Scommesse con deposito 2026: il minimo che conta è quello che leggi nei termini

Updated Novembre 2026
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Il primo numero che un giocatore cerca è quanto gli chiedono per aprire il conto. Il secondo, che quasi nessuno cerca prima di versare, è quanto gli chiedono per riprendersi i soldi. Fra i dieci concessionari messi a confronto qui, quella differenza vale molto più della cifra d’ingresso: William Hill parte da 10 € con carta ed e-wallet, ma il prelievo minimo scende a 5 € solo con carte, Skrill, PayPal e Neteller, mentre col bonifico ne servono 30 €. Chi versa trenta euro tramite bonifico e poi ne vince nove si trova un saldo sotto la soglia del metodo che ha scelto, e la regola dell’operatore è che in quel caso si preleva tutto. Le opzioni, insomma, esistono; il punto è sapere quale porta conviene a chi.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
William Hill indica per i depositi con carte di credito e debito un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 € e per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le condizioni di deposito e prelievo verificate sui termini e sulle pagine di assistenza di ciascun operatore e la concessione confrontata con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Liquidazione: come rientrano i soldi e in quanto tempo

Il denaro non torna indietro per la strada che ha fatto per entrare. È la prima cosa da capire di un conto di gioco, e nessun operatore la scrive in grande: un deposito con carta di credito può essere prelevato su un bonifico, una ricarica comprata in tabaccheria non si preleva affatto, e il saldo che resta sotto il minimo del metodo finisce per essere riscattato per intero o non riscattato per niente. La carta d’identità del conto è la stessa persona, il canale del ritorno no.

William Hill mette i suoi numeri nero su bianco e per questo è il caso da cui partire. Le ricariche con carte di credito e di debito partono da 10 € e arrivano a 99.000 €, gli e-wallet partono da 10 €, il bonifico bancario da 30 € con un tetto di 100.000 €. In uscita il quadro si stringe: 5 € è il minimo prelevabile con carte, Skrill, PayPal e Neteller, 30 € con bonifico, e sotto quella soglia il saldo va ritirato tutto insieme. Il verso dell’operazione cambia la tariffa, ed è una scelta dell’operatore, non un vincolo di legge. Chi ricarica 10 € con carta, gioca e arriva a 12 € sta sopra il minimo di prelievo e incassa; chi ricarica 10 € col bonifico, oggi, no.

BetFlag prende un’altra strada e la dichiara: la Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 €, mentre per gli altri metodi di versamento (carte, PostePay, e-wallet, bonifico) l’operatore non indica un importo minimo nella pagina dei versamenti. Un conto così serve a chi vuole provare il prodotto con la prima cifra disponibile in tasca e senza il vincolo di un importo fisso. Serve meno a chi ricarica sempre in tabaccheria con tagli piccoli e poi vuole ritirare subito, perché la taglia del voucher è la taglia del deposito.

AdmiralBet elenca ricariche con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. La parola «gratis» qui regge: nessuna commissione di versamento è dichiarata, e gli strumenti devono portare il nome di chi gioca. Dall’altro lato della barricata, in Italia il bonifico bancario è il metodo più lento e il più caro da gestire per l’operatore, ed è esattamente quello dove i minimi salgono — William Hill chiede 30 € per versare e 30 € per prelevare. Chi ha una carta ricaricabile in mano non ha motivo di usarlo.

Tre operatori hanno legato il conto al punto vendita invece che al canale digitale, e la differenza si sente in cassa. Sisal permette di prenotare le scommesse dall’app e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, con la schedina giocata in negozio che si scansiona per sapere subito se è vincente. Goldbet movimenta il conto con PostePay, PayPal e altri metodi e si apre con le credenziali di Goldbet. Lottomatica accetta fra gli altri PostePay e PayPal su depositi e prelievi, con accesso dall’app tramite username e password. Per chi passa davanti a una ricevitoria ogni giorno è comodo; per chi si aspetta che il prelievo arrivi mentre è ancora in fila, è un’altra faccenda, perché il denaro contante alla cassa e il saldo sul conto di gioco restano due cose distinte.

Poi ci sono gli operatori che hanno costruito il conto intorno all’app e non intorno al bancone. Eurobet lascia consultare le informazioni sul conto di gioco ed effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. bet365 indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, con il conto utilizzabile dal sito o dall’app. Il wallet sul telefono diventa così la via più corta: un tocco, nessun numero di carta da digitare, e la ricarica che si vede comparire sul conto. È il percorso che consiglio a chi gioca spesso e in piccolo; è il percorso sbagliato per chiunque condivida il telefono con qualcun altro.

La scelta, alla fine, si riduce a due domande che non hanno la stessa risposta. Con che cosa verso io i soldi? Con che cosa me li faccio tornare? Solo per un operatore, fra quelli esaminati, entrambe le risposte sono scritte in cifre; per gli altri il minimo di deposito è una voce che si legge nella pagina dei versamenti al momento dell’iscrizione, non una promessa che qualcuno ti ha fatto in anticipo. E il conto alla rovescia comincia dalla verifica dell’identità: senza SPID o CIE il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Un deposito fatto e un prelievo impossibile sono un ottimo modo per scoprire tardi che il documento caricato non bastava.

Criteri e confronto: che cosa distingue un bookmaker dall’altro

Un bookmaker con regolare concessione si riconosce da tre cose, e nessuna delle tre è il logo in home page. La prima è il numero di concessione e la società che lo detiene, che l’operatore è tenuto a dichiarare nei propri termini. La seconda è quello che i suoi stessi termini stabiliscono su minimi, prelievi e verifiche. La terza è la presenza sulla lista pubblica di ADM, che però va letta per quello che è: un elenco di indirizzi .it autorizzati. Un nome in classifica non è una concessione, e una concessione non è una promozione.

Operatore Concessione ADM e concessionario Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale inserito al primo versamento
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. App che copre i principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Conto di gioco consultabile dall’app, con depositi e prelievi effettuabili da iPhone o iPad
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Conto ricaricabile e prelevabile con PostePay, PayPal e altri metodi; accesso con le credenziali di Goldbet
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Limiti di deposito impostabili dal giocatore e assistenza clienti tutti i giorni, 24 ore su 24
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Conto gestibile dall’app con più modalità di ricarica, assistenza disponibile 7 giorni su 7
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Carta di debito, PayPal e Apple Pay fra i metodi di pagamento, con conto usabile da sito e app
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Ricariche online con carta, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Prenotazione delle scommesse dall’app e ricarica o prelievo nel punto vendita più vicino
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. PostePay e PayPal fra i metodi per depositi e prelievi, accesso dall’app con username e password

La colonna centrale è quella che cambia meno, ed è la ragione per cui non merita il peso che il lettore le dà di solito. La concessione viene attribuita per sito, non per azienda, e la società concessionaria porta spesso un nome diverso da quello che si legge su un manifesto: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, che è la stessa società dietro Goldbet. Un solo gruppo, due concessioni, due siti autorizzati. Chi pensa di diversificare il rischio passando dall’uno all’altro sta spostando il saldo dentro la stessa casa.

La colonna di destra, invece, è quella che si legge in modo travisato più spesso. «Termini dell’operatore» non vuol dire condizioni di deposito, e la tabella lo mostra: solo per William Hill esistono cifre di versamento pubblicate su una pagina di assistenza, e solo per BetFlag esiste una scala di tagli precisi per la ricarica. Per gli altri, quello che si legge sono gli strumenti dell’app, la famiglia di metodi accettati, l’assistenza. È materiale utile per capire se il conto si gestisce dal divano o in ricevitoria, non per sapere se il prelievo minimo è 5 € o 20 €.

Ecco perché i criteri che contano davvero sono due e non cinque. Primo: posso ricaricare con lo strumento che ho già in tasca, e a quale importo minimo? Secondo: se il metodo di ricarica e quello di prelievo non coincidono, quanto devo accumulare prima di poter incassare? Su un conto con minimo di prelievo a 30 €, chi gioca multipli da 1 € per passatempo accumula lentamente e si trova a lasciare il saldo fermo per settimane. Su un conto con prelievo minimo a 5 €, la stessa persona incassa quando vuole. La differenza non è nel bonus: è nella meccanica del conto.

Fondamenti: che cosa distingue un deposito su un conto di gioco

Un deposito su un conto di gioco non è un pagamento al bookmaker. È il trasferimento di una somma su un conto che resta intestato a chi lo apre, alimentato con strumenti intestati alla stessa persona, e vincolato dalle regole che il concessionario ha depositato presso ADM. Da qui derivano due conseguenze pratiche che il marketing non mette in vetrina: non puoi versare con la carta di un familiare, e non puoi versare in contanti con la stessa libertà con cui paghi un caffè.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per ottenere il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill serve un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione.

Il contante ha una porta stretta e una data di scadenza. I punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM, la cui iscrizione costa 100 € l’anno — accreditano il conto solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. E non pagano vincite né restituiscono saldo: si versa, non si incassa. Chi pensa di usare il tabaccaio come sportello di cassa scopre qui il limite del sistema.

Quanto costa versare? Nelle condizioni di AdmiralBet non sono previsti costi aggiuntivi sulle ricariche online, e l’indicazione vale per tutti i metodi citati. Per gli altri operatori la gratuità del versamento va letta nella pagina dei versamenti, perché nessuna norma italiana elenca i metodi approvati: quali canali un operatore accetta, e a quali condizioni, lo decide lui. Non esiste un elenco di legge delle «vie giuste» per alimentare un conto.

C’è poi la questione delle criptovalute, che in Italia resta aperta. Fra i concessionari ADM del confronto non esiste una posizione consolidata sul tema, e va detto con chiarezza perché è la domanda che un lettore si pone per primo quando sente parlare di depositi «moderni». L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, da concordare con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Chi versa su un sito senza concessione, quindi, non sta usando una scorciatoia: sta usando un canale su cui nessuno ha ancora fissato le regole.

Il conto, inoltre, non è un libretto di risparmio. Il saldo è denaro del giocatore, ma la sua movimentazione è soggetta alle condizioni del concessionario, e il prelievo è subordinato alla verifica dell’identità. Se il conto non è convalidato entro 30 giorni dalla registrazione, viene sospeso e i prelievi si bloccano. La lezione è semplice: il documento va caricato il giorno stesso, non il giorno in cui si vuole incassare.

Identificarsi prima di versare: SPID, CIE e il conto convalidato

L’apertura del conto è il momento in cui il deposito diventa possibile, e in Italia si fa in tre modi. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, che resta la via con copia del documento. Goldbet accetta anche CIE tramite un fornitore SPID. Chi sceglie la registrazione tradizionale si assume una scadenza: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti sospensione e prelievi bloccati. Chi ha SPID o CIE taglia il problema alla radice e versa lo stesso pomeriggio. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e su questo tutti gli operatori allineano le proprie condizioni.

Normativa: la concessione ADM e quello che non promette

La domanda che apre ogni ricerca su questo tema suona così: esistono siti di scommesse non AAMS con deposito minimo di 5 euro? La risposta utile non è un elenco di nomi, è il meccanismo. Il mercato italiano si regge su concessioni, non su licenze aperte: il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riserva l’offerta a chi vince una gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; il bingo. All’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il bonus Sport-50 di NetWin richiede un deposito minimo di 20 €, con il codice promo SPORT-50 inserito al primo deposito, e vale il 100% del versamento fino a 50 €.

L’ultima gara, quella di settembre 2025, ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La cifra dice da sola quanto sia alta la barriera: quasi sette milioni per aprire, e senza possibilità di rinnovo automatico alla scadenza. Il regolatore è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS come si chiamava prima.

Adesso il punto che genera più confusione, e che vale la pena leggere due volte. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo. Stare sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: quello lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. Un posto in una classifica, poi, non è una concessione: sono due cose diverse, e la seconda si verifica solo sull’elenco di ADM o sul sito dell’operatore, che è tenuto a dichiarare numero e società nei propri termini.

Il quadro ha una zona d’ombra che conviene nominare. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe dell’elenco alla data del 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto: è la fotografia di un elenco pubblico in un giorno preciso. E l’elenco non è l’intero mercato: altri concessionari esistono oltre ai dieci qui recensiti, e l’assenza di un marchio da questo confronto non significa che sia privo di concessione. Le modifiche successive al decreto del 2024 sono, a oggi, ignote.

Sul fronte di ciò che si può giocare, la quota fissa è il prodotto centrale e la legge prevede anche il totalizzatore, ma se qualche marchio online lo offra non risulta. Il palinsesto — definito dall’art. 2, lett. s) come il programma degli eventi e delle tipologie di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM — è l’unico contenitore ammesso: si gioca sugli eventi che stanno lì dentro, e ADM li autorizza uno per uno, come nel settembre 2026 con la Setka Cup. Quali sport e quali tipologie contenga, di volta in volta, non è dato sapere in anticipo. Le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v) e rientrano nella concessione per le scommesse sportive, con la sezione «Virtuali» sulle piattaforme. L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria, e non risulta se qualche marchio li offra online.

Sulle regole del gioco dal vivo il silenzio è più fitto. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM su mercati, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Lo stesso vale per l’exchange: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato, dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo; la documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi a scatti di 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e a quali commissioni non risulta. Sugli eSports, sul tetto di legge alle puntate nelle scommesse sportive e sui contenuti della delibera ADM su scommesse e minori, che richiama il DM 111/2006, non ci sono elementi utili: gli strumenti che vincolano davvero restano i limiti che il giocatore si dà, a partire dal limite di deposito scelto in registrazione.

Siti inibiti, oscuramento e il rischio che ricade sul giocatore

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema che lo contrasta si vede poco perché lavora sotto la superficie. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che non rispettano un ordine di ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello DNS e qualche fornitore arriva in ritardo; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che ricompaiono nel giro di ore. Il verbo che si usa è «oscurati», e descrive bene la natura del provvedimento: la porta si chiude, ma il muro non è mai davvero finito.

Sul lato di chi gioca, la norma è più severa di quanto si immagini. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento contro un giocatore: ma la regola lato giocatore esiste, ed è ADM a formularla. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto onesto sta in una riga. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è descritta come non protetta, e non serve nominare un marchio per dire che il deposito lì dentro è denaro senza rete.

Tutela: il limite di deposito e gli strumenti che restano

Il limite di deposito non è un ostacolo che il bookmaker frappone al giocatore. È lo strumento che il giocatore sceglie, e in Italia è parte della registrazione. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila le tutele: limiti di tempo, di spesa e di perdita autoimposti; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 1, lett. b) è la parte che quasi nessuno legge: il limite non lo decide solo il giocatore, perché il concessionario lo calibra su età e comportamento. La figura del limite che ADM fissa nella gara non è nota.

La meccanica ha un verso asimmetrico, ed è la cosa più importante da sapere su questo tema. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. AdmiralBet lo scrive nei propri termini: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato vale dopo 7 giorni. La frenata vale solo in salita, ed è voluta: nessuno può sbloccarsi da solo a tarda notte.

AdmiralBet si spinge oltre e mette in chiaro anche le finestre dell’autoesclusione. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; ma dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi vuole fermarsi un mese ha oggi una finestra molto più calibrata di prima — e chi si ferma ha bisogno di sapere che, se revocare è possibile solo dopo nove mesi nella forma indeterminata, il calendario non lo aggiusta nessuno.

Il perno di tutto è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. È il motivo per cui l’autoesclusione ha un senso pratico su un conto con concessione: non serve cambiare bookmaker per ricominciare, perché la porta è chiusa su tutta la rete autorizzata. E vale anche il rovescio: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi chi si è autoescluso lì non è protetto da nulla.

Gli strumenti dichiarati dagli operatori vanno letti per quello che sono. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Betsson parla di limiti di deposito impostabili facilmente e di assistenza clienti attiva tutti i giorni 24 ore su 24. SNAI dichiara un’assistenza disponibile 7 giorni su 7. Sono tutele reali e sono anche, in buona parte, tutele che il giocatore deve attivare da solo: un limite che non imposti non esiste.

Il quadro si chiude su un dovere che pochi conoscono e che riguarda chi gestisce il gioco, non chi lo pratica. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che l’operatore non può usare per farsi pubblicità: il Decreto Dignità glielo impedisce, con una eccezione proprio per i messaggi di gioco responsabile.

Requisiti: come funziona il «100 % sul primo deposito»

La parola che vende di più in questo mercato è anche quella che dice meno. «Bonus del 100 % sul primo deposito» non significa che il bookmaker raddoppia quello che versi: significa che ti accredita una cifra pari al versamento, entro un tetto, e che quella cifra è soggetta alle condizioni del conto su cui arriva. Il tetto è la prima cosa da guardare, e due operatori su due la trattano in modo opposto.

Il primo è NetWin, con l’offerta Sport-50: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale inserito al primo versamento. Il secondo è BetFlag, il cui Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Cinquanta euro contro cinquemila. Il tetto di BetFlag è cento volte quello di NetWin, e la differenza non sta nella generosità: sta nel tipo di conto che i due operatori cercano. Un tetto alto serve a chi versa cifre alte; un tetto basso è una promozione dimensionata su un primo deposito da venti euro.

Poi c’è il caso in cui il bonus non è la formula del 100 %, ed è quello che consiglio di leggere per intero. William Hill chiama la sua offerta bonus cash del Benvenuto Sport: per ottenerla serve un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione. Il tipo conta più dell’importo: un bonus cash accreditato come saldo si comporta diversamente da un bonus che si incassa solo dopo aver giocato, ed è la distinzione che il marketing evita di fare. La finestra dei sette giorni è la parte operativa: chi si registra per curiosità un lunedì e versa il venerdì successivo ha già perso l’offerta.

Il terzo modello è quello dell’operatore che lega il bonus alla prima ricarica senza fissare un tetto nella comunicazione consultata. Sisal richiede di essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessuna cifra, nessun tetto dichiarato in pagina: il massimo si scopre in fase di accredito, ed è la ragione per cui questo tipo di offerta va confrontata dopo, non prima.

La distinzione fra «bonus deposito», «bonus del 100 % sul primo deposito» e «bonus senza deposito» è una questione di dove sta il rischio. Il primo e il secondo si aprono con un versamento; il terzo parte da zero e per questo è più raro e più vincolato. La parola «gratis» compare in tutte e tre le formule, e in tutte e tre descrive una cosa sola: il momento in cui il bonus viene accreditato, non quello in cui diventa prelevabile.

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. ADM lo ha ricordato il 28 febbraio 2024 citando la norma per esteso, e AGCOM la fa rispettare con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: per questo non esiste alcun tetto di legge all’importo di un bonus né un limite normativo ai requisiti di rigioco, e ogni numero in materia viene dai termini dell’operatore.

Sul fronte sanzionatorio la partita è aperta. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pende un rinvio pregiudiziale davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla necessità di notifica della norma. Resta proposta, e non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Che cosa lasciano davvero in tasca i requisiti di puntata

Qui va detto con franchezza l’unico numero che i termini degli operatori esaminati non mettono a disposizione: nessuno di essi dichiara nelle pagine consultate un requisito di rigioco in cifre. Nessun multiplo, nessuna quota minima richiesta, nessun tetto alle vincite del bonus. Il silenzio non è una svista: significa che la verifica va fatta al momento dell’iscrizione, leggendo la schermata del bonus prima di confermare il versamento, e che un lettore attento non dovrebbe chiedere a questa pagina quello che deve chiedere alla schermata.

Quello che si può dire con i numeri che ci sono riguarda il tetto, e non è una buona notizia per chi immagina grandi cifre. Su un’offerta da 50 € di tetto, il bonus pareggia il deposito ma non lo moltiplica, e ogni vincita ottenuta con quel credito va riportata alle condizioni che il conto impone sul saldo. Su un’offerta da 5.000 € di tetto, il problema si rovescia: un bonus di quella dimensione difficilmente si incassa con un paio di giocate, e le condizioni che lo accompagnano sono quelle che determinano se conviene davvero. Un tetto alto è un invito a versare tanto; quanto costi accettarlo lo dicono i requisiti, non il tetto.

Vale la pena ricordare un dettaglio che riguarda la puntata minima, perché su questo i numeri esistono. William Hill fissa il minimo di una scommessa singola o multipla a 1 €, il minimo di un sistema a 2 €, e l’importo minimo unitario per colonna a 0,05 €. Il regolamento delle scommesse a quota fissa richiamato nei termini di AdmiralBet fissa la posta unitaria di gioco in cinque centesimi di euro e stabilisce che l’importo minimo per ogni ricevuta di partecipazione non può essere inferiore a 1 €. Chi gioca multipli da 1 € con un bonus attivo sta giocando esattamente al limite, ed è la ragione per cui conviene sapere in anticipo se il bonus si sblocca anche con puntate così piccole.

AdmiralBet aggiunge un’informazione che vale più di un requisito di rigioco scritto male: nei regolamenti dei giochi sono visibili gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa. È l’unico operatore del gruppo che rimanda a un tetto di vincita esplicito, e per chi punta su quote alte è il numero che conta più del bonus.

La tassa, infine, non tocca il conto di chi gioca su un concessionario, e questa è la differenza economica più grossa fra il mercato autorizzato e il resto. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — è pagata dall’operatore, al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la cosa è riportata dalla stampa specializzata, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e in ogni caso conviene consultare un commercialista. Il caso opposto è tutto un altro film: le vincite di un sito non autorizzato o estero, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, sono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, imponibili per l’intero importo percepito senza deduzioni secondo l’art. 69 del TUIR, con la lettura pratica di nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

NetWin: il bonus dai numeri scritti in chiaro

NetWin entra in questo confronto con il bonus sul primo deposito più esplicito del gruppo e il tetto più basso. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale inserito al primo versamento. Tre informazioni in una riga: quanto serve versare, quanto arriva, e che senza la verifica del conto l’offerta non si attiva. Il conteggio in tasca è quello che è — venti euro perché l’offerta esista, cinquanta come massimo accredito — e il tetto basso è anche un tetto alle aspettative.

La concessione è la numero 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su un sito .it proprio. Sul resto la tabella non aggiunge nulla, e la ragione è semplice: per questo operatore i termini non pubblicano i minimi di deposito e prelievo nella documentazione consultata. Un conto senza cifre dichiarate in uscita è un conto su cui la domanda giusta da fare prima di versare è una sola: con quale strumento ricarico e con quale ritiro. La risposta va cercata nella pagina dei versamenti, non nel bonus.

Il bonus reale con verifica obbligatoria è il modello che premia chi ha già deciso di giocare con criterio, e non chi apre il conto per curiosità. Il tetto a 50 € dice che l’operatore non sta comprando versamenti grossi: sta comprando un primo deposito medio, verificato, fatto da qualcuno che ha già scelto di restare. Se il tuo primo deposito previsto è di venti o trenta euro, questa formula è dimensionata su di te.

Planetwin365: palinsesto largo, conto sulle spalle dell’app

Planetwin365 porta nel confronto la copertura più ampia e la descrive con nomi propri: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È l’elenco più dettagliato del gruppo, e per chi gioca campionati minori o sport non calcistici è il dato che pesa più di qualunque bonus.

La concessione è la numero 16007, di Pwo S.p.a., su sito .it proprio. Il resto — minimo di deposito, metodi, tempi di prelievo — non compare nella documentazione consultata, e anche qui la verifica va fatta sui termini dell’operatore. Il conto lo si gestisce dall’app, che è il canale su cui questo marchio ha costruito l’esperienza.

Il palinsesto largo ha un costo che non si vede: più eventi significano più margini diversi all’interno dello stesso prodotto, e la quota su un campionato secondario è quasi sempre meno generosa di quella sul derby di Serie A. La copertura è un argomento a favore di chi cerca un mercato specifico, non di chi cerca il prezzo migliore in assoluto.

Eurobet: il conto che vive dentro il telefono

Eurobet fa una cosa sola nella documentazione consultata, ma la fa bene: dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Non è un dettaglio di comodo. Un conto che si gestisce interamente da mobile significa che il momento fra «voglio ricaricare» e «sto giocando» è di pochi secondi, e che il prelievo non richiede di aprire un computer.

La concessione è la numero 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su sito .it proprio. Sui metodi accettati e sui minimi, i termini non dicono nulla nella documentazione consultata: chi apre il conto qui deve aspettarsi di scoprire la lista dei pagamenti nella pagina dei versamenti, e conviene farlo prima di scegliere lo strumento, non dopo.

La comodità del prelievo da telefono è un argomento a doppio taglio, e vale la pena dirlo senza girarci intorno: un conto che si ricarica in tre secondi è un conto che si ricarica anche alle due di notte, quando il limite di deposito impostato in registrazione è l’unica cosa che frena. La scorciatoia è reale; la responsabilità di usarla è di chi la usa.

Goldbet: PostePay, PayPal e la ricevitoria dietro l’angolo

Goldbet costruisce il conto su due gambe: il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it. La coppia PostePay-PayPal copre due profili molto diversi, quello di chi ha una prepagata e non vuole esporre la carta principale e quello di chi tiene il saldo nel wallet, ed è una scelta di metodi più azzeccata della media per chi non ha un conto corrente da dedicare al gioco.

La concessione è la numero 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su sito .it proprio. Sui minimi e sui tempi la documentazione consultata non aggiunge cifre: la verifica dei limiti di versamento e prelievo resta da fare sui termini, con l’avvertenza che PostePay e PayPal non è detto condividano la stessa soglia.

C’è una nota che vale per chi confronta: la stessa società, Goldbet Better Organization Italy, detiene anche la concessione numero 16010 su cui opera Lottomatica. Due marchi, due siti autorizzati, un solo concessionario. Se l’obiettivo è distribuire il saldo su soggetti diversi, questo è il punto in cui il piano salta, perché PostePay e PayPal non cambiano l’intestatario della concessione.

Betsson: limiti di deposito in evidenza e assistenza continua

Betsson mette in vetrina esattamente quello che gli altri trattano come una nota legale: l’indicazione per i giocatori della possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito, con un servizio clienti disponibile tutti i giorni 24 ore su 24. Messa accanto alla scadenza dei sette giorni per alzare un limite, la «facilità» è solo la metà della storia, perché il freno resta in salita.

La concessione è la numero 16027, intestata ad Azzurri Limited, su sito .it proprio. Sui metodi di pagamento e sui minimi di deposito la documentazione consultata non dice nulla: il conto va aperto sapendo che la lista dei versamenti va letta nei termini, e che il canale di assistenza è il posto in cui chiedere prima di versare se un metodo è accettato.

L’assistenza 24 ore su 24 è la cosa che conta meno finché va tutto bene e la più preziosa quando un prelievo è fermo. Per un conto su cui si muovono cifre piccole e frequenti vale poco; per chi fa prelievi consistenti è il tipo di servizio che si apprezza una volta e basta.

SNAI: il conto si gestisce dall’app, il resto si chiede allo sportello

SNAI lascia all’app il governo del conto: si gestisce da lì, con più modalità di ricarica, e la società indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. La concessione è la numero 16032, di Snaitech Spa, su sito .it proprio, e il marchio è fra i più radicati nella rete fisica italiana, il che per un conto di gioco significa una cosa concreta: la possibilità di chiarire di persona quello che una pagina di assistenza spiega male.

Sui metodi di deposito e sui minimi la documentazione consultata non porta cifre, e la conseguenza pratica è che il versamento va pianificato leggendo i termini prima dell’iscrizione. La varietà delle modalità di ricarica è dichiarata ma non dettagliata; chi ha uno strumento specifico in mente — una prepagata, un wallet — farà meglio a verificarlo prima, non dopo aver aperto il conto.

Sette giorni su sette di assistenza sono un impegno più ampio della media, ma non dicono nulla sui tempi di accredito di un prelievo, che restano la variabile vera. Un conto che si gestisce comodamente dall’app e un prelievo che richiede una telefonata sono due cose che convivono bene; sono anche due cose che conviene conoscere prima.

bet365: pochi metodi, tutti digitali

bet365 sceglie la strada opposta a quella dei marchi legati alla rete fisica: fra i metodi di pagamento indica carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. Tre canali, tutti digitali, tutti immediati. Chi paga col telefono o col wallet ha finito prima di aprire il portafoglio; chi ha solo una prepagata o vuole versare in contanti non trova qui la sua strada.

La concessione è la numero 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. Sui minimi di deposito e di prelievo la documentazione consultata non riporta cifre per questo operatore — un punto che va verificato nei termini, perché è da lì che dipende se il saldo residuo si può ritirare o resta sotto soglia.

Sulla tutela il marchio dichiara più degli altri: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Mettere un numero di aiuto accanto al pulsante di deposito è la cosa più utile che un operatore possa fare, e conviene prenderla come quello che è: l’ammissione che il rischio esiste.

AdmiralBet: ricariche senza costi, limiti in chiaro, autoesclusione riformata

AdmiralBet è l’operatore che scrive più cose e le scrive meglio. Le ricariche online — con i metodi elencati sopra — non prevedono costi aggiuntivi, e gli strumenti devono essere intestati al cliente. Il catalogo copre sia chi ha una carta sia chi vive di wallet, e la gratuità dichiarata è un vantaggio misurabile: su versamenti piccoli e frequenti, una commissione anche minima pesa più di un bonus.

Sul fronte dei limiti il marchio non lascia spazio a interpretazioni. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chiedere il limite in fase di apertura, e non lasciarlo facoltativo, è una scelta editoriale dell’operatore che pochi fanno: il conto nasce già con le briglie.

Poi c’è la parte che in questo confronto non ha eguali: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Nessun altro operatore del gruppo dettaglia così le finestre dell’autoesclusione, ed è l’informazione che serve a chi vuole darsi una scadenza e non solo una promessa.

Nei regolamenti dei giochi AdmiralBet rende visibili gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa. Il regolamento delle scommesse a quota fissa richiamato nei termini fissa la posta unitaria in cinque centesimi di euro e stabilisce che l’importo minimo per ogni ricevuta di partecipazione non può essere inferiore a 1 €. Due numeri che raccontano un conto pensato anche per chi punta poco: cinque centesimi per colonna è una soglia che quasi nessun appassionato di multipli raggiunge.

La concessione è la numero 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., su sito .it proprio. Manca, fra le cifre dichiarate, il minimo di prelievo: è la lacuna che chi apre il conto qui deve colmare leggendo i termini, specie se ha intenzione di prelevare spesso e in piccolo.

Sisal: la ricevitoria come sportello del conto

Sisal costruisce il conto intorno alla rete fisica più di qualunque altro marchio del confronto. Dall’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. La scansione è il dettaglio che rivela la filosofia: il digitale non sostituisce il negozio, lo controlla.

La concessione è la numero 16020, di Sisal Italia S.p.a., su sito .it proprio. Il deposito con ricarica si compra in ricevitoria e si versa al banco, il che rende questo conto l’opzione più concreta per chi vuole gestire il gioco in contanti e non vuole tenere la carta collegata. Sul bonus di benvenuto Sisal è esplicito sul percorso e generico sull’importo: serve essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Chi ricarica al banco deve però tenere a mente il limite dei punti vendita ricariche: si versa, non si incassa. Le vincite passano dal conto, non dalla cassa, e il prelievo segue le regole del canale scelto online.

Lottomatica: due wallet, un solo concessionario

Lottomatica mette in evidenza PostePay e PayPal fra i metodi accettati per depositi e prelievi, oltre ad altri, con accesso dall’app tramite username e password. È la stessa coppia di Goldbet, e non è una coincidenza: la concessione numero 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che detiene la numero 16009 su cui opera Goldbet. Due siti autorizzati, un concessionario solo.

Sui minimi di versamento e prelievo la documentazione consultata non offre cifre, e la verifica resta sui termini. La scelta di appoggiarsi a due wallet molto diffusi in Italia è però una scelta di accessibilità: PostePay è lo strumento di chi non vuole collegare il conto corrente, PayPal quello di chi tiene già il saldo nel wallet.

Il punto che decide, per questo marchio, non è il catalogo dei metodi ma la struttura societaria. Chi apre conti su Goldbet e Lottomatica per «diversificare» non ha diversificato nulla: ha distribuito il saldo su due siti dello stesso concessionario, soggetti allo stesso titolare della concessione. Il catalogo dei wallet, in quel caso, è la parte superficiale della faccenda.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste un elenco di legge. Ogni concessionario decide quali canali accettare: AdmiralBet elenca i suoi metodi senza costi aggiuntivi, bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay, William Hill carta, e-wallet e bonifico. Le liste stanno nei termini di ciascun operatore.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e AdmiralBet chiede anche il limite di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il valore che ADM fissa nella gara non è noto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: che il sito offra scommesse sportive lo mostra il palinsesto dell’operatore.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età minima è 18 anni, e il gioco è vietato ai minori. All’apertura si identifica il titolare del conto di gioco: BetFlag rimanda a SPID e CIE accanto alla registrazione classica con documento, e senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario. Diverso il caso di un sito non autorizzato: secondo l’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €. In una multipla le quote si moltiplicano fra loro e formano un prezzo unico. Il margine del bookmaker vive dentro quella quota e non compare mai sul tagliando.

Scritto dal team di «Appperandroid».