Scommesse sul calcio 2026: la concessione ADM è per sito, non per marchio

Updated Novembre 2026
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L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) alla data del 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051: ogni riga è un sito .it, non un marchio. È la prima cosa che sfugge a chi cerca dove giocare una partita, e decide tutto il resto.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le Regole del Gioco del calcio sono curate dall’International Football Association Board (IFAB), che se ne occupa dal 1886.

Dati e condizioni aggiornati a 3 Novembre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.

Scommesse sul calcio, che cosa cambia davvero sul conto

Chi apre un conto di gioco su un operatore con concessione ADM non si sta iscrivendo a un’opinione sul calcio. Sta entrando in un perimetro: un palinsesto approvato evento per evento, un registro degli autoesclusi che parla con tutte le piattaforme autorizzate, un limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, un’imposta che grava sul concessionario.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Una normale partita di calcio tra adulti si compone di due tempi da 45 minuti ciascuno, con recupero aggiunto a discrezione dell’arbitro.

Fuori da quel perimetro esiste un mercato parallelo di siti con licenze straniere che compaiono nelle ricerche insieme agli altri e che in Italia non hanno alcuna standing. Il conto sembra identico: quota, schedina, cash out, app. La differenza si manifesta nei momenti che pesano — quando una partita si sposta in diretta e vuoi chiudere una giocata, quando vuoi depositare la sera con una carta prepagata già usata in passato, quando decidi di fermarti per tre mesi, quando arriva un problema sul saldo.

La struttura di questa guida segue quell’ordine di conseguenze. Prima il prodotto: come si gioca una partita dal vivo, come si costruisce un pronostico senza raccontarsi favole, quali mercati portano il margine più basso e quali tornei stanno nel palinsesto. Poi la classifica dei dieci operatori presi in esame, il quadro normativo, gli strumenti di prevenzione, i bonus con i loro requisiti, i pagamenti, l’app. Alla fine le domande che tornano più spesso.

Su quali partite si può giocare: il palinsesto non è l’intero campionato

Un concessionario non mette in vendita tutto ciò che si gioca nel mondo. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di scommessa che il concessionario prepara e che ADM approva, evento per evento, e una giocata si accetta solo su un evento che sta dentro quel programma.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una partita in parità può andare ai tempi supplementari, due periodi da 15 minuti, e in alcune competizioni si passa poi ai calci di rigore.

Il risultato pratico: la stessa partita di Serie A può comparire sul sito A e mancare sul sito B, non per pigrizia ma perché la sua approvazione segue un iter. Nel settembre 2026, per esempio, ADM ha autorizzato la Setka Cup — competizione di ping pong — con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. Nessuno può sapere in anticipo quali tornei entreranno domani: chi punta su un mercato esotico di un campionato lontano controlla prima il programma sul sito, non dopo aver caricato il conto.

C’è anche una seconda distinzione, che riguarda la materia: l’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca i giochi offribili in remoto, e la lettera a) nomina le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli. La lettera c) separa i giochi di ippica nazionale, che richiedono una concessione propria: scommesse su una corsa e giochi di ippica nazionale sono due cose diverse, anche quando il marchio è lo stesso.

Il live è il momento in cui il conto dell’operatore diventa il tuo

Il calcio dal vivo cambia la natura del gioco. Non c’è più una quota fissata con calma e letta due volte; c’è un cronometro che avanza, e ogni minuto che passa sposta il prezzo di un mercato che resta aperto. È il formato in cui la differenza fra un operatore e l’altro si sente sulla pelle, ed è anche quello in cui il margine del bookmaker lavora più veloce.

Che cosa succede nei novanta minuti

Una partita tra adulti si compone di due tempi da 45 minuti ciascuno, con il recupero aggiunto a discrezione dell’arbitro. In caso di parità può andare ai tempi supplementari, due periodi da 15 minuti, e in alcune competizioni si passa poi ai calci di rigore. La regola non è un dettaglio da manuale: è la ragione per cui un mercato live sul «1X2» non chiude al 90°, mentre un mercato sul risultato esatto sì. Sapere dove finisce il tempo regolamentare e dove comincia il resto è la prima competenza di chi gioca in diretta, e l’International Football Association Board (IFAB) cura le Regole del Gioco dal 1886: le revisioni arrivano ogni stagione e qualche volta toccano il recupero.

In campo ci sono al massimo undici giocatori per squadra, portiere compreso, e la porta misura 7,32 metri per 2,44. Sembrano numeri da enciclopedia, e invece sono la misura del mercato: il numero di goal attesi in una partita nasce da lì, dalla grandezza dello specchio e dal numero di uomini che lo difendono.

Il pre-match permette di leggere, confrontare, cambiare idea. Il live toglie una di queste tre cose. Ogni volta che il pallone si avvicina all’area, la quota sul «GG» scende e quella sul «No Goal» sale, e il tempo che passi a decidere è tempo in cui il prezzo è già andato altrove.

Il cash out decide prima del fischio finale

La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e la ritroviamo in due degli operatori passati in rassegna. SNAI la presenta accanto a mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori; Sisal la descrive come lo strumento per chiudere la giocata prima della fine dell’evento.

Che cosa fa il cash out è semplice: converte una scommessa ancora aperta in un importo immediato. Che cosa costi è meno semplice e vale la pena dirlo senza giri di parole. L’importo offerto non è il valore equo della giocata in quel momento: il bookmaker ci mette dentro un margine aggiuntivo, e la cifra che vedi è quella che resta dopo quel margine. Più incerta è la partita, più larga è la forbice. Il cash out non è un regalo tecnico, è un secondo mercato costruito sulla tua schedina, e come ogni mercato ha un prezzo.

Vale la pena usarlo? Dipende da che cosa stavi comprando. Se la giocata era già una copertura — un’assicurazione contro il risultato che temi — il cash out a metà partita è la versione cara e liquida di quella copertura. Se stavi semplicemente seguendo il match, il pulsante è un invito a fare una seconda decisione con le stesse informazioni parziali della prima. Molti ci cliccano per chiudere lo stomaco, non la posizione.

Il flusso di una giocata in diretta

Chi gioca live segue quasi sempre la stessa sequenza: apre il match, guarda quale mercato si è mosso, confronta la quota con quella che immaginava prima del fischio, piazza, e poi guarda di nuovo. Il punto in cui la sequenza si rompe non è la scelta del mercato, è il flusso video: se lo streaming si blocca, stai decidendo su dati vecchi di mezzo minuto senza saperlo.

La diretta streaming gratuita cambia il conto della serata. Sisal indica nella propria app la diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket, oltre a più di 15.000 eventi live e oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive. Lottomatica dichiara streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Per chi vive il live come un’attività serale, la disponibilità della diretta pesa più di qualche centesimo di quota: senza video si sta giocando al buio con il cronometro addosso.

Il resto del mercato italiano, su questo punto, è un deserto di silenzio, e la cosa non stupisce: ADM non pubblica un elenco dei mercati live ammessi, né regole su ritardi e sospensioni. Chi vuole sapere come si comporta un operatore su «Under/Over» in corso di partita lo scopre solo entrando nel suo programma di gioco con una partita accesa. Vale per tutti, anche per i più grandi.

Pronostici: che cosa si può davvero prevedere di una partita

Chi cerca «come vincere sempre» sta cercando una cosa che non esiste, e la ricerca di quella cosa costa più di quanto renda. Non perché il calcio sia imprevedibile in assoluto — i campionati hanno gerarchie abbastanza stabili — ma perché l’informazione che hai in mano è già dentro la quota quando la leggi.

Separare la competenza dall’intuito

Un pronostico serio parte da tre cose verificabili: la forma recente, la disponibilità degli uomini, il contesto della partita. Tutto il resto — il tifo, la memoria di una serata, la simpatia per un allenatore — è rumore, e il rumore non paga mai una quota.

Tre partite consecutive senza subire rete dicono qualcosa di una difesa; dicono anche che l’avversario affrontato era modesto. Il compito di chi analizza è decidere quanto di quel dato regge contro un avversario diverso, e nessun modello esterno lo fa per te. Il mercato incorpora la forma recente in poche ore, e quando la incorpora la quota non è più un’opportunità, è un prezzo.

La parte che i giocatori trascurano non è l’analisi, è la contabilità. Un pronostico che indovina sei volte su dieci con quota 1,80 rende; lo stesso pronostico con quota 1,50, al netto della tassa implicita rappresentata dal margine, rende molto meno e qualche volta niente. Il rendimento di un ciclo di giocate non dipende da quante ne azzecchi, dipende da quanto pagano quelle che azzecchi.

Il bankroll come vincolo, non come ambizione

Parlare di gestione del budget significa parlare di un tetto che esiste comunque: il limite di deposito che hai impostato in registrazione. Il legislatore lo ha previsto come strumento di tutela (art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024, alla lettera b), e la sua ricaduta pratica è che una quota di budget non è una cifra astratta calcolata su un foglio, è quella che il conto ti consente di ricaricare.

Chi punta somme fisse su ogni schedina sa già quanto può perdere in una settimana; chi raddoppia dopo una sconfitta lo scopre solo quando il deposito si esaurisce. La seconda strategia non è più aggressiva, è solo più corta.

Le quote di oggi e di domani, lette nel modo giusto

Le quote che i siti di comparazione mostrano per le partite di oggi e di domani sono un’istantanea che scade. Il numero che leggi al mattino non è quello della sera, e non è nemmeno quello che troverai sul tuo conto.

Il consiglio pratico è noioso: confronta due o tre operatori sulla stessa partita e sullo stesso mercato, e annota la differenza. Uno scarto di quattro centesimi su una quota da 2,10 non sembra nulla, sulla distanza non lo è più. Ed è esattamente il punto in cui il prossimo paragrafo diventa utile, perché quella differenza ha un nome.

Perché un margine si vede meglio di quanto si creda

La quota non è una previsione, è un prezzo con una commissione incorporata. Il modo per misurare quella commissione esiste, è aritmetica semplice, e funziona su qualsiasi mercato con esiti che si escludono.

La prova su un 1X2 qualunque

Prendiamo un mercato 1X2 illustrativo con quote decimali 2,10 sulla vittoria di casa, 3,40 sul pareggio, 3,60 sulla vittoria esterna. Sono numeri scelti per mostrare il meccanismo, non il listino di nessun operatore.

Si converte ogni quota nella probabilità che il prezzo implica: un diviso la quota. Ottieni 0,476 sul segno 1, 0,294 sulla X, 0,278 sul 2. Sommando le tre probabilità implicite arriva 1,048. Quella parte sopra l’unità — il 4,8 % circa — è il margine del bookmaker su quel mercato; il resto, intorno al 95,2 %, è la quota-parte di puntate che quel mercato restituisce.

La formula generale è questa: la parte restituita è pari a 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote del mercato, e il margine è quello che manca al 100 %.

Quanto vale qualche decimo di quota

Il 4,8 % di un esempio non è la misura del mercato italiano, è la misura di quelle tre quote. Un listino reale sta su una banda, e vale la pena dire da che cosa dipende: un 1X2 di Serie A su una partita molto attesa viaggia su un margine stretto, un mercato di nicchia — risultato esatto, marcatori, cartellini — sta su un margine molto più largo. La ragione è il rischio del bookmaker, non la generosità del marchio.

La conseguenza è quasi controintuitiva. Sul mercato principale la differenza fra due operatori è di pochi decimi di punto, e inseguirla su 10 € di puntata non paga il tempo che ci metti. Su un mercato secondario la forbice si allarga e diventa la cosa più importante della schedina: un mercato con un margine largo può mangiarti in un colpo ciò che dieci quote strette ti hanno messo in tasca.

C’è un uso del margine che nessun operatore pubblicizza, ed è il più utile. Quando una quota ti sembra fuori misura rispetto alle altre, il margine ti dice da che parte sta l’errore: raramente è il bookmaker che regala, quasi sempre è quella quota che hai confrontato con il mercato sbagliato. Quattro decimali di forbice su una singola partita non fanno la differenza; quattro decimali su cinquanta schedine la fanno eccome, e in un verso che tu non puoi prevedere. Non c’è un vincitore annunciato: c’è solo un prezzo più o meno caro per la stessa informazione.

Il conto del margine su una serata

Proviamo a dargli una dimensione concreta. Sei giocate da 10 € su mercati principali, 60 € di puntate in una serata. Con un margine stretto dell’ordine di quello dell’esempio su tutte e sei, il costo medio implicito sta intorno ai 3 €. Le stesse sei giocate su mercati secondari con margine doppio costano il doppio.

Questo non significa che perderai 3 € quella sera, e in una singola serata il margine non si vede quasi mai: si vede su un ciclo lungo di giocate, come una piccola trattenuta su ogni puntata che lavora in silenzio. Un giocatore che punta 300 € al mese su mercati principali si lascia dietro indicativamente una decina di euro al mese per margine, prima di qualunque valutazione sui pronostici. Sembra poco. È la prova che il margine non è un dettaglio da appassionati di aritmetica, è la parte più certa del conto.

Se dopo l’esempio con la forbice ti aspettavi un numero unico da tenere a mente, non esiste: c’è un mercato, una quota e un margine, e nessuno dei tre vale per il mercato accanto.

I mercati e i formati di giocata che si trovano sui siti italiani

Dal margine si passa al banco. La scelta del mercato prima ancora della quota, perché il tipo di giocata decide quanta varianza stai comprando.

Dai segni fissi ai mercati costruibili

Il nucleo di ogni listino italiano è il mercato «1X2», quello con cui il calcio entra nella schedina. Attorno ci sono Under/Over sul numero di goal, GG/NG — goal/no goal —, il «DNB», che restituisce la puntata in caso di pareggio, l’handicap, i marcatori. Nella galleria degli operatori questi nomi si allargano fino al risultato esatto, ai tiri in porta, ai cartellini e ai rigori.

Sisal presenta la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, oltre alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. SNAI spinge sul costruttore: la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Betsson elenca 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Tre operatori, tre modi di dire la stessa cosa: costruire.

Il punto di attenzione è la quota unica di un biglietto composto. Una quota unica non è una promozione: è la moltiplicazione dei prezzi dei singoli pronostici, e quindi anche la moltiplicazione dei margini. Se una singola ha un costo nascosto del 5 %, una combo di tre gambe non triplica la difficoltà, triplica la commissione. La combo è uno strumento di leva, non di risparmio.

Anche il sistema merita una riga, perché è la forma che i giocatori capiscono meno. Coprire più combinazioni possibili all’interno di una stessa schedina è una scelta legittima, e SNAI la elenca accanto alle singole e alle multiple. Ma è una scelta che moltiplica la spesa: se il costo di ogni combinazione è positivo per il bookmaker, una scatola di combinazioni è una scatola di costi. Serve a ridurre la varianza, e la si paga.

Come si legge la colonna delle quote

Sui siti italiani la quota si scrive con la virgola: 1,85, non 1.85. Un dettaglio tipografico che però inganna chi legge tabelle straniere, dove la stessa quota appare come 1.85 e la stessa partita sembra avere due prezzi.

Il ritorno di una singola si legge così: puntata per quota. Dieci euro su 1,85 restituiscono 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €. Non serve altro per calcolare la vincita, e nessun calcolatore di quote aggiunge informazione. Il resto è la domanda giusta, e non è «quanto pago se vinco» ma «quanto pago per giocare»: quella cifra sta nel margine, non nella quota.

Per la multipla il ritorno è il prodotto delle quote delle singole gambe per la puntata. Due gambe a 1,85 e 1,70 portano il prezzo a 3,145; su 10 € di puntata il ritorno è 31,45 €. Sessanta centesimi di quota combinata non sembrano niente, e sono la differenza fra coprire il costo del margine e oltrepassarlo.

I tornei e le competizioni che compongono il calendario

Le competizioni si leggono per stagione, con due anni: Serie A 2026/27, Premier League 2026-27, Champions League. La precisazione non è pedanteria da archivista. Una scommessa messa a maggio e una messa a settembre sono due prodotti diversi, con listini diversi, calendari diversi e — nei mesi di pausa — un palinsesto che si sposta su altro.

Il calendario come dato di mercato

Una competizione che si gioca da agosto a maggio produce un flusso continuo di partite con un numero prevedibile di giorni fra l’una e l’altra. La Premier League 2026-27 si gioca dal 21 agosto 2026 al 30 maggio 2027 con 20 squadre, le neopromosse Coventry City, Ipswich Town e Hull City, e l’Arsenal campione in carica. Chi prepara il budget dovrebbe collocare la coda di stagione — marzo, aprile, maggio — dove il calendario si stringe e le rotazioni degli uomini diventano imprevedibili.

Il Mondiale è l’altro caso. La Spagna ha battuto l’Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari e ha vinto la finale dei Mondiali FIFA 2026 il 19 luglio 2026. Un torneo di un mese raddoppia il numero di partite giocabili e dimezza il tempo per analizzarle, e i bookmaker lo sanno: è il periodo in cui il volume cresce e i listini si allargano su ogni esito immaginabile, cartellini compresi.

Il calendario ha anche una faccia scomoda, quella che nessun operatore mette in vetrina. Le grandi manifestazioni tirano un volume anomalo di puntate e con esse le partite su cui il sospetto si concentra. La parola «partite truccate» che compare nelle ricerche non è un’ossessione dei giocatori: è il motivo per cui ADM approva gli eventi uno a uno invece di aprire l’intero calendario mondiale, e per cui le segnalazioni di partite anomale passano dagli operatori all’autorità.

Dove il palinsesto si allarga

C’è una categoria di eventi che non ha nulla a che vedere con un campionato e che sta dentro la concessione: gli eventi simulati. La simulazione non è una partita di calcio con un pallone, è una sequenza generata al computer e mostrata come animazione o come ripresa pre-registrata, e i siti la collocano in una sezione «Virtuali» separata dal calcio vero.

I volumi dichiarati sul virtuale sono, per un osservatore abituato ai campionati, sorprendenti. Sisal parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, disponibili dalle 7 del mattino alle 3 di notte. SNAI parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo.

Vale la pena essere chiari su che cosa sono. Gli eventi simulati hanno un esito deciso da un generatore, e il generatore lo conosce prima di te: non è un mercato efficiente, è un prodotto con un margine dichiarato e nessuna informazione da raccogliere. Chiunque abbia passato una serata a studiare la forma di una squadra virtuale ha speso il proprio tempo in un modo che nessun dato ripaga.

Accanto al calcio, i siti italiani tengono l’ippica, che come abbiamo visto è anche materia separata nel decreto. Tra le scommesse di Sisal figurano l’ippica; l’app di Sisal affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. E poi ci sono gli altri sport, che su alcuni marchi non sono un ripiego: bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia prima dell’evento sia in diretta.

Una nota che vale per ogni torneo, e che non è una formalità: la copertura dei campionati che una descrizione annuncia non è una dichiarazione su tutti i mercati. Il marchio X può coprire una coppa che il marchio Y ignora, e nessuno dei due commette un illecito: il palinsesto si approva evento per evento, e la copertura segue il calendario approvato.

Dieci concessionari a confronto: la classifica e i criteri

Questa non è una classifica delle probabilità, è un ordinamento costruito su ciò che è verificabile: il numero di concessione, la società concessionaria, il sito .it su cui la concessione è intestata, e quello che le condizioni dei singoli operatori e le schede dei loro prodotti dichiarano sul prodotto calcio.

Prima le regole del gioco. Una voce nell’elenco ADM non è una raccomandazione, e non è nemmeno la prova di un’offerta sportiva: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un concessionario può essere autorizzato per il poker, i giochi di carte e i giochi a quota fissa, le scommesse in scambio e il bingo in qualunque combinazione. Che quel marchio abbia davvero un listino calcio lo dice il suo sito, non l’elenco. E la concessione è per sito, non per società: un concessionario può tenere più siti, come Eurobet Italia S.r.l., che compare per Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Il secondo avvertimento è più scomodo, e riguarda le esclusioni. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 non contiene Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Chi trova uno di questi nomi in una ricerca sta guardando un sito privo di concessione italiana, con tutto quello che ne segue e che troverà più avanti; e un marchio assente dall’elenco non è automaticamente fuori, perché il mercato è più grande di questi dieci.

Operatore Numero di concessione e concessionario Sito .it della concessione Che cosa dichiarano le condizioni dell’operatore
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Betsson L’app Sportsbook e Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Betflag Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni; il bonus di benvenuto Sport è pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Lottomatica L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Planetwin365 L’app copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. AdmiralBet In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa SNAI L’app offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, la funzione Cash Out e My Combo, che unisce pronostici sulla stessa partita o su sport diversi in una quota unica
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Goldbet L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc bet365 Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; fra gli strumenti di gioco responsabile figurano pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Sisal L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket, oltre a Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Starcasino.it L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò

La colonna interessante è la quarta, e il lettore attento avrà notato che non è uniforme. Per alcuni marchi parla di mercati e tornei, per altri di strumenti di conto, per altri ancora di un bonus. Non è un difetto della tabella, è la fotografia di come questi operatori si descrivono: chi comunica il listino, chi comunica le regole del conto. Chi confronta i marchi solo sulla prima metà di quella colonna sta confrontando annunci pubblicitari.

Due società ricorrono più volte. Azzurri Limited compare con Betsson e con StarCasinò, Goldbet Better Organization Italy con Lottomatica e con Goldbet. La concessione è per sito, e questo è il motivo per cui gli stessi due nomi societari figurano su quattro righe dell’elenco: un gruppo può tenere più siti, e la verifica va fatta sul sito su cui apri il conto, non sul marchio.

La concessione ADM è l’unica prova che conta

Il D.Lgs. 41/2024 ha ridisegnato il settore con una gara pubblica: le concessioni sono «concessioni» assegnate da bando, non licenze a sportello come si immagina di solito. La tornata di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori del bando possono gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La conseguenza per chi apre un conto è concreta e poco intuitiva. Il marchio che compare in home page è quasi mai la società concessionaria: Lottomatica è Goldbet, Lottomatica e Betsson sono Azzurri Limited. Quello che si legge in fondo alla pagina, nel piede del sito, è la parte che conta davvero. La verifica è pubblica e non richiede intermediari: chi vuole controllare legge il numero di concessione nelle condizioni dell’operatore e lo confronta con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito di ADM.

Quando il nome non è sufficiente

Ho detto prima che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Vale la pena tirare la conseguenza fino in fondo, perché è il punto in cui le persone sbagliano di più. Un concessionario può tenere la concessione per le scommesse sportive e per il casinò insieme, oppure per giochi completamente diversi, e il listino calcio lo dichiara solo il sito. Non esiste un elenco ufficiale dei palinsesti: esiste il programma dell’operatore.

Questo non rende inutile la verifica. La rende a due passi invece che a uno: prima il numero di concessione, poi la pagina delle scommesse sportive. Chi salta il secondo passaggio può trovarsi davanti a un marchio perfettamente autorizzato che sul calcio non ha niente da vendere, e questo non è un inganno, è una specializzazione.

Che cosa vuol dire «oscurato»

Dall’altra parte c’è chi non sta nell’elenco, e la legge italiana su questo è esplicita: offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

Quanto funziona, in pratica? Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore sull’ordine del 24 settembre 2025, mentre gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: il sito non è spento, è reso scomodo.

La conseguenza per il lettore non è tecnica, è legale, e va scritta senza addolcirla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la stessa ADM cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. L’importo dell’ammenda a carico del giocatore e l’esistenza di casi concreti non sono noti.

Il confronto onesto, punto per punto: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com senza licenza non ne porta nessuno, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Nella zona offshore non c’è nessuna protezione: nessun registro, nessun canale di reclamo italiano, nessuna garanzia sul saldo.

La pubblicità è vietata, il bonus no

Qui c’è un punto che genera più confusione di tutti. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo ricorda il 28 febbraio 2024 con le sue stesse parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è stata trovata approvata, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Che cosa significa per chi cerca un bonus? Una cosa sola, ma importante: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il bonus di benvenuto è il termine degli operatori, e non esiste né un tetto di legge all’importo né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore, una per una. Ed è esattamente il motivo per cui la sezione sui bonus che arriva più avanti è la più noiosa e la più utile del confronto.

Chi paga l’imposta, e chi la dichiara

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, e da ultimo modificata dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato. Le aliquote: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza, e si applicano sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti; il virtuale, cioè gli eventi simulati, paga il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta di passaggio al 21 % e al 25 % contenuta nel «Decreto Sport» non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato di sapere.

Per il giocatore, la conseguenza è il punto che nel Regno Unito o in Germania non esiste. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e lo versa il concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Questa è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione corretta è: consultare un commercialista prima di decidere qualunque altra cosa.

E le vincite da un sito non autorizzato? Qui cambia tutto, e cambia in peggio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con un’aliquota IRPEF applicata che non risulta. In parole povere, andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale, e chi ha una posizione di questo tipo la porta a un professionista.

Tutelarsi: gli strumenti che esistono e quelli che non si vedono

Gli strumenti di tutela nel settore del gioco sono scritti in una legge, e la loro sorte dipende dal fatto che l’operatore sia collegato al sistema o no. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

Ecco il punto che sfugge ai più: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude per tre mesi si aspetta di sbattere contro un muro, e su un .com quel muro non esiste. L’autoesclusione non è un atto morale, è un’interdizione tecnica, e funziona solo dove qualcuno tiene il registro.

Le forme cambiano, e stanno cambiando proprio adesso. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il ventaglio si è allargato e il tempo minimo si è accorciato: chi vuole solo fermarsi una settimana ora ha uno strumento pensato per quello, che prima non c’era.

I limiti di deposito scelti dal giocatore

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 li elenca in modo ordinato: alla lettera a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, sulla base di protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La lettera d) manca nel testo, e non è una svista di questa pagina.

Sul piano pratico la procedura è sempre la stessa e ha una temporalità precisa. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; la riduzione di un limite ha effetto immediato, mentre l’aumento richiede sette giorni. Le condizioni di AdmiralBet fotografano bene il meccanismo: in registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace subito e uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota.

Non sfugga l’asimmetria, che è il cuore di tutto il sistema. Fermarsi è un clic. Ricominciare costa una settimana. È l’unico punto in cui l’architettura del gioco remoto lavora apertamente contro l’impulso del giocatore, e vale la pena usarlo per come è fatto: se il limite che hai impostato ti sta stretto, la settimana di attesa è la risposta, non un ostacolo.

L’art. 15, comma 2, aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità: è la stessa legge che vieta la pubblicità e impone il messaggio.

Il conto e l’identificazione

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e questo cambia i tempi di apertura. I concessionari offrono la registrazione con il modulo classico e il caricamento di un documento, oppure con SPID; Goldbet aggiunge anche la CIE tramite un fornitore SPID. Le condizioni di BetFlag rimandano alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricordano che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

La scadenza che nessuno legge nel momento in cui si registra è questa: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni passano in fretta quando apri un conto «tanto per provare» e poi lo dimentichi. Non è un limite arbitrario del marchio: è il meccanismo che lega un conto a una persona.

SPID e CIE non sono l’unico modo per identificarsi, sono il più rapido. Chi non li ha non è escluso, paga qualche giorno di attesa. Chi li ha si registra in pochi minuti e arriva al prelievo prima.

Gli strumenti dal lato dell’operatore

Gli strumenti messi a disposizione dal lato dell’operatore riguardano il conto e i suoi automatismi, e qui gli elenchi aziendali sono utili perché mostrano quanto un marchio abbia costruito. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un periodo di pausa non è un’autoesclusione: è una sospensione breve che non passa dal registro, e serve a una serata sbagliata, non a un semestre.

Il numero verde è l’unica riga di questa sezione che non ha alternativa operativa. Chi chiama non deve spiegare nulla a nessuno e non deve chiudere un conto prima di farlo.

Bonus di benvenuto: come si legge un’offerta invece di guardarla

Il bonus di benvenuto è il pezzo di comunicazione più curato e la parte meno confrontabile del conto. Le due offerte presenti in questo gruppo di operatori hanno una forma molto diversa, e confrontarle è più istruttivo che leggere qualunque classifica.

Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È una promozione a struttura percentuale con un tetto alto, e il tetto dice a chi è destinata: per centrare i 5.000 € bisogna depositarne altrettanti, quindi è costruita per chi carica cifre consistenti e non per chi comincia con 20 €. Il resto della struttura del bonus sta nelle condizioni dell’operatore, e si legge lì.

Sul versante opposto, Sisal si esprime in modo diverso: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. L’informazione utile qui è l’ultima: la spesa del credito è legata al palinsesto approvato, quindi il bonus non apre mondi nuovi. Goldbet va nella stessa direzione e mette la condizione in chiaro: scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Deporre l’accento sull’atto di scaricare e registrarsi è normale, ed è anche il motivo per cui la frase va letta due volte: quella è la condizione per riceverlo, non la descrizione di che cosa vale.

C’è una cosa che nessun operatore scrive in vetrina e che determina il valore reale dell’offerta: quanta parte di quel credito sopravvive a un giro di giocate. Un credito di 100 € non vale 100 €, vale 100 € meno il margine che pagherai giocandolo, e vale qualcosa solo se le tue giocate reggono. Il conto è elementare e scomodo: su un bonus da 100 € giocato una volta sola su mercati con un margine intorno al 4,8 %, il costo medio atteso è circa 4,80 €, e il bonus lascia quindi qualcosa come 95 € di valore medio potenziale. Giocato su mercati secondari, con un margine doppio, dello stesso bonus resta in media molto meno.

Da qui nasce un criterio che vale più di qualunque percentuale in vetrina: nella sostanza, e in pratica, il valore di un bonus dipende da quanto margine gli fai attraversare, non dal numero scritto nel banner. Un «100 % del primo deposito» giocato tutto su mercati di nicchia può valere meno di un bonus modesto giocato su un 1X2.

Due limiti di questo discorso vanno detti, e sono gli stessi due che nessun operatore mette in grassetto. Primo: il tetto di vincita e i requisiti di puntata di ogni bonus stanno nelle condizioni dell’operatore che lo offre, non in una regola comune, e non esistono né un tetto di legge né un requisito standard. Secondo: l’importo che vedi è un credito, non contanti, e si spende sul palinsesto.

Sui tempi di accredito e di utilizzo, sulla quota minima delle giocate che contano e sui requisiti di rigioco, la descrizione di un bonus pubblicata in una scheda app non risponde. Sono le condizioni dell’operatore a farlo, ed è lì che si guarda prima di decidere se l’offerta cambi qualcosa per te.

Depositi e prelievi: quali strade ci sono in Italia

Il sistema dei pagamenti di un conto di gioco italiano passa da un pezzo di infrastruttura che esiste per legge e che pochi conoscono: i punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Quel tetto dei 100 € settimanali in contanti è la parte che sorprende chi deposita al tabaccaio. Non è una politica dell’operatore, è un limite del canale, e vale per tutti i punti vendita complessivamente: chi ricarica in contanti in due tabaccai diversi non moltiplica il tetto, lo raggiunge prima.

I binari che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono gli stessi da anni: carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio con SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la propria lista nelle condizioni, e la lista non è identica a quella del concorrente. Chi cerca il deposito su un portafoglio elettronico non dia per scontato che quel portafoglio sia disponibile dove ha aperto il conto: è la prima cosa da controllare, prima del bonus.

Sul versante delle criptovalute la posizione dei concessionari ADM non è definita, e nessuna legge nomina binari approvati. Chi vede una promessa di deposito in bitcoin su un sito .com sta guardando un operatore che non ha alcun obbligo di rendere conto a un’autorità italiana di quei movimenti.

Il prelievo, che è la parte seria

Sui tempi di accredito dei prelievi il quadro è indefinito, e conviene dire perché. Art. 22, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di gestire denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Ecco che cosa cambia in pratica. Un conto bloccato dall’identificazione — quello dei 30 giorni di cui sopra — non preleva, per quanto il saldo sia liquido. Un punto vendita ricariche non è un canale di prelievo, quindi chi ha caricato in contanti deve comunque incassare su carta o conto. Un prelievo verso uno strumento diverso da quello usato per depositare, quando il portafoglio non è quello giusto, è il punto in cui le richieste si incagliano; ed è anche il motivo per cui conviene decidere il canale di prelievo prima di fare il primo deposito, non dopo la prima vincita.

Il prelievo lento raramente è lento per colpa della banca. Nella maggior parte dei casi è un documento mancante, un conto non convalidato o uno strumento di pagamento diverso da quello del deposito. Chi sistema le tre cose prima ne parla molto meno.

L’app: dove il conto diventa un cronometro

Sul telefono il calcio non è una pagina da leggere, è una partita da seguire, e le app dei concessionari si sono organizzate di conseguenza: quote e risultati in tempo reale, streaming, schedina rapida. Lottomatica dichiara per la propria app la copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Tre modi diversi di stare nel telefono

Le app di questo gruppo non sono la stessa cosa con un logo diverso, e vale la pena raggrupparle per come sono fatte.

Il primo tipo è l’app-schermo: Lottomatica, Planetwin365, bet365. Copre molti sport, tiene il video e i risultati davanti, ed è pensata per chi guarda. bet365, che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, porta sull’app la Premier League, la Champions League, l’ippica, la boxe, le freccette, il basket, il golf e il tennis, pre evento e live.

Il secondo è l’app-schedina: SNAI, Goldbet, StarCasinò. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, oltre alla funzione Cash Out e a My Combo; Goldbet copre Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Qui il prodotto non è la partita, è il costruttore del biglietto.

Il terzo tipo è quello che si porta dietro un mondo intero: Sisal, con oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket, il Virtual con oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e, accanto alle scommesse sportive, ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. È la sola app del gruppo che affianca al calcio un prodotto di suggerimento interno.

C’è anche un’app, Betsson Sportsbook & Casinò, che si presenta come listino prima che come strumento: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Che cosa rende un’app buona per il calcio

Il criterio, per una app da calcio, non è la grafica. È il tempo che passa dal momento in cui vedi un’occasione al momento in cui la schedina è piazzata, e in mezzo ci sono tre cose che possono rompersi: la ricerca della partita, la definizione della quota, la conferma.

Un’app che si apre sul campionato giusto in due tocchi fa risparmiare esattamente il tempo che nel live non hai. Il numero di eventi comunicato da un operatore dice poco sulla facilità con cui trovi quello che cerchi.

Il secondo criterio è quello che dà il titolo a questa sezione, e non ha niente a che vedere con l’uso: quanto sicuro è il percorso di prelievo dentro l’app. Un’app che permette di depositare in tre clic e di prelevare solo dalla versione desktop ha un problema, e appartiene all’operatore, non a te.

Il terzo è la gestione del conto dalle impostazioni. I limiti di deposito, l’autoesclusione e la pausa non devono richiedere di telefonare a nessuno: se ci vogliono sette giorni per alzare un limite, è giusto che ci vogliano sette secondi per abbassarlo, e nelle app ben fatte è così.

Due avvertenze pratiche chiudono la sezione. La prima: l’accesso all’app non è l’accesso al mercato completo, perché il palinsesto approvato è lo stesso del sito e cambia con le approvazioni di ADM. La seconda: i risultati «in tempo reale» di un’app non sono una fonte ufficiale. Sono un dato di servizio dell’operatore, e quando un prezzo si muove in modo strano prima di un fischio, la spiegazione di solito sta nel mercato, non nell’app.

I dieci operatori, uno per uno

I dieci marchi che seguono sono quelli presi in esame in questa guida. Ognuno è un sito .it con una concessione ADM pubblicata nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Non sono una classifica di affidabilità né un ordine di preferenza: l’ordine è quello del confronto, e le differenze che contano sono nelle condizioni.

Betsson: il listino prima di tutto, con un casinò accanto

Betsson è il marchio di Azzurri Limited con concessione ADM n. 16027, sul sito Betsson.it. Il dato più utile è anche il più semplice: l’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

È la descrizione di un listino, non di uno strumento, e per chi cerca la copertura prima della comodità è esattamente ciò che serve sapere. La parola «combo» nella sua lista di mercati la dice lunga su come il marchio vede il prodotto: come costruzione, non come scommessa singola.

Il casinò però è lì, nello stesso nome dell’app, e non è un dettaglio neutro per chi ha un problema di controllo: un conto che si apre sul calcio e si trova il casinò nella stessa schermata è un conto con una seconda porta. Chi scommette sul calcio e vuole il casinò fuori dai piedi lo trova in tutte le app del gruppo, ma vale la pena saperlo prima.

Verdetto: una scelta solida per chi legge il mercato e vuole un listino ampio con combo, mentre il casinò nella stessa app è un conto che paga chi ha una serata storta.

BetFlag: la percentuale più alta del gruppo, se depositi pesante

BetFlag è il marchio di Betflag S.p.a. con concessione ADM n. 16008, sul sito Betflag.it. Due cose lo caratterizzano: l’apertura del conto e la struttura del bonus.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il riferimento alle due identità digitali è la parte interessante, perché sposta in avanti la scadenza dei 30 giorni di convalida che blocca i prelievi: chi passa da SPID o CIE entra validato.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La percentuale è la più alta fra quelle presenti in questo confronto, e il tetto di 5.000 € è, di fatto, un tetto di utilizzo: per sfruttarla serve un deposito almeno pari, quindi si tratta di un’offerta per chi ha capitale da mettere sul conto, non per il primo approccio.

Verdetto: la struttura del bonus è tarata su chi deposita grosso, e chi entra con 20 € non troverà qui la sua strada.

Lottomatica: il canale che porta il calcio in salotto

Lottomatica è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) con concessione ADM n. 16010, sul sito Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la voce che pesa, e pesa perché cambia il gesto: senza video il live è una scommessa su una quota che si muove; con il video è una partita che guardi con una schedina in mano. La copertura oltre il calcio — F1, MotoGP — dice a chi appartiene questa app: a chi tiene il canale aperto tutto il fine settimana.

Il rovescio della medaglia è che streaming e notifiche continue sono progettati per tenerti dentro: un’app che va bene per guardare una partita è anche un’app che ti fa vedere le quote delle altre, e la differenza fra le due cose sta solo nel tuo dito.

Verdetto: chi guarda le partite e vuole la diretta dentro l’app trova qui la copertura più larga, e paga questa larghezza in tempo passato sul telefono.

Planetwin365: copertura ampia e risultati in diretta

Planetwin365 è il marchio di Pwo S.p.a. con concessione ADM n. 16007, sul sito Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il segnale che distingue questa lista è la presenza della Serie C e della Coppa Italia accanto alla Premier League e alla Bundesliga. Significa che chi segue il calcio minore italiano ha qualcosa da fare qui, e che chi cerca il campionato estero non è costretto a un’app diversa.

I risultati in diretta sono un servizio, non una fonte: sono comodi per capire dove sta andando la partita senza cambiare schermata, e restano il dato dell’operatore.

Verdetto: la copertura è la più articolata del gruppo sul calcio italiano, e chi guarda anche fuori dai grandi campionati non deve cambiare app.

AdmiralBet: la registrazione che ti costringe a decidere prima

AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l. con concessione ADM n. 16048, sul sito Admiralbet.it. È il marchio di questo gruppo con la documentazione più ricca sul fronte dei limiti, ed è un primato poco pubblicitario ma molto utile.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione, inoltre, AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

L’effetto pratico è che la registrazione non è un modulo, è una decisione: prima di vedere una quota devi scegliere quanto vuoi poter perdere. Chi apre il conto di corsa si trova davanti a un ostacolo reale; chi ha già in mente un budget lo trasforma in un tetto operativo in trenta secondi.

Verdetto: un conto che mette i limiti prima del listino è scomodo all’apertura e più facile da gestire dopo, e questa è la direzione in cui il settore dovrebbe andare.

SNAI: il costruttore di biglietti

SNAI è il marchio di Snaitech Spa con concessione ADM n. 16032, sul sito Snai.it. È il marchio costruito attorno all’assemblaggio della giocata.

L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Questo è il punto in cui la leva si sente. Unire un pronostico di tennis a uno di calcio nello stesso biglietto è comodo, e la quota unica che ne esce è il prodotto dei prezzi, cioè anche il prodotto dei margini. Un’unica quota non è un regalo: è una leva che moltiplica l’esito, in entrambi i sensi.

La produzione virtuale del marchio è cospicua: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

Verdetto: per chi vuole costruire biglietti misti fra sport, My Combo è uno strumento vero, e la sua quota unica va guardata con gli occhi che si userebbero per una multipla.

Goldbet: l’app come porta d’ingresso

Goldbet è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) con concessione ADM n. 16009, sul sito Goldbet.it. Il marchio condivide la società con Lottomatica, e ha una descrizione più asciutta.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La stessa società ha usato, fra l’altro, la CIE oltre allo SPID per l’identificazione, un’opzione che vale la pena cercare nell’app.

Il bonus di benvenuto e il download sono presentati insieme, e questo è un modo di raccontare l’offerta che dice molto sulla priorità: si riceve il bonus scaricando e registrandosi, non soltanto registrandosi. Chi ha già il sito aperto sul computer non è il destinatario di quella frase.

Verdetto: un conto che punta sull’app come primo contatto, adatto a chi gioca dal telefono e non ha intenzione di passare dal desktop.

bet365: il partner della Champions, ma non il più economico

bet365 è il marchio di Hillside (New Media Malta) Plc con concessione ADM n. 16030, sul sito Bet365.it, ed è il marchio con la scheda più internazionale del gruppo. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’etichetta di partner globale è il tipo di credenziale che colpisce, e vale la pena dire che cosa non è. Non è una promessa sul prezzo — la partnership riguarda la visibilità del marchio, non la quota che troverai sulla partita — e non è un vantaggio sul margine di un mercato italiano, che dipende dal listino, non dallo sponsor. Su questo fronte il marchio è forte in visibilità e non c’è alcun motivo di aspettarsi che i suoi prezzi siano i più stretti del confronto.

Sul fronte della tutela la sua scheda è la più esplicita del gruppo. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

C’è infine un dettaglio che riguarda il palinsesto: nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. È un esempio di come si muove il meccanismo: eventi approvati uno a uno, e un operatore che può essere il primo a metterli in vendita.

Verdetto: la copertura multi-sport e gli strumenti di conto sono solidi, mentre la medaglia da partner non sposta di un centesimo il prezzo che paghi.

Sisal: lo streaming e il virtuale insieme

Sisal è il marchio di Sisal Italia S.p.a. con concessione ADM n. 16020, sul sito Sisal.it. È il marchio che in questo gruppo comunica i numeri più alti, e ha il profilo più composito.

Nella propria app Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

La diretta gratuita è ciò che rende leggibile il numero dei 15.000 eventi live. Un catalogo live senza video è un listino; con il video è una serata. Sisal è l’unico operatore del confronto a dichiarare la gratuità dello streaming per più sport contemporaneamente, e per un giocatore che vive il live seriamente è il dato che sposta la scelta.

Poi c’è il Virtual, che vale oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e che l’app affianca a ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. Il Virtual di Sisal è la sua parte più ambigua: la copertura è enorme e il prodotto è quello che è, un generatore con un margine dichiarato e nessuna informazione da raccogliere. Chi entra nell’app per il calcio e si ritrova davanti a migliaia di eventi simulati disponibili fino alle 3 del mattino ha davanti a sé la stessa porta di servizio di cui si parlava per il casinò di Betsson, con un orario ancora più generoso.

Verdetto: per chi guarda le partite in diretta e vuole costruire combinazioni particolari, lo streaming gratuito è un vantaggio concreto, e il catalogo virtuale è un’appendice da tenere a distanza.

StarCasinò: il calcio dentro un catalogo di casinò

StarCasinò è il marchio di Azzurri Limited con concessione ADM n. 16026, sul sito Starcasino.it. È l’unico marchio di questo gruppo che si presenta con «Casinò» nel nome, e il fatto va preso per quello che è.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione è chiara: il calcio è una delle cose che stanno dentro, non la cosa attorno a cui è costruita. Azzurri Limited, la stessa società di Betsson, tiene le due concessioni su due siti distinti.

Che cosa significa per chi cerca scommesse sul calcio? Che qui il prodotto arriva dopo il casinò, e che l’ambiente in cui si trova la schedina è lo stesso in cui si trovano le slot e il live casinò. Chi ha un rapporto tranquillo con il casinò non ha problemi; chi non ce l’ha sta scegliendo l’ambiente sbagliato per sé, per quanto funzioni il listino sportivo.

Verdetto: un catalogo di casinò con un listino sportivo dentro regge per chi ha già un controllo solido, mentre per gli altri è l’ordine sbagliato in cui incontrare il calcio.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto: il programma di eventi e di tipi di scommessa che il concessionario prepara e che ADM approva, evento per evento. Una partita non approvata non è giocabile, per quanto sia famosa, e il programma va controllato sul sito dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge il numero di concessione che l’operatore pubblica nelle proprie condizioni e lo si confronta con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS). La concessione è intestata al singolo sito .it, non al marchio: la verifica va fatta sul sito dove apri il conto, non sul nome che conosci.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno di una singola è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro su 1,85 restituiscono 18,50 €, con 8,50 € di utile netto. Per una multipla si moltiplicano fra loro le quote delle gambe e il risultato si moltiplica per la puntata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si converte ogni quota della stessa partita nel suo reciproco e si sommano i risultati: la parte sopra l’unità è il margine del mercato. Con 2,10 sul segno 1, 3,40 sulla X e 3,60 sul 2 la somma dei reciproci sta intorno a 1,048, cioè circa il 4,8 % di margine.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte e lo versa il concessionario: il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, e la conclusione corretta è consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La riduzione ha effetto immediato, l’aumento richiede sette giorni; alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Che cosa conviene fare, alla fine

Il primo passo non è scegliere un operatore, è controllare che quello che hai davanti abbia una concessione ADM intestata al sito su cui stai per registrarti. È una verifica da trenta secondi, si fa leggendo il numero nel piede della pagina e confrontandolo con l’elenco pubblicato da ADM, e non richiede nessun intermediario. Se il numero non c’è, la discussione finisce lì.

Il secondo passo è decidere prima quanto pesa il margine nella tua partita. Se giochi una singola sul mercato principale ogni tanto, il margine è un dettaglio che non cambia la serata. Se giochi dieci schedine a settimana su mercati secondari o costruisci combo su combo, il margine è la voce più grande del tuo conto, e confrontare due operatori sullo stesso listino vale più di qualunque pronostico.

Il terzo è il palinsesto. La copertura dichiarata da un operatore non è una promessa su tutto il calendario: gli eventi si approvano uno a uno, e chi segue il calcio minore italiano ha bisogno di un listino che includa davvero la Serie C. Prima di aprire il conto, si guarda il programma della partita che ti interessa.

Il quarto è il conto, e riguarda cose che si leggono una volta e valgono per anni. Il limite di deposito si sceglie subito e si abbassa in un clic. La convalida dell’identità ha una scadenza di trenta giorni che blocca i prelievi. L’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia e non su un sito straniero. Sono tre righe che decidono più di un bonus.

Sul bonus, l’ultima parola. Il numero in vetrina, come una percentuale del primo deposito, è la parte meno informativa di tutta l’offerta. Conta quanto margine gli fai attraversare, e conta il tetto di vincita e i requisiti di puntata scritti nelle condizioni dell’operatore. Un’offerta modesta giocata sui mercati principali può lasciare più valore di un’offerta grande consumata su mercati di nicchia.

Infine, la parte che non si negozia. Il gioco d’azzardo è un gioco, e sopra c’è una legge che vieta la pubblicità tranne i messaggi di gioco responsabile: se un sito sta urlando quanto è facile vincere, ha già smesso di comportarsi come un concessionario. Per chi sente che la cosa è diventata un problema, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il numero indicato per i residenti in Italia, e il limite di deposito è a due clic di distanza.

Prodotto dalla redazione di «Appperandroid».