AAMS scommesse in Italia 2026: 52 concessioni, e nessuna colonna per il calcio

Updated Novembre 2026
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Un operatore che accetta scommesse in Italia deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza. Non è una formalità burocratica: è la linea che separa un conto tutelato da un conto che domani mattina non si apre più.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Il nome vecchio resta appiccicato addosso a tutto. Il mercato dice «AAMS», il regolatore si chiama ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — e chi cerca «aams scommesse» sta cercando esattamente la lista che l’Agenzia pubblica con l’altra sigla. Chiamarla con il nome vecchio non cambia la sostanza: le concessioni sono le stesse, i numeri di licenza sono gli stessi, il registro degli autoesclusi è lo stesso.

Cambia, invece, la domanda a cui il lettore cerca risposta. Chi arriva qui vuole sapere se il sito su cui sta per versare 100 € ha davvero il titolo per raccoglierli. La risposta documentata è quella dell’Agenzia: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Un elenco, un sito, una riga. Il resto sono chiacchiere da banner.

Concessione ADM: cos’è, chi la rilascia e come si verifica

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è aggiornato dall’Agenzia e consultabile liberamente. Contiene poche colonne e nessuna di esse è superflua: un numero di concessione, un intervallo di codici, il nome della società, il sito .it autorizzato. Chi vuole sapere se un bookmaker può operare in Italia apre quella pagina e cerca. Se lo trova, il titolo esiste. Se non lo trova, nessuna recensione entusiasta cambierà il fatto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Una precisazione che vale più di ogni altra su questa pagina: la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Un gruppo può gestire più siti e ogni indirizzo ha il suo codice. Eurobet Italia S.r.l. è l’esempio più chiaro, perché compare con tre indirizzi diversi — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e ciascuno è una concessione a sé. Non esiste una licenza di gruppo che copre tutto ciò che il gruppo possiede.

Un secondo dettaglio morde più di quanto sembri: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Nessuno, guardando la lista, può dedurre da quella riga che quell’operatore offra scommesse sportive. La concessione è un contenitore: un concessionario può avere diritto a scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Che l’offerta sportiva ci sia davvero lo dicono il sito dell’operatore e la sua app, non la lista. Chi confonde le due cose finisce per dare per scontato un palinsesto che nessuno gli ha promesso.

Questa è la ragione per cui, in un confronto come questo, la presenza in elenco non è un merito: è il prerequisito. Il merito comincia dopo — su quali mercati il bookmaker accetta la schedina, con quali strumenti di tutela, con quale palinsesto.

Perché il titolo si controlla in due posti

L’elenco dice che il sito è autorizzato. I termini dell’operatore dicono il resto, e il resto conta per il lettore. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Quel numero, incrociato con la riga dell’elenco, chiude la verifica.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

I due controlli rispondono a due domande diverse. L’elenco risponde a «questo indirizzo può raccogliere scommesse in Italia?». I termini rispondono a «chi è la società con cui sto firmando, e con quale numero?». Sono cinque secondi di lettura in un documento che quasi nessuno apre.

Concessioni a bando, non licenze a sportello

La parola conta. Le concessioni non si chiedono quando si vuole: si vincono a gara. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza — pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — disegna un sistema in cui l’Agenzia mette a bando un numero chiuso di titoli e li assegna per nove anni al massimo, senza rinnovo.

Chi vince il bando non diventa automaticamente un bookmaker completo. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; il totalizzatore sportivo e ippico; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. Chi vince il bando ne può gestire uno o più, per non più di nove anni.

L’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 tengono fermi, per tutta la durata della concessione, le condizioni del titolo e il regime fiscale. È la parte che nessuno legge e che decide l’offerta: quando l’operatore firma, la sua aliquota è quella e non si muove a metà strada.

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 riporta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Quando le regole non le decide il mercato ma un bando chiuso, il posto in vetrina si compra una volta sola, e questo spiega perché certi marchi molto noti non ci sono.

Il nuovo quadro normativo: cosa si può giocare e cosa no

Il D.Lgs. 41/2024 non si limita a contare i concessionari. Definisce il perimetro di quello che il lettore troverà sul sito una volta aperto il conto, e qualche volta quello che non troverà.

Il «palinsesto» è, per l’art. 2, lett. s), il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. La conseguenza pratica è secca: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Non è il bookmaker a decidere da solo cosa mettere in vetrina; gli eventi vengono autorizzati uno per uno, come nel settembre 2026, quando l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner.

Il prodotto centrale resta la scommessa sportiva a quota fissa, con il totalizzatore previsto dalla legge accanto. Poi ci sono le varianti che molti giocatori non distinguono e che la legge separa con cura:

L’exchange è un caso a parte e vale la pena leggerlo bene, perché cambia il ruolo del giocatore. L’art. 6, comma 1, lett. e), lo ammette come gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair — il primo operatore del settore in Italia, con la concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Non è una scommessa contro il banco: è una scommessa contro un altro giocatore, con il concessionario che si tiene fuori dal rischio.

Le scommesse live le offre ogni operatore di dimensioni serie, ma le regole ADM sui mercati in-play, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui nessun elenco dei mercati live. Chi legge «live» su un sito sa cosa significa in generale e niente di più preciso di così.

Un tetto legale alle puntate non esiste

Vale la pena dirlo perché è la credenza più diffusa tra chi cerca la parola AAMS sperando in un limite che lo protegga da sé stesso. Non risulta un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono altri due: i limiti che si impone da solo e il limite di deposito che sceglie in fase di registrazione.

Chi si aspettava che lo Stato gli mettesse un freno sulle singole giocate resterà deluso. Chi vuole un freno lo deve impostare, e la sezione che segue spiega esattamente dove.

Autoesclusione e limiti di deposito: gli strumenti che il giocatore controlla

Il primo incontro tra un giocatore e i propri limiti avviene prima ancora della prima scommessa, in registrazione. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un consiglio, è un campo da compilare.

Il meccanismo ha un’asimmetria che vale la pena capire prima di digitare un numero: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Si può stringere quando si vuole, allentare richiede una settimana e un po’ di lucidità in più. È il contrario dell’impulso, ed è voluto.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che un concessionario deve offrire: autolimitazioni di tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il punto b) è quello che sfugge: il limite di deposito non è solo quello che il giocatore sceglie, perché il concessionario ne applica uno suo, calibrato sul profilo. Il limite effettivo è il più basso dei due, e questo non sempre è chiaro nelle schermate.

Come funziona l’autoesclusione, in concreto

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure su un singolo concessionario, oppure su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La gradazione conta: chi vuole togliersi solo il casinò e tenersi il calcio ha uno strumento per farlo, e chi sceglie la forma trasversale si toglie tutto.

La durata è quella che decide il giocatore, entro il tetto: fino a 270 giorni oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Un’autoesclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza, e non c’è ufficio, telefonata o spiegazione che accorci quel periodo.

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA — il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM. Il saldo prelevabile resta prelevabile: chiudere il gioco non significa perdere i soldi che sono già sul conto. Ed è proprio qui che il registro mostra il suo limite, che è anche il suo argomento: vale su tutte le piattaforme autorizzate, non su una. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi chi si è escluso da un bookmaker regolare e va a cercare la partita altrove resta scoperto dall’altra parte.

Dove si chiede l’esclusione e dove si trova aiuto

Chi vuole escludersi ha due strade. La prima è il portale ADM, con SPID. La seconda è uno dei concessionari presso cui ha un conto aperto, allo sportello o dall’area personale. Non esistono altre scorciatoie, e non ce n’è bisogno.

Accanto allo strumento c’è il sostegno, che è gratuito e anonimo: il numero verde nazionale 800 558822. bet365, tra i propri strumenti di gioco responsabile, elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e indica quel numero ai residenti in Italia. Non è pubblicità e non è un servizio commerciale: è la linea che esiste esattamente per la persona che sta leggendo questa pagina e si riconosce in una riga di troppo.

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo che si vede poco e che esiste: l’operatore paga per parlare di gioco in un modo che non gli conviene.

Come si valutano i bookmaker con concessione ADM

Un operatore autorizzato ha superato un esame, non un esame di qualità. La concessione dice che può stare in Italia; non dice che lo fa bene. Da qui in avanti il giudizio è tutto sul prodotto, e si regge su cinque cose che il registro non contiene.

Confronto tra i dieci bookmaker ADM recensiti

Operatore Concessione ADM e società concessionaria Cosa scrivono i termini o le schede dell’operatore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse dal telefono
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultati esatti, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più il Cash Out per chiudere la schedina prima della fine
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Conto apribile con documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2, che importa i dati; limiti giornalieri, settimanali e mensili in registrazione
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app copre i principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per i nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica

La terza colonna è la più difficile da scrivere e la più facile da leggere male. Un marchio che non ha una riga sulle scommesse live in questa tabella non è un marchio senza dirette: è un marchio di cui la fonte consultata — i termini, la scheda dell’app — parla d’altro. Questa distinzione non è pedanteria. È la differenza tra un confronto e un elenco di sospetti.

Sul fronte delle concessioni, la tabella dice una cosa che l’elenco non dice: le due società con due marchi ciascuna. Azzurri Limited compare due volte, con StarCasinò e Betsson, e i due codici sono diversi — 16026 e 16027 — perché il titolo è per sito. Chi pensa di aprire il conto su un marchio e di ritrovare le stesse condizioni sul fratello si sbaglia di poco, ma si sbaglia.

La colonna dei termini, poi, mostra quanto siano diverse le strade scelte dai dieci per farsi scegliere. NetWin parte dal deposito — un bonus reale, non un gettone simbolico, con una soglia d’ingresso bassa. bet365 parte dalla visibilità del campionato che tutti guardano. Eurobet parte dalla larghezza del palinsesto, che arriva fino agli eventi di spettacolo e di politica. Lottomatica parte dallo streaming, che è il modo più diretto per tenere il giocatore dentro la partita. Sono quattro risposte diverse a una domanda sola — perché aprire il conto qui e non altrove — e nessuna delle quattro è un dato di fatto sulla qualità.

Il margine che paga il lettore senza accorgersene

C’è un numero che nessun operatore mette in vetrina e che decide quanto costa davvero ogni schedina. Su un mercato a due esiti, con ambedue le quote a 1,90, la somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, e quella somma — circa 1,0526 — significa che l’operatore restituisce il 95 % di quanto raccoglie su quel mercato e si tiene il 5 %. Il margine è la differenza tra il gioco e il ritorno atteso, e si applica a ogni singola giocata, vincente o perdente.

Un esempio con i numeri tondi aiuta più di ogni spiegazione. Un giocatore che punta 100 € a settimana, una volta, su un mercato a due esiti con quote identiche a 1,90, e mantiene lo stesso comportamento per un anno, gira 5.200 € sulle schedine. Con un margine del 5 % su quel mercato, il costo atteso di quell’attività — su una media di molte giocate, non su una singola domenica — sta tra i 250 e i 260 € l’anno. La variazione non è un errore: è la differenza tra un margine calcolato sui due prezzi secchi del mercato e uno calcolato su un mercato leggermente più caro.

Vale la pena sottolineare che è una stima statistica. Chi punta cinque euro e vince due volte di fila non ha guadagnato il 190 % del capitale, e chi perde cinque volte di fila non ha versato la media in anticipo. Il margine non promette niente a nessuno: dice soltanto quanto, in media, resta al banco.

Il collegamento tra questa aritmetica e la concessione ADM è meno ovvio di quanto sembri, e vale la pena farlo esplicito. La concessione non riduce il margine; nessuna norma lo fa. Il margine è il prezzo che il giocatore paga per il servizio, e in Italia quel prezzo è più basso di quanto sarebbe su un mercato dove chiunque può aprire un sito. Un mercato chiuso a numero limitato, con condizioni fiscali fissate per nove anni e un’imposta unica che cade sul concessionario — 24,5 % sul gioco a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite — non è un paradiso per il giocatore. È un compromesso: costi controllati, tutele obbligatorie, e un’offerta che non può essere gratis perché nessuno di quei costi sparisce.

Requisiti di puntata, bonus e tetti: cosa dicono i termini

Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il decreto Dignità non lo vieta: vieta la pubblicità. Tra le due cose c’è lo spazio in cui vive tutto il marketing delle scommesse italiane, e per il giocatore la differenza tra un’offerta regalata e un’offerta che si paga sta in tre righe di condizioni.

La prima riguarda il tipo di bonus. NetWin presenta l’offerta Sport-50 come un bonus reale, pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. «Bonus reale» è una precisazione che ha senso solo accanto a un’altra categoria di offerte: i bonus che si giocano e poi sfumano. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. In nessuno dei due casi c’è un codice scontato da incollare: la strada passa dalla verifica.

La seconda riga è quella del tetto. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto di 100 € per scommessa su un bonus accreditato non è una restrizione piccola: chi ha un saldo bonus di 400 € deve spalmarlo su almeno quattro giocate, e quelle giocate vanno vinte.

La terza riga è quella che non c’è. Non risulta un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi quantità, moltiplicatori e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il giocatore che vuole sapere quanto vale davvero un bonus non ha una fonte esterna: ha la pagina delle condizioni del bookmaker, e la tentazione di non aprirla è il motivo per cui esiste il tetto dei 100 €.

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il decreto Dignità, convertito con la legge 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa e internet. L’AGCOM lo applica con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Esiste una proposta, non legge, di un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il confine è più stretto di quanto la parola «pubblicità» suggerisca: un operatore può dire «gioca responsabilmente» con il proprio marchio in bella vista, non può dire «scommetti con noi» davanti a una partita.

Il fisco: chi paga l’imposta e chi non dichiara nulla

Il gettito delle scommesse sportive non lo paga il giocatore italiano che vince su un concessionario ADM. L’imposta unica, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 e modificata dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le giocate sui virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Prima della modifica le corse pagavano il 43 % e il 47 %. La proposta del «Decreto Sport» di scendere al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

La conseguenza per il giocatore è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario, che versa alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e in dichiarazione non mette nulla. Non è un’agevolazione, è una semplificazione, e non è un parere fiscale: chi ha una posizione particolare la porta a un commercialista.

L’altra faccia della medaglia riguarda i siti non autorizzati, e qui la musica cambia di tono. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e c’è una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così come sta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è poi una cosa che quasi nessuno mette nel conto e che vale più di qualunque aliquota. Un conto su un sito senza concessione non è collegato al RUA: il giocatore che si è escluso da un concessionario e pensa di essere al sicuro resta perfettamente raggiungibile dove la concessione non c’è. La tutela non è un accessorio del prodotto, è il prodotto.

Perché i grandi marchi internazionali restano fuori

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Sono nomi che il lettore incontra ogni giorno in una ricerca, spesso con una licenza di un altro paese in bella mostra, e la spiegazione non è una congiura: il bando è chiuso, le concessioni sono 52, e chi non ha partecipato o non ha vinto non può raccogliere scommesse in Italia.

Che cosa costa questa assenza al giocatore? Un conto su un sito senza concessione non ha il RUA, non ha la vigilanza ADM, non ha l’obbligo di mettere a disposizione gli strumenti di autolimitazione dell’art. 15, non ha il canale di contatto obbligatorio, non ha un prelievo alla fonte e non ha nulla di ciò che rende la vincita una vincita. Quello che ha è un dominio .com, una licenza che in Italia non vale niente e la concreta possibilità di sparire dietro un avviso di accesso inibito.

L’offerta illegale è vietata, e il divieto è congegnato con più strumenti. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti istituzionali. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Le piattaforme che accettano Italiani senza titolo esistono e riappaiono, quindi l’elenco si allunga: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche operatore è più lento di altri: per questo il dominio oscurato non è un muro, è una porta chiusa con qualche spiffero.

La parte che nessuno legge volentieri è la norma del 1989. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ricorda che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, ma la regola è questa: la responsabilità non è solo di chi offre. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Come scegliere tra i percorsi: quattro profili, quattro risposte

La domanda giusta non è quale sia il bookmaker migliore in assoluto, perché una classifica unica non esiste e chi la vende la sta inventando. La domanda giusta è quale strada esista per il giocatore che sta leggendo, con il suo budget, le sue abitudini e la sua voglia di controllarsi. Da questa prospettiva i dieci non si ordinano dal primo all’ultimo: si distribuiscono.

Il primo percorso è quello di chi cerca il confronto sui prezzi. SNAI porta una struttura di giocata ampia — singole, multiple e sistemi, con i mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori — e il Cash Out per chiudere la schedina prima della fine. Betfair aggiunge un livello diverso, con la Supercombo e i mercati combo a quote maggiorate; il giocatore che vuole leggere il prezzo di un mercato combinato trova qui più materiale che altrove. Il rischio di questa strada è opposto a quello che si cerca: più mercati e più combinazioni significano più margini sovrapposti, e un combo non è mai economico come una singola.

Il secondo percorso è quello di chi vuole seguire la partita mentre la gioca. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League e Premier League accanto a F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo l’azione. È il percorso con la barriera all’ingresso più insidiosa, perché la partita che gira sullo schermo rende normale fare la seconda giocata che non era prevista. Il live è il contesto in cui un limite di sessione impostato in registrazione lavora più sodo.

Il terzo percorso è quello di chi non vuole restare nel calcio. Eurobet allarga il palinsesto dal tennis al basket, dalla Formula 1 alla MotoGP, dal baseball al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino agli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality — e di politica, elezioni comprese. Betsson punta su pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La differenza pratica tra i due sta nella profondità: chi cerca il campionato esotico o l’evento che nessuno copre trova qui il motivo per aprire il conto, e scopre anche che su un evento sottile il margine tende a salire.

Il quarto percorso è quello di chi parte dal bonus e dalla semplicità. NetWin mette in vetrina il 100 % del primo deposito fino a 50 € con un minimo di 20 €; AdmiralBet costruisce l’esperienza intorno all’identificazione, con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 che importa i dati automaticamente. È il percorso giusto per chi non vuole leggere venti pagine di condizioni, ed è anche quello che richiede più attenzione: le condizioni da leggere restano venti pagine anche quando nessuno te le mostra.

Ecco la parte che un confronto onesto deve dire per intero. Questi quattro percorsi non si escludono, e non tutti i dieci operatori si lasciano incasellare bene in uno solo. Un bookmaker può avere il bonus migliore e il palinsesto più povero; un altro può avere lo streaming e un margine più caro sui mercati minori. La scelta intelligente non è quella del migliore in assoluto — quella è una scelta che si fa sulla pubblicità — ma quella del migliore per una settimana tipo. Chi punta 20 € il sabato ha esigenze opposte a chi segue tre campionati.

Sisal: il conto che si apre con un dito

Sisal Italia S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16020 sul proprio sito .it, e il marchio ha una storia lunga nel gioco italiano che nessun altro della lista può vantare allo stesso modo. Il punto in cui si fa notare, però, non è la storia: è la porta d’ingresso.

L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse dal telefono. Chi ha provato a compilare un form di dieci campi con la tastiera di uno smartphone sa perché questo sia un argomento e non un dettaglio tecnico. La registrazione resta quella che la legge richiede, con identificazione piena del conto di gioco; la comodità sta nell’accesso ripetuto, che è la parte noiosa di ogni giorno.

Il confronto con chi chiede SPID al primo tocco è interessante, e non premia automaticamente nessuno dei due. Il Touch ID è più rapido; SPID è più solido. Chi apre un conto alle nove di sera dopo una partita non vuole una procedura di identità digitale.

Il verdetto: questo è il bookmaker più adatto a chi scommette poco e spesso dal telefono, e per quella persona la fluidità dell’accesso conta più di un bonus. Chi vuole leggere un palinsesto profondo o costruire combinazioni complesse deve guardare altrove.

SNAI: il banco dei mercati difficili

Snaitech Spa opera con la concessione ADM n. 16032 sul proprio sito .it. SNAI è il nome italiano con la tradizione più riconoscibile nel gioco a quota fissa, e la sua app lo dimostra con la voce dei mercati.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il risultato esatto e i cartellini sono mercati da giocatore esperto: chi li sceglie sa cosa sta comprando, e il Cash Out è lo strumento che gli permette di uscire quando l’andamento della partita prende una piega diversa da quella immaginata.

Vale la pena dirlo con precisione, perché è il tipo di cosa che le recensioni saltano: il Cash Out non è un favore, è un servizio che ha un prezzo. Chi chiude una schedina prima della fine la sta rivendendo al bookmaker, che applica il proprio margine anche su quella transazione, e la cifra offerta è sempre inferiore al valore atteso di quella schedina se il giocatore non avesse fretta. Chi non capisce questo usa il Cash Out come un pulsante magico.

Il verdetto: per chi vuole il risultato esatto, i cartellini o i rigori, questo è il banco con la lista più ricca tra i dieci, e la sua funzione di chiusura anticipata è la più utile proprio a chi gioca i mercati in cui l’incertezza resta alta fino al novantesimo. Chi punta solo sull’1X2 paga la profondità che non usa.

AdmiralBet: l’identificazione come prodotto

Admiral Bet S.r.l. opera con la concessione ADM n. 16048 sul proprio sito .it, e questa è l’unica scheda per cui si possa dire di avere materiale di prima mano sul funzionamento del conto, perché è proprio nei termini che l’operatore racconta come si apre.

Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Le due strade non sono alternative per comodità: la seconda è più rapida e la prima è più flessibile, ma entrambe portano alla piena identificazione, che per il conto di gioco è obbligatoria.

Dentro il processo c’è un passaggio che quasi nessuno mette in conto. Chi sceglie la registrazione senza SPID deve completare la validazione del conto entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. L’utente tipo che scarica l’app di domenica e carica i documenti «domani» è lo stesso che a metà dicembre si chiede perché non riesce a ritirare. Non è una punizione, è una scadenza; ma le scadenze silenziose costano più di quelle dichiarate.

Sul fronte dei limiti, AdmiralBet è il marchio su cui si hanno i dettagli: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato dopo 7 giorni. Nove caselle da riempire prima di poter giocare. Chi le affronta come una perdita di tempo ha già deciso di non usarle.

Il verdetto: questo è il bookmaker per chi vuole capire e controllare il proprio conto dall’inizio, e accetta che la comodità venga dopo la correttezza. Chi cerca l’iscrizione in trenta secondi deve guardare altrove, e sappia che quell’altrove avrà comunque una scadenza di validazione da rispettare.

StarCasinò: la licenza seria dietro il nome da sala giochi

Azzurri Limited opera con la concessione ADM n. 16026 sul proprio sito .it, ed è la prima delle due concessioni dello stesso gruppo su questa lista — la seconda è Betsson, con un codice diverso. Il nome dice casino e non lo nasconde.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Le scommesse ci sono, sono dichiarate, e non sono il centro del prodotto: sono la stanza in fondo al corridoio.

Qual è il problema per il giocatore di scommesse? Non è la legalità, che è coperta dallo stesso titolo ADM degli altri. È la prossimità. Un conto che si apre per il calcio e che vive dentro un ambiente costruito intorno a slot e casinò dal vivo è un conto in cui la scommessa sportiva è il pretesto e non il prodotto. Il margine del casinò e quello del bookmaker sono parenti, ma la frequenza con cui si incontrano è diversa: una schedina si gioca quando c’è la partita, una slot si gioca quando non c’è niente da fare.

Il verdetto: la licenza è regolare e l’offerta sportiva è reale, quindi chi ha già un conto qui per il casinò non deve cercarne un altro per il calcio. Chi cerca un bookmaker puro, con un palinsesto di scommesse come centro dell’esperienza, qui troverà il rumore di sottofondo di un prodotto che non è il suo.

Betsson: pre-match e live senza fronzoli

Azzurri Limited opera con la concessione ADM n. 16027 sul proprio sito .it. Il gruppo ha due titoli e questo è il più sportivo dei due, anche se il nome resta quello di un casinò per metà del catalogo.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista è onesta e copre quello che copre il novanta per cento delle schedine italiane: esito, totale, entrambe le squadre in gol, marcatore, combinazione.

Il criterio con cui si valuta un’offerta così non è la varietà dei nomi ma la profondità dei numeri. «Migliaia di eventi» è il tipo di frase che si può scrivere di qualunque operatore sopra una certa dimensione, e non distingue un bookmaker con cinquanta campionati da uno con cinquecento. La differenza la fa il numero di quote per evento e la larghezza dei mercati minori — e quello si vede solo aprendo il palinsesto e cercando l’evento che interessa.

Sul versante del conto, il gruppo è lo stesso di StarCasinò, ma i due titoli sono separati e le condizioni non sono automaticamente le stesse. Chi ha già un conto su uno dei due marchi non deve presumere l’identità dell’altro.

Il verdetto: la combinazione di pre-match e live con i mercati base è quella giusta per chi vuole giocare spesso quello che conosce, senza cercare il risultato esatto né la combinazione esotica. Chi gioca dieci schedine a settimana sugli stessi cinque mercati non ha bisogno di altro, e questa è la ragione per cui questa resta un’offerta difficile da criticare.

Lottomatica: la partita sullo schermo e la schedina sotto

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, opera con la concessione ADM n. 16010 sul proprio sito .it. È il marchio con la visibilità più alta nel calcio italiano, e la concessione porta il nome di una società, non del marchio: un dettaglio che vale la pena sapere quando si legge un contratto.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La copertura è quella di chi vuole giocare il campionato italiano e le grandi competizioni europee, e non pretende di coprire il campionato islandese.

Lo streaming è la funzione che cambia il comportamento più di ogni altra, e non solo in meglio. Guardare la partita dentro l’app significa che la partita è a un tocco da una nuova giocata, e il mercato live è quello in cui il margine è più difficile da valutare perché il prezzo si muove mentre lo si legge. Chi apre questo conto per il calcio dovrebbe aprire anche il limite di sessione, che è la parte della registrazione che nessuno compila volentieri.

Il verdetto: è l’operatore che rende meglio per chi segue il calcio italiano, perché il valore della diretta sta nella copertura dei campionati che il pubblico italiano guarda davvero. Chi cerca quote su mercati marginali o su sport non calcistici troverà qui la stessa ampiezza di un operatore generalista, senza il vantaggio dello streaming sulle competizioni che segue.

Betfair: punta e banca, e i mercati che gli altri non hanno

Betfair Italia S.r.l. opera con la concessione ADM n. 16028 sul proprio sito .it, ed è il marchio con il profilo più tecnico dei dieci: un’exchange prima di essere un bookmaker, e bookmaker nella parte di catalogo che affianca l’exchange.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parola «maggiorate» merita una riga di commento: un mercato a quote maggiorate è un mercato in cui l’operatore ha ridotto il proprio margine, cosa che gli permette di farlo, non di regalarlo. È il tipo di prodotto che va confrontato con quello degli altri, non accettato sulla parola.

L’exchange, che è la vera ragione per aprire un conto qui, funziona con regole proprie che si applicano solo a quel gioco. La documentazione dell’operatore riporta, per i conti sull’exchange italiano, un importo minimo di 200 centesimi su una puntata in banca, con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Questa è la differenza strutturale rispetto a una scommessa contro il banco: nel primo caso il margine del bookmaker non c’è, c’è una commissione sul mercato, e il giocatore sta trattando con un altro giocatore.

Il verdetto: questo è il conto che vale la pena aprire per chi ha già chiaro cosa sia una quota e vuole provare a essere la controparte invece del cliente, e la sezione Supercombo è materiale reale per chi confronta i prezzi dei combinati. Per chi cerca la semplicità della schedina classica, il prezzo da pagare in termini di comprensione del prodotto supera il vantaggio.

NetWin: il bonus reale e la soglia bassa

Netwin Italia S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16035 sul proprio sito .it, ed è l’operatore che mette il bonus al centro della propria proposta in modo più esplicito degli altri nove.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 da inserire al primo versamento. Le condizioni sono quelle che si leggono, e ciascuna ha un effetto: il tetto a 50 € su un 100 % significa che per prendere tutto bisogna depositare 50 €, e il minimo di 20 € significa che sotto quella soglia l’offerta non esiste.

Sul bonus pesa anche il tetto generale che vale per le scommesse sportive: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €. Su un bonus da 50 € il vincolo non morde, ed è una considerazione da fare quando si confronta questa offerta con pacchetti più grossi, dove il tetto per scommessa trasforma un saldo alto in un obbligo di più giocate.

La parola «verificato» nelle condizioni è quella da non saltare. Il bonus è riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, quindi la sequenza è deposito, verifica, bonus, non il contrario. Chi crede di poter prelevare subito si scontra con la stessa regola che William Hill esplicita sui propri bonus sport: i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Il verdetto: è l’offerta che vale la pena guardare per chi entra con un budget contenuto e vuole che il primo deposito valga qualcosa, e la soglia di 20 € la rende accessibile. Chi punta cifre più alte troverà il tetto dei 50 € una strettoia, non un vantaggio.

bet365: la visibilità del campionato più guardato

Hillside (New Media Malta) Plc opera con la concessione ADM n. 16030 sul proprio sito .it. È l’unica società della lista con sede a Malta, e questo non cambia nulla per il giocatore — la concessione è italiana e la vigilanza è italiana — ma spiega perché il marchio sia internazionale e il sito no.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul gioco responsabile mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e indica ai residenti in Italia il numero verde nazionale 800 55 88 22.

La partnership con la Champions League è la cosa più interessante della scheda, e non per il motivo che sembra. Un accordo di quel tipo compra visibilità, e la visibilità è esattamente ciò che il decreto Dignità vieta sul territorio italiano — motivo per cui il valore di quell’accordo, per un operatore che serve il pubblico italiano, sta dentro i limiti stretti dell’art. 3, lett. m. Ciò che resta al giocatore è la copertura: ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis accanto al calcio, e l’ippica in Italia non è un mercato minore per caso, è nel comma 1 dell’art. 6.

L’applicazione dello stesso operatore è quella da cui si legge l’elenco completo degli strumenti di gioco responsabile, e le due cose — un partner globale e una pagina di autolimitazione — stanno nello stesso contenitore. Non è un caso, è la forma che il mercato italiano impone.

Il verdetto: per un palinsesto multi-sport con l’ippica trattata come si deve e un’apparato di tutele dichiarato in modo esplicito, questa è una delle proposte più complete della lista. Il nome della società maltese è la prima cosa da capire prima di firmare, perché è quella che compare nei termini e non il marchio.

Eurobet: il palinsesto più largo della lista

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera con la concessione ADM n. 16012 sul proprio sito .it, ed è la società che ne detiene tre: Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. È l’esempio che spiega meglio di qualunque definizione cosa significhi «concessione per sito».

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Gli scacchi e le elezioni sono la parte che nessun altro marchio di questa lista dichiara apertamente, e dicono molto sul tipo di operatore: uno che preferisce avere un mercato in più che non un cliente in meno.

Quella larghezza ha un costo, e non è nascosto. Su un mercato sottile — il reality show, la partita di scacchi — il volume è piccolo e il margine tende ad allargarsi, perché l’operatore deve coprire un rischio che non può distribuire. Chi gioca questi mercati lo sa e li gioca sapendo di pagare un prezzo. Chi apre il conto per il calcio e passa agli scacchi per curiosità sta pagando la curiosità più del calcio.

La concessione multipla è anche un avvertimento pratico. Chi apre un conto qui e decide di cambiare marchio dentro lo stesso gruppo deve sapere che sta parlando di un titolo diverso, con condizioni scritte per quel sito; non c’è nessun automatismo che porta il limite di deposito impostato su un sito all’altro. I limiti che il giocatore sceglie valgono per quel conto di gioco, e chi ne apre un secondo ricomincia.

Il verdetto: è il bookmaker per chi vuole trovare l’evento che non trova altrove — lo scacchi, l’elezione, il reality — e accetta che su quell’evento il prezzo sia meno generoso. Chi resta su calcio e tennis troverà qui quello che trova altrove, con in più la responsabilità di sapere quale dei tre titoli sta usando.

Domande frequenti sulle scommesse con concessione ADM

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta la lista ufficiale dei concessionari, pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La lista riporta il numero di concessione, la società concessionaria e il sito .it autorizzato. Incrociando la riga con il numero che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco, la verifica è completa.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è rilasciata per sito, non per azienda: ogni titolo corrisponde a un indirizzo preciso. Un operatore autorizzato che volesse servire gli Italiani da un dominio diverso starebbe operando fuori dal proprio titolo. Il .it è la prova visibile che quella riga dell’elenco e quel sito sono la stessa cosa.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e collega tutte le piattaforme autorizzate in Italia. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco come le scommesse a quota fissa, dura fino a 270 giorni o a tempo indeterminato, e blocca depositi e nuove aperture di conto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito, su base giornaliera, settimanale o mensile a seconda dell’operatore, accanto a limiti di spesa, ricarica e tempo di gioco. Il concessionario ne applica anche uno proprio, calibrato su età e comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna delle tutele del sistema: niente RUA, niente vigilanza ADM, niente strumenti di autolimitazione obbligatori, niente prelievo fiscale alla fonte. Il sito è soggetto al blocco DNS e all’elenco dei domini inibiti, e l’ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica, al 24,5 % sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra giocate e vincite, cade sul concessionario. Diverso il caso dei siti non autorizzati, dove le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza fiscale.

Quattro percorsi, una sola linea che li separa

Chi arriva a questa pagina cercando AAMS vuole una sola cosa: sapere se il sito che ha davanti è autorizzato. Quella risposta è già data e sta in un elenco pubblico di 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051 e un sito .it per ciascuna. Non c’è niente da interpretare e niente da fidarsi: si apre, si cerca il nome, si controlla il numero nei termini.

Il resto è scelta, ed è la parte che questa pagina ha provato a chiarire. Quattro percorsi possibili — chi confronta i prezzi su mercati difficili, chi vuole la partita in diretta, chi cerca lo sport o l’evento che nessuno copre, chi parte dal bonus e dalla semplicità — e dieci operatori che si distribuiscono lungo quei percorsi in modi diversi e in qualche caso sorprendenti. Sisal che fa della porta d’ingresso il proprio argomento, NetWin che fa del deposito minimo la propria proposta, Betfair che vende un prodotto che non è nemmeno una scommessa contro il banco.

La linea che li separa tutti dagli altri è una sola, e non è una questione di qualità. È il titolo. Un conto aperto presso un concessionario ADM ha il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di autolimitazione che la legge impone, un canale di assistenza obbligatorio, un prelievo fiscale che cade sull’operatore e le vincite che non si dichiarano. Un conto aperto altrove non ha nulla di questo, e in più espone il giocatore a una sanzione che la legge italiana prevede dal 1989 e che l’ADM ha ricordato in un comunicato del 2024 senza giri di parole.

Vale la pena tornare, per un momento, sul numero che questa pagina ha messo in cifre. Cinque euro di costo atteso su ogni cento puntati una volta a settimana su un mercato a due esiti a 1,90 — tra i 250 e i 260 € l’anno su 5.200 € di giocate, come stima di lungo periodo e non come conto della singola domenica. È il prezzo del servizio, e su un sito regolare è un prezzo che si conosce. La differenza tra pagare un prezzo noto e pagarne uno che non si vede sta nella riga dell’elenco.

Il libro, poi, ha due pagine e conviene leggerle entrambe. Il mercato chiuso a bando protegge il giocatore e insieme gli costa: le condizioni fiscali fissate per nove anni, l’imposta unica che resta sulla raccolta a distanza, il divieto pubblicitario che ha reso l’Italia uno dei pochi paesi dove un operatore non può dire il proprio nome davanti a una partita. Chi cerca il bonus più generoso d’Europa non lo troverà qui, e non per sfortuna: per come è costruito il sistema.

Per chi non ha ancora scelto, l’ordine dei passi non cambia qualunque strada prenda. Prima la verifica del titolo, poi il numero di concessione nei termini, poi — prima di versare — i limiti di deposito e di tempo, perché stringerli è immediato e allentarli costa una settimana. L’ultima cosa da guardare non è il bonus in vetrina ma la pagina delle condizioni che lo descrive, che è anche l’unica che nessuno mette in pubblicità.

E se il dubbio a un certo punto smette di riguardare il sito e comincia a riguardare il giocatore, c’è un numero verde, gratuito e anonimo, che non serve a vendere niente: 800 558822. È l’unica riga di questa pagina che non ha un prezzo attaccato.

Prodotto dalla redazione di «Appperandroid».