Siti di scommesse stranieri 2026: 52 concessioni, nessuna per chi opera da fuori
Un sito di scommesse straniero che accetta giocatori italiani è, senza giri di parole, un’offerta che non ha una concessione ADM. Non è un’etichetta dispregiativa né una questione di gusto: è una condizione di fatto, e da quella condizione discende tutto il resto — il modo in cui il sito arriva al lettore, il modo in cui il lettore arriva al denaro, il modo in cui lo Stato italiano considera la partita. Chi cerca «non AAMS» di solito cerca un’alternativa: quote migliori, bonus più ricchi, una piattaforma che non chiede i documenti tre volte. La domanda giusta non è se quelle promesse esistano, ma che cosa si paga per averle.

Il quadro normativo italiano non lascia spazio a interpretazioni creative. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un proprio dominio .it. Non esiste una via intermedia, non esiste un regime di tolleranza per i marchi che si limitano a pubblicizzare, e non esiste un modo per trasformare una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan in un titolo valido a Roma. Una licenza straniera, in Italia, semplicemente non ha titolo.
Ecco perché la scelta tra i due percorsi non è una scelta tra due prodotti equivalenti con regole diverse. È la scelta tra un’offerta che entra nel perimetro dello Stato e una che ne resta fuori, con le conseguenze che ognuno dei due percorsi porta con sé.
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; concessioni e iscrizioni verificate contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Indice dei contenuti
- Che cos’è, in concreto, un sito di scommesse straniero
- La cornice normativa: che cosa rischia chi gioca fuori dal perimetro
- I due percorsi messi a confronto, senza sconti
- Giocare d’azzardo restando dentro le regole: gli strumenti che esistono davvero
- I criteri con cui questa valutazione è costruita
- panorami: dieci concessionari a confronto
- I dieci concessionari, uno per uno
- Quanto costa davvero giocare fuori dal perimetro: il conto e il calcolo
- Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Che cos’è, in concreto, un sito di scommesse straniero
La definizione più utile è anche la più scomoda: un sito di scommesse straniero è un sito che non compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Sembra una definizione per negativo, ed è esattamente la definizione operativa. ADM non pubblica un elenco dei siti «stranieri»: pubblica l’elenco dei siti autorizzati, e tutto ciò che sta fuori da quell’elenco è, dal punto di vista italiano, un’offerta non autorizzata, qualunque cosa dica la licenza esibita nel footer.

Questa distinzione è il fondamento di ogni ragionamento successivo, e vale la pena smontarla pezzo per pezzo.
Un marchio con licenza di Curaçao, Malta o Anjouan non è un fuorilegge nel Paese che gli ha rilasciato la licenza: lì opera legittimamente, sotto le regole di quell’autorità. Ma quella licenza non ha alcun valore in Italia. Non produce un titolo, non apre un conto gioco tutelato, non obbliga nessuno a rispondere a un reclamo sporto a Roma. Il lettore che considera un .com come «un bookmaker con un’altra licenza» sta confrontando due cose che non sono commensurabili: da un lato un’autorizzazione territoriale con vigilanza continua, dall’altro un permesso rilasciato in una giurisdizione che non ha giurisdizione qui.
La storia delle concessioni ADM aiuta a capire quanto sia stretto l’imbuto. Il riordino del settore, con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto la cornice: le concessioni non sono licenze aperte, sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Cinquantadue righe, quindi, per tutto il gioco a distanza italiano. Non è un mercato affollato.
E qui arriva il dettaglio che quasi tutte le pagine di confronto sorvolano: la concessione è per sito, non per società. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. Una stessa società può detenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale — e questo dice già molto su come funziona il settore: il marchio è un vestito, il concessionario è la persona giuridica che risponde.
C’è poi una trappola logica che vale la pena smascherare, perché è il cuore di moltissime liste «siti scommesse stranieri» che circolano in rete. L’elenco ADM non ha una colonna che indichi quali giochi il concessionario può offrire. Un nome sull’elenco non dimostra, da solo, che quel sito abbia un palinsesto di scommesse sportive: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo nelle combinazioni più varie. Che un marchio offra davvero scommesse sportive lo dice il suo sito, non l’elenco. E, simmetricamente, comparire in una classifica non è una concessione: la posizione in una lista è un fatto editoriale, non un titolo giuridico. Chi confonde le due cose sta leggendo un ranking come se fosse un registro pubblico.
Il meccanismo del blocco e il significato di «oscurati»
Il termine che gira nel mercato è «oscurati», e descrive un meccanismo preciso. ADM blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Il funzionamento pratico è cambiato di recente. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso su dominio ADM al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi arriva su quella pagina legge che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Due cose vanno dette con franchezza, perché riguardano l’esperienza quotidiana e non la teoria. Il blocco lavora a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad allinearsi; nel 2025 un provvedimento aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Il rovescio della medaglia è che i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. Tradotto: l’oscuramento non è un muro, è una porta che si chiude e si riapre altrove, e chi decide di giocare fuori dal perimetro ADM si troverà a inseguire un indirizzo invece di aprire un segnalibro. Non è un disagio estetico. È il sintomo di un rapporto in cui il giocatore non ha nessuno a cui rivolgersi quando qualcosa si rompe.
La cornice normativa: che cosa rischia chi gioca fuori dal perimetro
Qui il tono cambia, perché il materiale non concede ironia. Le norme che seguono restano sul tavolo come sono scritte, senza abbellimenti.
ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 che la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. La parte che quasi nessuno legge fino in fondo è la seconda: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti effettivi contro un singolo giocatore non sono noti, e questo va detto con la stessa chiarezza con cui si dice il resto. Ma la regola del lato giocatore, per come l’autorità la enuncia, non è un dettaglio da manuale: è la ragione per cui il confronto tra percorsi non si esaurisce nel prezzo.
Per gli operatori la cornice è altrettanto netta. L’articolo 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero. E l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di inibizione rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Lo stesso articolo prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Chi pubblicizza un marchio non autorizzato paga di persona
La pubblicità è il fronte dove la regola italiana è più severa, e non solo per i bookmaker. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore: ADM lo cita testualmente stabilendo che è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Il punto è la parola «indiretta». Non serve comprare uno spot: basta un banner, un contenuto sponsorizzato, un link in un articolo.
L’autorità che vigila è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Vale la pena mettere in fila lo stato reale dell’applicazione, perché è più ambiguo di quanto la regola lasci intendere. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Il decreto stesso, dall’altro lato, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. E in Parlamento è stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni; l’esito non è noto e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Nessuna norma conosce un tetto statutario all’importo di un bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Chi cerca «bonus scommesse senza deposito siti stranieri» dovrebbe sapere che sta cercando una cosa che nessuna legge italiana descrive — e che l’assenza di una descrizione legale è, di per sé, un’informazione.
Cosa si paga quando il conto è in Italia
Il fisco italiano ha una posizione nota e comoda per il giocatore dei concessionari. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, secondo il decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; la stessa aliquota vale per le scommesse a quota fissa sull’ippica, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. La proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, invece, non è dato sapere.
Dal lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione utile è una sola: per il proprio caso, conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia radicalmente se il conto è altrove. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è nota. In parole povere: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Questo è, a mio avviso, il punto in cui l’argomento del «sito straniero senza rogne» si rompe con più rumore. Il risparmio ipotetico su una quota si trasforma in una riga da compilare, in un’aliquota da applicare e in una competenza fiscale che il giocatore medio non ha.
I due percorsi messi a confronto, senza sconti
La scelta, come dicevo in apertura, non è tra due prodotti: è tra due insiemi di conseguenze. Vale la pena disporle una accanto all’altra, perché è nella giustapposizione che si vede il costo reale.
Un conto presso un concessionario ADM porta con sé un registro di autoesclusione a cui il conto è collegato per forza, la vigilanza di ADM sui limiti e sugli strumenti di tutela, l’obbligo di identificazione piena, una sede legale italiana per un eventuale contenzioso e un prelievo fiscale che si esaurisce alla fonte. Sono cinque cose che il giocatore non deve conquistare: ci sono perché il concessionario non può farne a meno.
Un marchio .com senza concessione porta con sé nessuna di quelle cinque cose. Non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM, non ha obblighi di identificazione piena verso l’ordinamento italiano, non offre una sede legale italiana, e sulla fiscalità ricade nel regime dei redditi diversi appena descritto. Ci si aggiungono l’esposizione all’oscuramento DNS e, per come ADM enuncia la legge 401/1989, l’esposizione penale del partecipante.
C’è una terza via che nessuno mette mai in colonna, ed è forse la più interessante per l’angolo di questa pagina: i marchi autorizzati sono diversi tra loro. Cinquantaquattro righe, cinquantaquattro modi diversi di interpretare lo stesso perimetro. C’è chi punta tutto sull’ampiezza del palinsesto, chi sulla semplicità dell’apertura del conto, chi sui bonus di benvenuto, chi sul casinò con un bookmaker accanto. Chi non trova il proprio posto tra i dieci che seguono, raramente lo trova fuori dal perimetro: lo trova in un altro concessionario. È un punto che vale la pena tenere a mente quando la tentazione del .com diventa forte.
Giocare d’azzardo restando dentro le regole: gli strumenti che esistono davvero
C’è un aspetto di questa vicenda che di solito finisce in fondo alla pagina, come se fosse una formalità da esaurire prima del confronto tra bonus. È il contrario. La differenza fra un conto in Italia e uno fuori si misura, in ultima analisi, in ciò che succede quando il gioco smette di essere un divertimento — e lì il perimetro normativo diventa la cosa più concreta che c’è.
La vigilanza italiana sul gioco responsabile non è un manifesto. L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 41/2024 elenca strumenti precisi: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
C’è anche l’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o in comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in proporzione, e non è una difesa del settore: è semplicemente quello che la norma prevede.
Il limite di deposito scelto all’apertura del conto
Il punto di ingresso di tutto il sistema è il limite di deposito, ed è la ragione per cui l’ho scelto come input del calcolo più avanti. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo bisogna aspettare sette giorni (Admiralbet, termini e condizioni). Lo stesso vale per un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, impostato in registrazione. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e questo è un pezzo di quadro che resta aperto.
Un lettore tipico mi chiederebbe perché farlo subito. La risposta è che il ritardo di sette giorni è simmetrico: chi alza il limite lo alza perché in quel momento vuole alzarlo. Sei giorni di attesa sono esattamente la finestra in cui la decisione presa di sera può essere ripensata dalla persona che si sveglia la mattina dopo. È il tipo di regola che non serve a chi ha già il controllo; serve a chi lo perde una volta ogni tanto.
Autoesclusione e RUA: il registro che funziona solo dentro il perimetro
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è operativo dal 2018 e ha una proprietà che vale la pena ripetere fino a che non diventa ovvia: l’autoesclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Non è un’interruttore locale. È un interruttore sul sistema.
Le condizioni dei singoli operatori ne danno la misura. Admiralbet, per esempio, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’articolo 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e una fonte di settore segnala che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Ora, la frase che conta: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso non è protetto lì. Chi ha bisogno del RUA nel momento peggiore della propria vita di giocatore — e il RUA esiste perché quel momento arriva — lo scopre fuori dal perimetro solo quando ci sbatte contro. Nessun mirror, nessun indirizzo nuovo, nessuna VPN aggira questo: non c’è un registro a cui agganciarsi.
Sul versante dell’informazione e del supporto, le piattaforme autorizzate indicano i riferimenti nazionali: bet365, per esempio, elenca fra i propri strumenti periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Identificazione: SPID, CIE e i trenta giorni che pochi conoscono
L’apertura di un conto di gioco in Italia passa per l’identificazione piena, e questo è il punto in cui il lettore incontra il primo vero attrito rispetto a un .com che chiede soltanto un’email. Il conto di gioco Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il limite dei 18 anni, per inciso, non è un consiglio: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024 nomina la tutela dei minori di età come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati: è così che le pagine degli operatori lo raccontano. Trenta giorni sembrano tanti, e nella pratica non lo sono. Chi apre il conto per una singola partita, non completa la verifica, e poi si ritrova un saldo sospeso in attesa di un documento, ha scoperto a proprie spese che il conto di gioco italiano è un conto nominale, non un portafoglio anonimo. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono, e sono anche il modo più rapido: la registrazione manuale costa qualche giorno, la registrazione con identità digitale ne costa zero.
I criteri con cui questa valutazione è costruita
Prima della classifica, conviene dire con che metro è stata presa, altrimenti il lettore si trova davanti a un ordinamento senza sapere che cosa ha pesato.
Il primo criterio è la titolarità della concessione, letta nella riga di licenza di ogni operatore: codice ADM e società concessionaria. Questo criterio non è una formalità, perché la concessione è per sito e la società che risponde raramente porta il nome del marchio — Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino sono Azzurri Limited. Sapere chi c’è dietro il marchio è la prima informazione utile che un confronto onesto può dare.
Il secondo è la struttura dell’offerta sportiva per come l’operatore stesso la descrive: ampiezza del palinsesto, tipologie di scommessa, presenza di diretta e streaming. Non è un criterio di gusto — è la misura di quanto un singolo marchio copra il modo concreto in cui un lettore italiano punta.
Il terzo è il livello di attrito all’ingresso: come si apre il conto, quali strumenti di identificazione sono accettati, che cosa serve per arrivare alla prima puntata. È qui che i marchi si somigliano meno di quanto sembri, e le differenze sono quelle che pesano nei primi dieci minuti.
Il quarto sono gli strumenti di tutela nel loro insieme: cosa il marchio mette a disposizione, con che tempi, con quale visibilità. Un operatore che dice chiaramente quali sono i propri limiti e come si revocano merita una posizione diversa da uno che li lascia nei termini.
Il quinto è la trasparenza sulla meccanica economica: requisiti di rigioco, quota minima, scadenze, tetti. Un bonus di cui non si capisce il costo non è un bonus.
Aggiungo un sesto metro che è mio e che nessun regolamento imporrebbe: la sobrietà. Un operatore che promette troppo è un operatore di cui diffidare, e nella lista che segue qualcuno promette più di quanto il mercato italiano consenta.
panorami: dieci concessionari a confronto
La seguente tabella copre i dieci operatori in evidenza.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore sulla materia della pagina |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket, e strumenti come Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni e funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | apertura del conto con procedure di identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID, oppure bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale subordinato all’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
Due colonne meritano una spiegazione, perché non dicono quello che un lettore veloce crede che dicano. La seconda colonna è la prova della titolarità: il codice e la società che lo detiene, letti dalla riga di licenza del marchio. Niente di più e niente di meno. La concessione è per sito, la società che risponde quasi mai coincide con l’insegna, e questo tavolo lo mostra riga per riga: Azzurri Limited compare due volte perché due marchi diversi appartengono alla stessa persona giuridica.
La terza colonna è più delicata, e va letta come quello che è: ciò che i termini e le schede degli operatori dichiarano sulla materia della pagina. Non è un giudizio di qualità, non è una graduatoria, e non è la fotografia di quello che il lettore troverà aprendo il sito domani. Chi vuole confrontare due marchi su una voce precisa ha un solo modo di farlo in modo affidabile: aprire il regolamento di quella promozione e leggere la riga che gli interessa, prima di depositare. Il palinsesto di un bookmaker lo si conosce dal suo palinsesto, non da una tabella.
Un’ultima nota onesta sulla composizione di questo gruppo: i dieci marchi che seguono sono concessionari, non sono la totalità dei concessionari italiani. Altri esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. La tentazione di leggere una lista come un censimento è viva e va respinta: l’elenco vero è quello di ADM, ed è quello che un lettore deve consultare se vuole verificare un nome che qui non trova.
I dieci concessionari, uno per uno
Sisal: il palinsesto più affollato del gruppo
La licenza è ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su sito .it proprio. È il primo nome che un lettore italiano associa alle scommesse, e i numeri che l’operatore mette sulla propria app spiegano perché: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
La parte che interessa davvero, però, è la struttura della giocata, perché è lì che si vede la differenza tra un bookmaker che offre scommesse e uno che le organizza. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Sono mercati di secondo livello, quelli che si cercano quando la singola sul risultato ha smesso di divertire.
C’è poi la funzione Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Vale la pena dire con precisione che cosa è e cosa non è. È uno strumento che trasforma una scommessa aperta in una somma definita in quel momento; non è una polizza, non garantisce nulla sul prezzo che verrà offerto, e il bookmaker lo prezza con un margine che il giocatore non vede. Chi lo usa spesso per coprirsi lo paga, e lo paga proprio nel momento in cui il mercato si muove a suo favore.
Sul versante dell’accesso, Sisal Matchpoint permette di entrare nel conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sul versante dei pagamenti e dell’identificazione, i termini dell’operatore sono la fonte: è lì che le condizioni vanno lette prima e non dopo.
La concentrazione di eventi live e di mercati di secondo livello fa di Sisal la prima scelta per chi punta molto, spesso, e su cose che non sono il risultato finale. Chi cerca invece la semplicità assoluta — aprire, capire, puntare una volta alla settimana — troverà qui più cose di quante ne userà.
Lottomatica: il marchio con la società dietro il nome
La riga di licenza dice ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su sito .it proprio. È l’esempio più pulito di come funziona il settore italiano: l’insegna che il lettore conosce e la società che risponde alla concessione sono due cose distinte, e il codice appartiene alla seconda.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È copertura da mercato italiano: calcio domestico, calcio europeo, motori. Chi cerca handball ungherese o cricket non troverà qui quello che cerca, e non c’è motivo di fingere il contrario.
Il valore della proposta sta nella coerenza tra palinsesto e pubblico: chi guarda la Serie A e la F1 è il destinatario naturale, e lo streaming per il live è la funzione che lega le due cose. Il live senza diretta è un mercato aggiornato al ritmo di un algoritmo; il live con la partita davanti è un’altra esperienza, e su questo Lottomatica gioca la propria carta.
Chi apre un conto qui lo fa per la copertura italiana e per la comodità del live in streaming. Chi cerca la profondità su sport minori, o un bookmaker con un palinsesto più esotico, guardi altrove nella lista: è una questione di pubblico, non di qualità.
NetWin: il bonus reale e il suo requisito di verifica
Licenza ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su sito .it proprio. L’offerta Sport-50 è il caso più interessante del gruppo per chi vuole capire come funziona la meccanica di un bonus di benvenuto: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Tre condizioni, e nessuna è ornamentale. La riserva ai nuovi giocatori esclude chiunque abbia già un conto; il conto verificato significa che il bonus arriva dopo l’identificazione, non prima, e chi apre il conto per una partita e non completa la verifica scopre il vincolo nel momento peggiore; il deposito minimo di 20 € fissa la soglia sotto la quale la promozione non esiste, e per un giocatore da 20 € a settimana la soglia coincide con l’intero budget settimanale.
Che cosa significhi «bonus reale» in concreto è la parte che i termini decidono e che il lettore deve leggere da sé. È qui che il confronto con i bonus «senza deposito» di cui si legge nelle liste di siti stranieri diventa interessante: un bonus senza deposito è, per definizione, denaro che l’operatore non ha ancora incassato da te, e proprio per questo arriva con requisiti di puntata e quote minime che il marchio stabilisce liberamente. Il bonus reale di NetWin chiede invece un deposito effettivo e una verifica, ed è per questo che un operatore italiano può offrirlo senza schermaglie.
Il marchio è quindi la scelta naturale per chi vuole un primo deposito di dimensioni contenute ma reali, con il bonus trattato come denaro e non come premio simbolico. Chi apre un conto solo per raccogliere promozioni senza mettere nulla di proprio, invece, non è il destinatario di questa offerta — e lo sa già.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Licenza ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su sito .it proprio. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il golf e gli scacchi dicono una cosa precisa sul tipo di casa. Sono mercati che nessun bookmaker mette in vetrina per caso: li tiene chi ha un pubblico che li cerca. E gli eventi di spettacolo e di politica portano il discorso su un terreno diverso da quello sportivo, dove la competenza del giocatore è spesso illusoria. Scommettere sull’esito di un’elezione sembra richiedere intuito politico; richiede invece di capire come si prezza un evento senza precedenti, che è un mestiere diverso e che il margine del bookmaker fa pagare a tutti.
Sul versante della tutela, i termini dell’operatore sono la fonte delle condizioni applicabili, dall’apertura del conto ai limiti. Chi vuole un bookmaker generalista capace di coprire anche ciò che non è sport — un torneo di scacchi, una finale di un reality — trova qui la ragione per aprire il conto. Chi punta solo sul calcio di Serie A e vuole la massima semplicità, difficilmente sfrutterà un palinsesto del genere.
BetFlag: l’identità digitale come porta d’ingresso
Licenza ADM n. 16008, Betflag S.p.a., su sito .it proprio. Il punto distintivo è dichiarato dalla casa stessa: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
SPID e CIE sono la risposta italiana al problema dell’identificazione nei primi dieci minuti. Chi ha l’identità digitale attiva non carica documenti, non aspetta la validazione, non rischia la sospensione del conto in attesa di un fronte e retro: i dati arrivano dall’identità digitale e la pratica si chiude mentre la partita è ancora in corso. È un vantaggio che si apprezza solo se si è già passati per un conto rimasto sospeso per trenta giorni.
Il rovescio è chiaro: è un vantaggio per chi ha SPID o CIE, e molti lettori non ce l’hanno ancora o l’hanno da poco. Senza identità digitale resta la registrazione classica, con tutto il suo attrito, e in quel caso l’unico criterio che conta diventa la lettura dei termini dell’operatore su limiti e prelievi.
Per il lettore più informatizzato — quello che ha già SPID per il fascicolo previdenziale o per il sito del comune — BetFlag trasforma una scocciatura in un dettaglio di trenta secondi. Per gli altri, la differenza con gli altri marchi si assottiglia, e la scelta torna a farsi sui contenuti dell’offerta.
Betsson: la profondità dei mercati e i mille modi di sbagliare quota
Licenza ADM n. 16027, Azzurri Limited, su sito .it proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
È l’elenco dei mercati «classici», e vale la pena guardarlo per quello che è. L’1X2 è il mercato della singola sul risultato: tre esiti, e il bookmaker costruisce il proprio margine su tutti e tre insieme. L’Under/Over è il mercato del numero di gol, che si comporta diversamente dall’1X2 e ha margini suoi. Il Goal/NoGoal trasforma la partita in una domanda booleana. Le giocate sui marcatori sono quelle che pagano di più e azzeccano meno. La combo è dove il margine del bookmaker si moltiplica insieme alle quote: due esiti quotati 1,90 l’uno non valgono un prezzo costruito da due margini azzerati, valgono due prezzi ciascuno con il suo margine incorporato.
Migliaia di eventi in pre-match e live significano migliaia di occasioni di cercare un prezzo che sembra buono. La profondità dei mercati è un servizio reale per chi sa già cosa cercare; per chi non lo sa, è un listino che invita a puntare su cose di cui non si conosce la meccanica.
Un dettaglio che vale la pena segnalare: Azzurri Limited detiene anche la concessione di StarCasinò (ADM n. 16026). Due marchi, due codici, una società. Chi tiene un conto su entrambi sta parlando con la stessa persona giuridica, cosa che ha conseguenze pratiche quando si chiede qualcosa a entrambi.
Per chi punta su un solo sport e vuole tutte le sfumature di quel mercato — marcatori, combo, Under/Over — Betsson è attrezzato. Chi apre un conto per una giocata occasionale e vuole capire subito dove sta il costo, troverà qui il contesto più affollato del gruppo.
William Hill: due strade per il primo accredito
Licenza ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, su sito .it proprio. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
È l’esempio più didattico della pagina, e non per l’importo. È didattico perché rende visibile un prezzo che altrove resta nascosto: la differenza tra le due strade è di 5 € esatti, e quei 5 € sono il valore che l’operatore attribuisce al fatto di non dover gestire a mano un documento. Il lettore che ha SPID incassa il valore; quello che non ce l’ha lo paga in attesa e in 5 € di bonus in meno. Le scadenze dei documenti — 96 ore dall’invio — sono la trappola classica della strada manuale, perché arrivano nel momento in cui il conto serve, non quando si ha tempo.
Il tetto di 10 € o 5 € dice anche un’altra cosa, ed è quella che spesso sfugge in un mercato dove circolano promesse a tre cifre: un bonus di queste dimensioni non sposta il bilancio di nessuno, e non è pensato per farlo. Chi sceglie William Hill perché «c’è il bonus» sta scegliendo il fattore meno importante di tutta l’offerta. Chi lo sceglie per il marchio e per la copertura internazionale, con il bonus come dettaglio, ha capito meglio dove sta il valore.
Il conteggio è netto, e ha il pregio di non richiedere un foglio di calcolo: due percorsi, un differenziale di 5 €, una finestra di 96 ore. Chi non li legge perde i 5 € più facili della lista.
StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto
Licenza ADM n. 16026, Azzurri Limited, su sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Mettiamo il punto dove va messo: il nome dice casinò, il prodotto è un casinò con un’offerta sportiva, e la concessione è la stessa che sta dietro Betsson. Un lettore che cerca esclusivamente scommesse sportive trova qui un bookmaker funzionante ma non è il motivo per cui il marchio esiste; un lettore che divide il proprio tempo tra sport e slot trova un conto solo invece di due, il che è un vantaggio pratico non banale, perché significa una sola identificazione, un solo limite di deposito e un solo punto di contatto.
Il rovescio ha a che fare con la contabilità mentale. Chi tiene conto separati tende a sapere quanto spende su cosa; chi li unifica tende a sapere solo il totale, e a scoprirlo tardi. Su questa piattaforma i due saldi convivono, ed è un fatto da mettere in conto prima di aprire, non dopo.
Il marchio ha senso per chi arriva dal mondo del gioco da casinò e vuole un’offerta sportiva accessibile sullo stesso conto. Chi cerca la specializzazione sportiva pura, con un palinsesto profondo e strumenti dedicati, trova di meglio altrove in questa lista — ed è giusto dirlo senza girarci intorno.
bet365: il partner globale con l’obbligo di verificare il caso locale
Licenza ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
L’accoppiata ippica-freccette racconta un pubblico preciso, quello del Regno Unito e non solo: sono mercati che in Italia si trovano raramente con questa profondità, e per chi li cerca rappresentano la ragione principale per aprire un conto qui. La partnership con la Champions League è un dato di posizionamento e va letta come tale, non come una garanzia su nulla che riguardi il conto del singolo giocatore.
Sul versante degli strumenti di tutela, bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. I riferimenti al supporto nazionale sono la parte che conta per un lettore italiano: un operatore internazionale che rinvia al numero italiano sta dicendo che il proprio conto .it è tenuto a seguire le regole italiane, non quelle del Paese d’origine della società.
Un’ultima nota utile, perché è il tipo di dettaglio che una lettura troppo veloce perde. Le regole ADM sul live — mercati ammessi, ritardi, eventi — non sono pubbliche, e non esiste un elenco dei mercati live disponibile. Chi vuole scommettere in diretta su un mercato specifico deve verificare che quel mercato esista sul palinsesto approvato e sul proprio conto, nel momento in cui vuole giocarlo. Vale per bet365 come per ogni altro marchio di questa lista: il libro delle regole è il palinsesto, e nessuno lo pubblica in anticipo.
La scelta di bet365 si fa per i mercati meno comuni — l’ippica in primo luogo — e per gli strumenti di tutela ben esposti. Chi punta solo sul calcio italiano troverà offerte altrettanto solide a un passo di distanza in questa stessa lista, e con meno nome da gestire.
Planetwin365: la copertura calcistica più larga, con una soglia in più
Licenza ADM n. 16007, Pwo S.p.a., su sito .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La voce che salta all’occhio è la Serie C, ed è quella che distingue davvero questo marchio. La Serie C è il campionato dove i prezzi sono meno efficienti, perché il volume è minore e l’informazione è più scarsa; per un giocatore competente è anche il campionato che si segue con l’abitudine e la conoscenza dello stadio di provincia. Un bookmaker che quota la Serie C sta dicendo di avere un palinsesto costruito per il tifoso italiano, non per il turista della Premier League. Insieme alla Coppa Italia, completa la copertura domestica in modo che pochi altri raggiungono.
La copertura dei campionati ha però un costo che conviene nominare, perché è il tipo di cosa che si scopre costruendo la multipla. Le combinazioni di campionati e competizioni diverse, sommate alle oltre 20 tipologie di sport, significano quote che si moltiplicano fra loro. Nella multipla i prezzi si moltiplicano e il margine incorporato in ciascuno si moltiplica insieme a loro: la profondità è un servizio, e come ogni servizio si paga.
Chi punta molto su calcio italiano, e in particolare su Serie C e Coppa Italia, trova qui la copertura più larga dei dieci. Chi punta su uno sport singolo e cerca il mercato più profondo su quello, ha ragioni per guardare altrove. Nessuna delle due scelte è sbagliata: sono due lettori diversi.
Quanto costa davvero giocare fuori dal perimetro: il conto e il calcolo
Ecco il punto in cui la scelta smette di essere una questione di gusti e diventa aritmetica. Consideriamo un caso illustrativo, e chiariamolo subito per quello che è: un giocatore che ha scelto all’apertura del conto un limite di deposito settimanale di 100 € e che punta quei 100 € una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90. Non è un prezzo di listino di nessun operatore: è l’esempio che serve a rendere visibile il costo della struttura.
Il margine del bookmaker su quel mercato si ricava dalla somma degli inversi delle due quote. Con 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526 circa, quindi la quota di payout — la parte che il mercato restituisce di ogni unità puntata — è di circa il 95 %, e il margine è di circa il 5 %. Su 100 € di puntata, il costo atteso di quella giocata è di circa 5 €.
Da qui il salto che riguarda il percorso senza concessione. Se quei 100 € settimanali diventano il ritmo normale e non un caso isolato, il costo atteso si accumula. Su quattro settimane, con lo stesso margine, si arriva a circa 20 € su 400 € di puntate complessive; su otto settimane, a circa 40 € su 800 €. È una stima statistica, media su molte giocate nelle condizioni descritte, non un conto che si presenta a fine stagione: chi vince qualche settimana non paga il margine quella settimana, lo paga nel lungo periodo, che è esattamente il motivo per cui il margine non si sente.
E allora perché questo è, secondo me, il cuore della pagina? Perché mostra che il margine si paga una volta sola, ma la perdita di diritti si paga in ogni momento in cui serve. Una sessione da 100 € su una piattaforma fuori perimetro costa gli stessi 5 € attesi della stessa sessione su un concessionario. La differenza non è nel prezzo: è in ciò che i 100 € non comprano quando il conto sta altrove. Nessun registro di autoesclusione che si aggancia al sistema. Nessun canale di reclamo che faccia capo a un’implementazione italiana. Nessuna dichiarazione che spetti al concessionario.
Aggiungiamo il pezzo fiscale, perché completa il conto e lo cambia. Sulle vincite pagate da un concessionario ADM il prelievo cade sul concessionario e il giocatore non dichiara nulla; sulle vincite di un sito estero l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi imponibili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni, da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota da applicare che non è nota. Morale: la seconda sessione da 100 € potrebbe costare meno di 5 € o molto più di 5 €, e dipende da una variabile che con la scommessa non c’entra nulla.
Il costo che nessuno mette in tabella
Restiamo sull’esempio, perché è la parte in cui il lettore riconosce la propria situazione. Il costo atteso di circa 5 € ogni 100 € è il prezzo strutturale del mercato, ed è identico sui due percorsi. Se il punto fosse il prezzo, non ci sarebbe partita: nessuno cambierebbe un conto italiano per una differenza che non esiste.
Quello che cambia è un costo che non compare in nessun estratto conto, e che si paga in tre momenti riconoscibili. Il primo è l’oscuramento: il giorno in cui il dominio è inibito, il saldo resta lì, il mirror è altrove e il tempo per ritrovarlo è tempo che nessuno rimborsa. Il secondo è il prelievo: su un conto italiano le regole sui tempi e sulle modalità stanno nei termini del concessionario e c’è un’autorità sopra; su un conto fuori perimetro le regole sono del marchio e l’autorità sta altrove. Il terzo è il momento in cui il gioco smette di essere un gioco: nessun registro di autoesclusione, nessun blocco che valga su tutte le piattaforme autorizzate italiane, nessun vincolo che il marchio non abbia scelto di darsi da sé.
Chi punta 20 € al mese non vive questi tre momenti allo stesso modo di chi punta 500 € a settimana. L’esposizione cresce con il saldo, con il ritmo del gioco e con la quota del proprio tempo che il gioco occupa. I 100 € settimanali dell’esempio sono già un livello — non simbolico — in cui i tre momenti diventano probabili in un anno solare.
E qui torna l’angolo di questa pagina, quello della scelta. Se il percorso straniero costasse meno in termini di prezzo atteso, il calcolo avrebbe una sua logica e la pagina potrebbe limitarsi a contabilizzare il rischio. Non è così: la struttura del mercato è la stessa, il margine è lo stesso, e quello che i due percorsi offrono in cambio sono cose diverse. Il percorso italiano offre strumenti, registro, vigilanza, sede legale e una fiscalità che si chiude alla fonte. Il percorso fuori perimetro offre il prodotto scommessa e basta, con l’oscuramento come condizione di contorno e l’esposizione penale che ADM enuncia per il partecipante. Non è un pareggio: è una differenza di perimetro.
Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Quali conseguenze rischia chi gioca su una piattaforma senza concessione ADM?
ADM ha chiarito il 28 febbraio 2024 che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, ai sensi della legge 401/1989. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro giocatori non sono noti, ma la regola vale come enunciata.
Come si controlla se un bookmaker ha la concessione ADM?
L’unico test è l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026 nella versione con 52 righe e codici da 16000 a 16051. Attenzione a due limiti: l’elenco non indica quali giochi il concessionario offre, e comparire in un confronto editoriale non equivale ad avere una concessione.
Che cos’è il RUA e come funziona un’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è operativo dal 2018 e l’autoesclusione registrata vale su tutte le piattaforme di gioco autorizzate in Italia, presso qualunque concessionario sia stata chiesta. Le durate variano, per esempio da 7 a 270 giorni o a tempo indeterminato con revoca dopo 9 mesi. I siti senza concessione non sono collegati al RUA.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM vigila con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 €, ma nel 2025 non ha registrato sanzioni e sono pendenti rinvii alla Corte costituzionale.
Quali limiti di deposito si impostano presso un concessionario ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, oltre a limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo bisogna attendere sette giorni. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota.
Le vincite sulle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta cade sul concessionario. Sulle vincite di siti esteri, l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi imponibili per l’intero importo ricevuto: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Preparato dagli editori di «Appperandroid».
