma una scelta di prodotto. Chi arriva da un’esperienza in sala gioco e cerca solo la parte sport dovrà verificare quale dei due pacchetti sta attivando.
Il terzo è la soglia di ingresso. Quasi tutti i benvenuti richiedono una ricarica; BetFlag aggiunge una via senza deposito. NetWin mette per iscritto un deposito minimo di 20 €; William Hill un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, e chiarisce che Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Il metodo di pagamento non è un dettaglio logistico su questi operatori: è una condizione di ammissibilità.
Il quarto è la trasparenza delle condizioni. Alcune schede dei marchi sono esplicite su rigioco, quota minima e scadenze; altre, in questa raccolta, si fermano a dire che esiste un bonus di benvenuto e che si spende su una certa offerta. Non è una colpa che la pagina debba spiegare: è un’informazione in sé, perché dice al lettore dove deve andare a leggere prima di versare. Il posto è la pagina delle promozioni dell’operatore e, per l’offerta specifica, i termini del bonus.
Che cosa resta scoperto fra un marchio e l’altro
La tabella confronta ciò che i termini raccontano, e proprio per questo mostra una crepa: marchi con lo stesso tipo di offerta dichiarata possono avere rigiochi che i numeri rendono inconfrontabili. NetWin specifica il giro in «3 volte il deposito». William Hill richiede una multipla da almeno 5 eventi a quota complessiva 5.00. Betsson parla di importo pari al primo deposito entro 7 giorni, con multiple prematch di almeno 5 eventi a quota 1,50. Sono tre architetture di rigioco diverse, e nessuna delle tre si riporta alla cifra in vetrina.
Il modo onesto di usare il confronto è spostare l’attenzione dal bonus al requisito. Un’offerta da 50 € con un rigioco fattibile vale più di un’offerta da 5.000 € con condizioni che non si completano, e la seconda ha una funzione diversa dalla prima: serve a far aprire il conto, non a far giocare. Non è un’ipotesi malevola. È il motivo per cui il tetto dichiarato è così alto.
Le colonne fisse sono concessione e concessionario. Tutto il resto cambia con i termini, e i termini cambiano. Un dato letto oggi ha senso per oggi: chi confronta due offerte a distanza di mesi confronta due cose diverse.
Il meccanismo di base di una scommessa sportiva a quota fissa
Una quota è un prezzo, e un prezzo contiene sempre due cose: la probabilità che il bookmaker attribuisce all’esito e la sua remunerazione. La prima è opinione, la seconda è aritmetica. Concentrarsi sulla seconda è l’unico modo di confrontare due offerte che sembrano identiche e non lo sono.
Il prodotto centrale del mercato italiano è la scommessa a quota fissa: si punta una somma, si incassa il prodotto della puntata per la quota se l’esito è quello giusto, e nulla se non lo è. Accanto a questo la legge prevede il totalizzatore, cioè la scommessa a montepremi: non è detto che un marchio online lo offra, e le condizioni di quelle giocate stanno nel palinsesto dell’operatore. Il gioco a distanza, abbreviato GAD, è la cornice in cui tutto questo avviene: un conto, un conto di gioco, un’identificazione, un saldo.
Un punto che negli altri Paesi non si incontra: la scommessa non si può piazzare su un evento qualsiasi. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può puntare solo su eventi che stanno lì dentro. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Il palinsesto non è una lista di comodo, è il perimetro del gioco.
Il secondo blocco di regole riguarda gli eventi simulati. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I marchi hanno una sezione «Virtuali», e la tassazione di quelle giocate segue una regola propria. Un giocatore che apre una sezione Virtuali non sta facendo la stessa cosa che sta facendo in Serie A, anche se l’interfaccia è identica.
Singola, multipla, sistema e cash out
La singola è la scommessa su un solo esito. La multipla combina più selezioni in un unico biglietto e le moltiplica: le quote delle singole selezioni diventano un solo prezzo, ed è per questo che una multipla di cinque eventi a quota 2.00 vale 32,00. Il sistema è una famiglia di multiple costruite sulle stesse selezioni, e costa più di una multipla perché paga anche quando non tutti gli esiti entrano. Nella lettura dei bonus la differenza è decisiva: i sistemi sono di norma esclusi dal conteggio del rigioco, e la loro esclusione ha un senso economico preciso, perché su un sistema il giocatore può rientrare anche sbagliando.
Il cash out, termine che in Italia si usa in inglese, chiude una posizione prima della fine dell’evento pagando una somma intermedia. Su un rigioco con quote minime alte è lo strumento che un giocatore userebbe per abbassare il rischio, ed è anche il primo che i termini escludono: NetWin esclude le scommesse con cash out attivo dal giro, e su NetWin il cash out non è disponibile sulle scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus. Le due esclusioni non sono un caso: il bonus serve a far giocare, non a far uscire.
Sul mercato Esito Finale (1X2), che è la forma più nota delle tre esiti possibili, la quota è il prezzo di quella scelta e non contiene alcuna informazione sulle altre. Il rigioco di NetWin, dopo il giro iniziale, ammette una sola multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato 1X2, entro 3 giorni. Quattro eventi su un solo mercato: è una condizione che ha una logica precisa, perché il mercato 1X2 è quello su cui un bookmaker ritiene di avere il margine più stabile.
Handicap, DNB e mercati derivati
Due mercati meritano una riga perché spiegano da soli il mestiere. Il DNB, draw no bet, in Italia si legge spesso come «rimborso in caso di pareggio»: elimina il pareggio dal problema e restituisce la puntata in quel caso, con una quota più bassa. L’handicap sposta il risultato di partenza, e la versione asiatica divide la puntata su due linee vicine. Nessuno dei due è una scommessa diversa: è la stessa partita vista con una probabilità già corretta dal bookmaker.
Che cosa resta nelle tasche del bookmaker
Il margine non è una voce nascosta in fondo ai termini: sta dentro le quote. Se su una partita le tre quote di 1X2 sono tante, il payout del mercato è 1 diviso la somma dei reciproci delle tre, e il margine è quello che resta fino a 100. Su una singola scommessa il margine è invisibile; su un rigioco che chiede un giro di 3 volte il deposito diventa la voce di costo più grande dell’offerta, più grande di qualunque requisito di puntata. Su una scommessa a quota fissa la tassa non è a carico del giocatore, ma il margine sì, e nessun bonus lo cancella.
La cornice normativa: concessione, palinsesto, controlli
Il quadro italiano è cambiato con il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. È il testo che tiene insieme tutto quello che un lettore incontra aprendo un conto: la forma della concessione, i giochi ammessi, i limiti di deposito, l’autoesclusione, la pubblicità. Non è un documento ornamentale. Le sue regole finiscono nei termini che l’operatore mostra al momento della registrazione.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sono sei famiglie, e un concessionario può ottenerne una qualunque combinazione: sport, poker, giochi di casino, exchange, bingo. È esattamente il motivo per cui un nome sull’elenco non dice che cosa quel sito offra davvero.
L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti della gara includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara stessa (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). È una stabilità pensata per l’operatore, non per il giocatore, e vale la pena dirlo: un’offerta costruita su una concessione di nove anni può cambiare, ma la cornice no.
Come si controlla se un bookmaker ha la concessione
La verifica ha un solo posto ufficiale, e non è un sito di confronto. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. Un marchio presente nella prima lista e assente dalla seconda è un concessionario; uno che compare nella seconda è un sito oscurato.
I concessionari dichiarano numero e società nei propri termini, e questo è il controllo più rapido: se il numero non compare, o compare per un sito diverso da quello su cui stai giocando, la concessione non copre quella pagina. La lista non ha una colonna per i giochi, quindi il passaggio successivo è la pagina «Virtuali», «Ippica», «Live» dell’operatore. La concessione dice che quel sito può offrire gioco a distanza. Non dice che offra la partita che stai cercando.
Siti oscurati e sanzioni
L’offerta senza concessione è illegale, e l’apparato che la contrasta è pubblico. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e l’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa specializzata, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».
Sul lato di chi gioca, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 è la regola che l’ADM stessa richiama: sono previsti l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto da questa lettura, e non risulta qui alcun procedimento contro un giocatore. Il punto non è la casistica: è che il sito senza concessione non porta con sé né RUA, né vigilanza, né obbligo di limiti.
Il conto di gioco e l’identificazione
Un conto di gioco richiede identificazione piena. La via più rapida è SPID, che l’art. 15, comma 1 presuppone fra gli strumenti a tutela del giocatore; alcuni operatori accettano anche CIE attraverso un provider SPID, e BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. William Hill, sul lato opposto, regala un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, e riserva un bonus di verifica da 5 €, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore, a chi sceglie la registrazione manuale.
La differenza fra i due percorsi non è estetica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dicono le pagine degli operatori. Chi apre il conto di fretta con la registrazione manuale e rimanda l’invio del documento non ha un problema di bonus: ha un problema di soldi, perché il saldo c’è e non esce.
Il betting exchange, che è un gioco a parte
L’art. 6, comma 1, lett. e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, e l’art. 2, lett. u) chiarisce il meccanismo: il giocatore può fare la parte di chi scommette o di chi fa il bookmaker, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è una variante del bookmaker. È un prodotto diverso, con regole proprie: la documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riporta che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere da qui. Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
La tassa che non paghi e quella che paghi senza accorgertene
Sulle scommesse a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la conseguenza è semplice, e vale per i concessionari ADM: le vincite pagate da un concessionario non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario e la somma arriva già netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata nel 2024 e nel 2026 come «tassate alla fonte», e non risulta confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per una posizione personale conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia se il sito non ha una concessione italiana. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota da qui, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Vale la pena guardare che cosa questo significhi in concreto. Un giocatore su un sito non concessionario che vince qualche migliaio di euro ha davanti a sé tre cose insieme: un’imposta che il concessionario non ha versato al posto suo, una dichiarazione che deve fare, e un sito che l’ADM può oscurare. Le tre cose arrivano insieme, e nessuna delle tre è scritta in grande.
Pagare: ricariche, carte e il limite a 100 €
L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro in cui stanno tabaccai e ricevitorie, e questi possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Il tetto dei 100 € settimanali vale solo per il contante versato in ricevitoria, non per i versamenti fatti con gli altri strumenti.
Le vie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione resta aperta, e non risulta una norma che nomini strumenti approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
La pubblicità è vietata, il bonus no
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Il quadro si sta muovendo, e vale la pena dirlo perché il lettore incontrerà spesso il contrario. La stampa specializzata riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto da qui, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Un chiarimento che serve, perché la confusione è comune: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non si conosce alcun tetto statale all’importo del bonus né ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quote minime vengono quindi solo dai termini di ciascun operatore — che è il motivo per cui leggerli è l’unica difesa.
Quando il bonus si sblocca: i numeri di un’offerta
Si arriva al punto in cui le condizioni diventano un conto. L’offerta è lo Sport-50 di NetWin, ed è utile perché mette per iscritto tutto quello che negli altri casi si deve andare a cercare. Il bonus è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Per sbloccarlo NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo sono esclusi. Dopo quel giro c’è un rigioco ulteriore: una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni.
Per un conto che versa il minimo, cioè 20 €, il giro richiesto è di 3 volte il deposito, quindi 60 € di puntate con denaro reale. Se il giocatore piazza multipla da 5 €, servono 12 multiple valide per chiudere quel primo giro; con multipla da 10 €, sei; con biglietti da 2 €, trenta. La forchetta va da una manciata di biglietti sulla fascia alta a un lavoro serio nella fascia bassa, e la differenza non sta nel bonus: sta in quanto si punta per volta. Chi deposita di più non riduce i giri, li aumenta in proporzione: il moltiplicatore è sul deposito, non sul bonus.
Il secondo passaggio è quello che di solito sfugge. Dopo il giro, il rigioco aggiuntivo chiede un’altra multipla di almeno 4 eventi, quota minima 1.50 per evento, quota totale di almeno 5.00, entro 3 giorni. Sono due biglietti separati nel tempo, con finestre diverse, e il secondo ha una scadenza più stretta del primo. Un conto che apre l’offerta a ridosso della scadenza dei 7 giorni si trova il secondo rigioco già quasi scaduto.
La versione SPORT100 della stessa offerta, in capo a MAC srl, è ancora diversa: bonus pari al 50% del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1.80, e un rigioco 1x in 3 giorni. Due varianti dello stesso marchio, due aritmetiche. Chi legge «NetWin» e crede di sapere quanto costa sbloccare il bonus ha letto una delle due.
Dove il conto è più chiaro: William Hill su una singola
Se il primo esempio è una multipla, il secondo è una singola, e mostra il tipo di costo che si vede solo con i numeri. Il bonus cash William Hill è pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo aver giocato una multipla di almeno 5 eventi a quota complessiva 5.00.
Mettiamo un conto da 10 € con un solo evento a quota 5,00 e un conto da 10 € con una multipla alla stessa quota totale. Nel primo caso il return è 50 € e il profitto netto è 40 €. Nel secondo il prezzo è lo stesso, ma la giocata è una combinazione: le cinque selezioni si moltiplicano in un’unica quota totale di 5,00, e la condizione posta dall’operatore è rispettata. Solo che le probabilità di azzeccare cinque esiti non sono quelle di azzeccarne uno, e il return di 50 € non dice nulla su quanto sia probabile vederlo arrivare. Il vincolo dei cinque eventi a quota minima 5.00 per evento sposta il problema dal prezzo alla probabilità, che è il posto in cui il bookmaker preferisce.
È qui che «rischio zero» mostra la sua fragilità. Una condizione che richiede una multipla di cinque selezioni a quota minima 5.00 per ogni selezione e una scadenza a 7 giorni non elimina il rischio: lo trasferisce sulla composizione del biglietto e sul tempo. Chi non arriva a quella multipla nei sette giorni non perde i soldi, ma perde l’offerta.
Freebet e bonus su saldo dentro il conto
Una freebet da 5 € vale meno di 5 €, e in modo misurabile. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È un premio per chi gioca già, non un regalo per chi arriva. E il valore non è il facciale, perché la puntata non rientra.
Il modo corretto di guardare un bonus su saldo è diverso, e riguarda la sua scadenza. Su William Hill l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio; le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Un bonus che non si usa in una settimana non è un bonus lento: non è più un bonus. E il tetto di 100 € utilizzabili per singola scommessa non è una formalità su un’offerta che accrediterebbe cifre più alte, perché quella parte andrebbe coperta dal saldo reale.
La cosa che vale la pena fissare è il paragone fra i due tipi. Con un bonus su saldo, se la giocata coperta dal bonus vince, la puntata torna indietro e il profitto è puntata per (quota meno uno). Con una freebet lo stesso esito paga solo il profitto. Due persone che piazzano la stessa puntata alla stessa quota su due offerte dello stesso importo nominale incassano somme diverse alla pari. Non è un termine nascosto: è nel regolamento delle freebet, e la sua lettura richiede dieci secondi.
Dove si ferma il conto
Se le condizioni non parlano di requisiti di puntata, di quote minime o di scadenze, il conto non si può fare. È il caso che un lettore vede in alcuni marchi: Lottomatica annuncia bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco e promozioni settimanali; Eurobet parla di promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali; SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche; Goldbet indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
In quei casi la valutazione si sposta su altre due colonne, e su quelle si può essere netti. Un marchio che scrive «bonus di benvenuto» senza pubblicarne i requisiti nella informazione accessibile non va giudicato dalla cifra, che non c’è, ma dalla profondità del prodotto: Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società e hanno due codici distinti, SNAI unisce bonus e promozioni periodiche, Eurobet affianca alla parte sportiva una parte virtuali. Chi vuole il numero va sulla pagina delle promozioni, e legge lì.
C’è una lezione di metodo che vale per tutti e dieci i marchi. La tabella fissa le concessioni, che sono verificabili. Le condizioni dei bonus sono mobili, e la fotografia di oggi può non essere quella fra due mesi. Un lettore che usa questa pagina come punto di partenza e il sito dell’operatore come fonte finale fa la cosa giusta; chi usa la pagina come fonte finale rischia di confrontare un’offerta vecchia con una nuova.
Quanto bisogna giocare perché il bonus si apra
Questa è la parte che il marketing non mette in vetrina, ed è la parte che decide quanto vale un’offerta. Le cifre che seguono vengono dai termini degli operatori, e ognuna vale per il marchio che l’ha scritta.
Il caso più lineare è NetWin, perché i suoi numeri si traducono subito in un numero di biglietti. Con deposito minimo di 20 € e giro di 3 volte il deposito, il turnover richiesto è 60 € di puntate con denaro reale. Con multiple da 5 € sono 12 biglietti validi; con multipla da 10 €, sei; con biglietti da 2 €, trenta. La forchetta va da una manciata di biglietti sulla fascia alta a un lavoro serio nella fascia bassa, e la differenza non sta nel bonus: sta in quanto si punta per volta.
Lo stesso conto su William Hill non si chiude in giri. L’offerta non parla di moltiplicatore sul deposito, ma di una multipla da almeno 5 eventi a quota complessiva 5.00; per un conto da 20 €, e con biglietti da 5 €, sono quattro rigiocate valide da piazzare entro sette giorni. Il numero di biglietti è basso; la difficoltà sta nel tipo di biglietto, non nella quantità.
Betsson cambia ancora la misura, e su due offerte. Il Bonus Registrazione è un Fun Bonus Sport da 50 € in totale, 10 € alla validazione del conto e 10 € ogni lunedì per 4 settimane, con documento da inviare entro 30 giorni dalla registrazione; va rigiocato una volta entro 3 giorni su multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50 e si converte in Real Bonus per al massimo 10 €. Il Bonus Deposito è pari al 50% del primo deposito con carta fino a 50 €, da sbloccare con multiple prematch di almeno 5 eventi, ciascuno a quota minima 1,50, per un importo pari al primo deposito entro 7 giorni; sistemi e live non valgono e il cashout non è disponibile sulle scommesse qualificanti. Otto eventi prematch in una multipla entro tre giorni sono un biglietto che si costruisce in anticipo, non una sera. E il valore finale di quel rigioco è limitato: da 50 € di Fun Bonus si arriva a un Real Bonus di massimo 10 €.
Il caso BetFlag è il più istruttivo, perché mescola un facciale grande con requisiti piccoli. Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè un rigioco di otto volte, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. La quota minima 5.00 è la stessa che altrove accompagna una multipla di cinque eventi; qui accompagna una singola su un gioco a tema. E il valore di uscita di ogni tranche è una forchetta da 1 € a 25 €, cioè un premio che può essere simbolico. Chi legge «200 Fun Flag» immagina 200 unità di qualcosa; la conversione decide che cosa sono davvero.
Il filo comune è che le tre cifre — importo, moltiplicatore, quota minima — non si possono valutare separatamente. Una quota minima alta allunga il tempo necessario a completare il giro, e il tempo è quasi sempre una scadenza scritta: 7 giorni su NetWin, 7 su William Hill per il deposito, 3 per il rigioco NetWin e per quello Betsson, 3 giorni per i 10 € di BetFlag dopo l’attivazione, che a sua volta avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Chi apre il conto e rimanda la verifica non ha un bonus in attesa: ha una scadenza che scorre.
Vale la pena dirlo per il lettore che si riconosce in un profilo preciso. Chi ha un budget piccolo non deve cercare l’offerta con la cifra più alta, perché su queste condizioni la cifra alta è quella che si completa meno spesso. Deve cercare la quota minima più bassa e la scadenza più lunga, e su questo NetWin con quota 1.50 sul rigioco finale e Betsson con quota 1,50 per evento stanno meglio di un’offerta che chiede 5.00 a selezione. Il facciale è la variabile meno importante delle tre.
Dove il «massimo» è una condizione, non un premio
Alcuni massimali non limitano la vincita: limitano quanto bonus si può usare. William Hill dichiara un importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva di 100 €. NetWin copre fino a 100 € per singola scommessa e lascia che l’eccedenza sia coperta dal saldo reale. Sono tetti operativi, non promesse, e la loro funzione è di impedire che un bonus grande venga convertito in una sola giocata ad alto valore. Per il giocatore la conseguenza è che un bonus accreditato sopra quella soglia non è disponibile tutto insieme: va usato in più puntate, con la scadenza che continua a correre.
C’è poi il caso dei bonus che arrivano spezzati nel tempo. Su William Hill il bonus cash è erogato in tranche da 10 €. Su Betsson il Fun Bonus arriva in quattro rate settimanali. Su BetFlag i Fun Flag si sbloccano una tranche ogni due giorni. Rateizzare non è generosità: è il modo di legare l’incentivo a quattro settimane di attività invece che a una sera, e di far scadere l’ultima rata quando l’entusiasmo è finito.
Gioco responsabile: quando l’offerta è un problema
Il tema del gioco responsabile non arriva in fondo a questa pagina per cortesia. Arriva qui perché è il punto in cui gli strumenti di controllo del giocatore incontrano l’offerta, e il risultato non è sempre comodo da raccontare. Un bonus con una scadenza breve e una quota minima alta spinge verso biglietti costruiti in fretta, e il biglietto costruito in fretta è quello che si piazza senza pensarci. Il rigioco è un incentivo a giocare di più in meno tempo, ed è esattamente il contrario di quello che serve a un giocatore che vuole restare in controllo.
La cornice c’è, ed è precisa. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non sono buone intenzioni scritte in un preambolo: sono obblighi che il concessionario deve avere attivi.
L’età minima resta 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Non è una riga da manuale: le procedure di identificazione con SPID e CIE servono anche a questo, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni come ricordano le pagine degli operatori.
Limiti di deposito e la regola dei sette giorni
Il limite di deposito non è una preferenza salvata in un profilo: è un tetto operativo. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La ragione della asimmetria è evidente: abbassare un limite è una decisione presa lucidamente, alzarlo è spesso la decisione di chi ha appena perso.
Admiralbet mette il passaggio dentro la registrazione: chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre dimensioni — ricarica, spesa, tempo — per tre orizzonti temporali. È la griglia più articolata fra quelle che i termini descrivono, e ha una conseguenza pratica: un giocatore che vuole solo limitare la spesa mensile può lasciare liberi gli altri parametri, ma chi ha un problema di tempo di gioco deve compilare anche quella colonna, e non è detto che ci pensi mentre apre il conto.
Il dato che dall’esterno non si vede è la cifra del limite di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Non è nota, e non cambia ciò che il lettore deve fare: il limite che conta davvero è quello che sceglie lui, perché è l’unico che l’operatore non può alzare senza i sette giorni di attesa.
Autoesclusione: RUA, tempi e il caso Admiralbet
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. È lo strumento con l’effetto più ampio e anche il più sottovalutato, perché chi si autoesclude su un solo sito non ottiene quello che crede: l’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e il registro è ciò che rende l’astensione valida su tutto il perimetro legale.
Le durate sono cambiate, e questo è il punto in cui il lettore rischia di confondersi. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due descrizioni convivono nello stesso documento contrattuale: la prima fotografa le scelte offerte al momento della richiesta, la seconda il perimetro in vigore dalla data indicata. Un giocatore che si autoesclude per 30 giorni e crede di poter rientrare dopo un mese deve leggere quale delle due regole gli si applica.
Il limite dell’autoesclusione è nel perimetro, non nella durata. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e un giocatore autoescluso non è protetto lì: gli basta un dominio diverso, che l’ADM può oscurare ma che ricompare. La tutela più forte dell’ordinamento è anche quella che si interrompe esattamente dove finisce la legalità del sito.
Dove si trova aiuto
I canali sono due, e conviene sapere che non sono la stessa cosa. Il primo è il concessionario, che deve tenere un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno e offrire gli strumenti di art. 15. Il secondo è il servizio pubblico. bet365, fra i marchi confrontati, indirizza i residenti in Italia al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e l’elenco dei suoi strumenti comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.
C’è una terza via, che è quella che il giocatore sceglie meno perché richiede una decisione in anticipo: i limiti impostati alla registrazione. Sono l’unica misura che non costa nulla quando va applicata, perché è già applicata. Chi apre un conto con un tetto settimanale basso non deve avere la forza di dire no una sera difficile; deve solo non alzare il tetto, e per alzarlo servono sette giorni di attesa.
Infine un obbligo che riguarda l’operatore e non il giocatore: l’art. 15, comma 2 stabilisce che ciascun concessionario spende lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È poco, ed è bene dirlo in cifra: su un mercato che raccoglie centinaia di milioni, un milione è il tetto, non la norma.
Domande frequenti
Si applicano le stesse condizioni a tutti i bonus di benvenuto?
No, e la differenza non è nell’importo. Ogni operatore scrive requisiti di puntata, quote minime e scadenze nei propri termini, e non esistono un tetto statale all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Due offerte con la stessa cifra possono avere un rigioco di 3 volte o una multipla di cinque eventi a quota minima 5.00, con costi molto diversi.
Perché con una freebet la puntata non viene restituita insieme alla vincita?
Perché la freebet è un credito da giocare e non denaro del giocatore: in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Dieci euro a quota 5,00 rendono 40 € con una freebet e 50 € con un bonus su saldo, perché nel secondo caso la puntata rientra nel saldo. William Hill lo scrive nei propri termini.
Che cosa significano requisito di puntata e quota minima in un bonus di benvenuto?
Il requisito di puntata è quante volte una somma va rigiocata prima che il bonus diventi prelevabile. La quota minima è la soglia sotto la quale una giocata non conta ai fini del rigioco, anche se vincente. NetWin chiede, sul rigioco finale, quota minima 1.50 per evento e totale di almeno 5.00.
Come si verifica se un bookmaker ha davvero una concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e la lista dei siti inibiti tenuta con la Guardia di Finanza: entrambe sono pubbliche. La concessione è per sito, ha un codice e una società, e non include una colonna per i giochi. I concessionari dichiarano numero e società nei propri termini.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sul concessionario. Sui siti senza concessione, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi; per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, riducibile con effetto immediato e alzabile solo dopo sette giorni di attesa. Admiralbet chiede di impostare anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra del limite stabilito dall’ADM in gara non è nota.
Prodotto dalla redazione di «Appperandroid».
