Scommesse sul basket 2026: un canestro da 1,85 non ti paga il prezzo vero
3 Novembre 2026 — Verifica delle concessioni e delle condizioni contrattuali sul registro ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sui termini pubblicati dagli operatori.

Il basket non è il calcio, e chi scommette sul basket lo scopre in fretta pagando di più. Non per avidità di qualcuno: per la forma stessa degli eventi. Un campionato di pallacanestro produce decine di partite a settimana, ma il volume che gli italiani ci mettono sopra è una frazione di quello che finisce su una giornata di Serie A, e il bookmaker non fa nulla di diverso da chiunque compri all’ingrosso: su un mercato sottile il ricarico sale, la forbice tra la quota di chi vince e quella di chi perde si allarga, e il prezzo che leggi sul palinsesto è già il risultato di quella forbice. Capirlo prima di cliccare vale più di qualsiasi pronostico, e in Italia vale ancora di più perché il mercato legale ha regole proprie, una tassa propria e una vigilanza che non assomiglia a quella dei siti .com che compaiono in ricerca. Qui si prova a mettere in fila il costo reale di una giocata sul basket: la concessione, la quota, il margine, la tassa, quello che una promozione chiede di rigiocare, i limiti che ti poni tu, l’autoesclusione che ti blocca e i soldi che tornano sul conto. Non è la strada per indovinare chi vince la prossima partita, e nessuno può dirtelo. È la strada per sapere quanto paghi mentre ci provi.
Indice dei contenuti
- Concessione ADM: il timbro che nessun confronto può sostituire
- Gioco responsabile: gli strumenti che ti costano qualcosa il giorno dopo
- Pagamenti: dove finisce la giocata e quando torna
- Live e cash out: la quota che si muove mentre la guardi
- Pronostici e metodo: cosa resta quando l’algoritmo non esiste
- Tipi di giocata e quote: 1X2, handicap e il resto
- Sport e tornei: un calendario che sa di basket
- La classifica: dieci concessionari, un solo metro
- I dieci operatori, uno per uno
- Quello che dice la legge sulla pubblicità: la promozione non è una vendita
- Tasse e siti senza concessione: il conto finale per chi gioca
- Domande frequenti sulle scommesse sul basket
Concessione ADM: il timbro che nessun confronto può sostituire
Ogni volta che leggo una classifica di bookmaker in cui la colonna «sicurezza» è compilata a stelline, mi chiedo cosa esattamente stiano contando. In Italia la sicurezza non è un punteggio: è un numero di concessione stampato nei termini dell’operatore e verificabile in un elenco pubblico. Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritto «ADM (ex AAMS)» la prima volta e poi semplicemente ADM; il mercato, per abitudine, continua a dire AAMS, e la confusione tra i due nomi è innocua solo perché indicano lo stesso ufficio in due stagioni diverse della sua vita.

La norma che tiene insieme tutto è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono concessioni aperte a chiunque le chieda: sono concessioni attribuite per gara pubblica, e l’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione — alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. Il comma 3 fissa il tetto temporale: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara stessa (comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto: un concessionario ha comprato il diritto di stare sul mercato italiano per quasi un decennio, e la cifra che ha speso è un costo che prima o poi esce dal margine delle sue quote. Non è cinismo, è aritmetica industriale — e spiega perché su un mercato come il basket la forbice non si stringe per gentilezza.
Perché la concessione è per sito e non per società
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e la stessa intestazione societaria compare su più concessioni. La conseguenza pratica è che la concessione è per sito, non per azienda, e che il nome commerciale che vedi in home page quasi mai coincide con il concessionario. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica e Goldbet a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy), Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi vuole verificare deve leggere la riga di licenza nei termini, non il logo.

C’è poi il punto che manda all’aria il modo in cui si legge di solito un confronto: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Stare nell’elenco, quindi, non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, con il suo palinsesto. Un nome in classifica non è una concessione, e una concessione non è un’offerta di basket. Sono tre cose diverse e le ho viste trattate come una sola in più pagine di quante vorrei ricordare.
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Emendamenti successivi al decreto del 2024 non risultano noti. Su questo punto preferisco essere esplicito: l’elenco fotografa un giorno, e le verifiche di questo tipo hanno senso solo se le rifai.
Cosa si può scommettere, e cosa decide il palinsesto
Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede accanto ad essa il totalizzatore, cioè la scommessa a monte premi; se poi qualche marchio online offra davvero totalizzatori sportivi, non lo so, e chi lo afferma dovrebbe mostrare la voce a listino. L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La regola che conta è una sola: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e questo è il motivo per cui la disponibilità di un torneo esotico non è mai una questione di coraggio editoriale del bookmaker ma di autorizzazione arrivata o non arrivata. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’articolo 2, lettera v): sono gli eventi generati dal computer — sportivi, ippici e altri — mostrati con animazione o con la ripresa di un evento reale pre-registrato, e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori vivono lì. Le corse dei cavalli, invece, sono due cose diverse nella legge e vale la pena tenerle separate: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — hanno una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h). Se un marchio prenda totalizzatori di ippica nazionale online non è dato sapere, e non è una domanda oziosa per chi gioca anche lì.
Sul live la copertura è larga e la trasparenza scarsa: ogni grande operatore offre «Live», ma le regole ADM sui mercati in-play, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sui guadagni del giocatore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario; Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non lo so, e questo è uno dei pochi punti in cui il silenzio pesa in modo sospetto.
Un cenno per completezza, perché prima o poi qualcuno lo chiede: esiste un provvedimento dirigenziale ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, e il suo contenuto non è noto; sugli esports nel palinsesto non risulta nulla. Quanto a un tetto statutario in euro alle puntate sportive, non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
La concessione vale per chi gioca: cosa cambia e cosa no
Il valore pratico della concessione per chi scommette sul basket sta in tre cose e in una sola esclusa. Nella prima: il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche le sale sul territorio, e questo funziona solo se l’operatore è collegato al registro. Nella seconda: la vigilanza ADM, con l’obbligo di condizioni contrattuali approvate e di strumenti di limite, che un sito estero non ha. Nella terza: una sede legale italiana per far valere un diritto, che non è un dettaglio per chi ha un conto bloccato o un prelievo contestato. Quello che la concessione non fa è rendere equa la quota: il margine resta quello che è, e il timbro ADM non lo abbassa di un centesimo.
Gioco responsabile: gli strumenti che ti costano qualcosa il giorno dopo
Chi scommette sul basket con regolarità finisce per scoprire che il vero avversario del proprio bilancio non è il bookmaker. È la frequenza. Una partita di basket si gioca in due ore, un campionato ne offre a decine, e la distanza tra una giocata e la successiva è talmente breve che la disciplina di cassa si consuma prima del pronostico. La legge italiana lo ha messo per iscritto all’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, e l’elenco è meno formale di quanto sembri: alla lettera a) gli autolimiti di tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa dell’attività; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Sull’età la regola è netta: diciotto anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, senza sfumature.
L’identificazione è la parte che manda su tutte le furie chi ha fretta, ed è anche quella che protegge. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e, accanto, le procedure con SPID, con CIE o con SPID tramite un fornitore. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. BetFlag, per dirne uno, rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Trenta giorni sembrano tanti finché non ti servono le prime ventiquattro ore.
Il limite di deposito: chi lo abbassa non lo rialza in fretta
C’è un passaggio che vale più di ogni avvertimento, ed è l’asimmetria tra ridurre e aumentare. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione; una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: ridotto vale subito, aumentato dopo 7 giorni. La figura del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara di concessione non è nota.
Vale la pena dirlo senza girarci intorno: il limite è l’unico strumento della pagina che agisce direttamente sulla spesa, invece che sul comportamento che ci porta. Un limite di deposito settimanale scelto la domenica sera in un momento di lucidità è più utile di dieci letture sui rischi del gioco. E il ritardo di sette giorni per alzarlo è progettato esattamente per chi, dopo tre sconfitte, decide che il limite era troppo stretto.
Autoesclusione e RUA: quando il blocco è tuo, non del sito
Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018 — è l’unico strumento di questa sezione che ti segue da un operatore all’altro invece di fermarsi al primo. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa specializzata riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e che periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano. L’articolo 15, comma 1, lettera e) chiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.
Il punto che nessuno mette in vetrina è l’altro lato della medaglia: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non è protetto da nulla. L’autoesclusione è un impegno che vale quanto la larghezza della rete che lo sostiene, e la rete ADM non si estende fuori dal perimetro dei concessionari.
Sull’informazione c’è un obbligo preciso (art. 15, comma 2): ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra curiosa da leggere: un budget di comunicazione obbligatorio, e nessuno che possa dire che è pubblicità.
Pagamenti: dove finisce la giocata e quando torna
Da dove entrano i soldi
In Italia il tema dei pagamenti ha una regola che quasi nessuno conosce e che vale la pena stampare: i punti vendita ricariche. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 li disciplina, ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi possono alimentare il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Le stesse strutture non possono pagare vincite né prelevare saldo. Iscriversi al registro costa 100 € l’anno. Chi pensa di usare il tabaccaio come sportello di prelievo ha sbagliato indirizzo, e il limite di 100 € settimanali in contanti chiude una porta che in molti immaginano aperta.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Se la norma arriverà, il costo per il giocatore non sarà il conto ma la ricarica, come sempre.
Con quanti soldi vai a dormire
Sulla velocità di accredito c’è una differenza che questo confronto non può quantificare in ore, e non è un’omissione da poco: nessuna delle schede della lista porta un tempo di prelievo misurato. Quello che si può dire è di sostanza diversa e più utile. Il prelievo passa per l’identificazione del conto, e finché quella non è completa — il caso senza SPID con validazione entro 30 giorni — non esce nulla. Poi passa per il metodo: una ricarica in contanti al tabaccaio e un prelievo su carta non sono lo stesso percorso, e il tratto che rallenta di più è quasi sempre la catena carta-pagatore-istituto, non il bookmaker. Chi gioca sul basket con puntate piccole e frequenti lo scopre in modo fastidioso: un prelievo da 20 € può costare più pazienza di una sconfitta.
Ogni limite specifico di importo, orario o metodo di prelievo va letto nei termini del singolo operatore. Nessuno dei profili di questo elenco riporta cifre di prelievo, e inventarne una per far quadrare una tabella sarebbe il modo più rapido per scrivere una pagina da buttare.
Live e cash out: la quota che si muove mentre la guardi
Come funziona una giocata in-play
Le scommesse live su basket sono, in pratica, una scommessa sulla lettura di una partita che sta accadendo. La quota si muove con il punteggio, con i falli, con il ritmo, con un infortunio, e il tempo che hai per decidere è la durata di un’azione. Questo è il motivo per cui il live è la sezione più costosa del palinsesto, e non solo in termini di disciplina personale: i mercati in-play sono quelli in cui il ricarico tende a essere più alto, perché il bookmaker aggiusta il prezzo a ogni cambiamento senza avere il tempo di aspettare che il mercato si stabilizzi da sé.
Il quadro regolatorio, al solito, è incompleto. Ogni grande operatore offre «Live», ma le regole ADM sui mercati in-play, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Quello che si può osservare sono le funzioni dichiarate dagli operatori, e lì il quadro è ricco: Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di partite di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. NetWin offre live score sui centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Sono funzioni operative, non garanzie di prezzo.
Il regolamento del live, quello che sta scritto e quello che manca
Il regolamento interno di un operatore disciplina il live con una logica che è sempre la stessa e che vale la pena capire prima di trovarcisi: la quota accettata è quella registrata al momento della conferma, l’evento deve essere ancora in corso, e i mercati si chiudono quando l’esito è già determinato. Nel basket, dove un canestro da tre può arrivare a due secondi dalla sirena, la finestra tra una giocata valida e l’altra è più stretta che in qualsiasi altro sport. Chi ha giocato un «Under/Over» negli ultimi trenta secondi di un quarto sa cosa intendo.
Il cash out è la funzione che risponde a questa compressione, e Sisal e SNAI la dichiarano: permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È anche la funzione più sopravvalutata del palinsesto. L’importo che ti viene offerto per chiudere non è la quota che hai giocato meno un piccolo disturbo: è un prezzo costruito dal bookmaker per quel preciso momento, con il suo margine dentro, e ogni volta che accetti stai vendendo un’esposizione al prezzo di chi la compra. Qualche volta conviene, e conviene davvero; il problema è che «qualche volta» è esattamente il numero di volte che il bookmaker calcola meglio di te.
Cosa costa restare dentro fino alla sirena
Il profilo di chi scommette in-play sul basket si compone di due tratti che si pagano in modo diverso, e vanno tenuti distinti. Il primo è la frequenza: più giocate significano più volte il margine ti passa sopra, e con puntate da 2 € il costo è psicologico più che economico, con puntate da 50 € diventa la voce principale del bilancio di un mese. Il secondo è la tentazione del live come recupero: chi chiude una partita in perdita e ne apre un’altra subito dopo non sta diversificando, sta raddoppiando il prezzo della prima giocata. Su un campionato con partite ogni sera quella tentazione ha un calendario, e il calendario è il vero regolamento del live.
Pronostici e metodo: cosa resta quando l’algoritmo non esiste
Perché nessuna formula prevede un canestro
Ogni tanto arriva qualcuno a raccontarmi che ha trovato l’algoritmo per il basket. Il basket è dello sport più leggibili statisticamente, quindi la promessa è credibile, ed è per questo che fa più danni del solito. La verità è meno elegante: ogni quota già contiene la previsione, e la contiene meglio di quanto possa fare un foglio di calcolo fatto in casa, perché dietro c’è un reparto che vede più dati di te e aggiorna il prezzo ogni volta che cambia qualcosa. Un metodo che non spieghi perché il mercato sbaglia quella partita specifica non ha un vantaggio, ha una sensazione.
Detto questo, esistono cose che il mercato non ti dà e che puoi fare da solo, e non hanno niente a che vedere con le previsioni. La prima è la contabilità: sapere quanto hai giocato e quanto hai perso in un mese, non in una serata. Su un campionato che gioca tre volte a settimana è il tipo di informazione che cambia la testa prima che il bilancio. La seconda è la copertura: giocare sempre lo stesso mercato, che sia l’esito o il totale punti, significa accumulare una comprensione dei prezzi che un palinsesto disperso non produce. La terza è la quota minima sotto la quale non scendi: su un mercato a due esiti, ogni punto di quota in meno è margine in più per il bookmaker, e la soglia va decisa a freddo, non sul singolo evento.
Cassa, non ricette
La gestione della cassa è l’unico capitolo di questa sezione che abbia un contenuto misurabile, ed è il meno venduto. Una cassa di gioco è un importo che accetti di perdere per intero senza che cambi niente nella tua vita, e la puntata è una frazione di quell’importo, non una frazione della speranza di recuperarlo. Il suggerimento più utile che posso dare è quello di calcolare il costo del volume: dieci giocate da 10 € su un mercato con un margine intorno al 5 % costano in media circa 5 € di ricarico, che si vinca o si perda. È un numero piccolo, ed è esattamente il motivo per cui nessuno lo guarda: su cinquanta giocate al mese la cifra diventa il prezzo di due o tre cene.
Sui «consigli» gratuiti e sulle tendenze, la posizione è semplice. Una statistica descrive il passato, e le squadre di basket cambiano forma più in fretta di quanto cambi una quota: un dato sulle ultime cinque partite vale quanto la sua data. Chi propone un sistema «sicuro» vende una cosa che non esiste; chi ti mostra un rendimento e non ti mostra i prelievi e la cassa iniziale ti sta mostrando una parte.
E il rigioco di una promozione non è un metodo
Un punto che metto qui, perché è il posto in cui fa meno male leggerlo: i requisiti di puntata non sono una tassa occulta sulle vincite, sono la condizione per ricevere un bonus. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Su cosa si spenda e a quali condizioni lo decide ogni operatore nei propri termini, e la riga più importante è sempre la quota minima che conta. Sopra quella soglia i requisiti si accumulano con velocità che i bonus piccoli non giustificano, e sotto quella soglia non contano affatto.
Tipi di giocata e quote: 1X2, handicap e il resto
Un vantaggio è sempre lo stesso vantaggio
La parte più utile di questa sezione è che il basket non ha uno schema di mercati esotico come sembra. Un 1X2 su una partita di pallacanestro è un’occhiata alla durata dell’incontro: nei campionati europei e nelle competizioni internazionali, dove non esistono i pareggi, il mercato «1X2» copre il risultato alla fine del tempo regolamentare, e i tempi supplementari valgono come un esito a sé. Un handicap di 5,5 punti sposta il risultato finale, e la mezza unità esiste per rendere impossibile il pareggio sulla linea: sul basket si usa quasi sempre il mezzo punto, più che nel calcio, perché i punteggi sono alti e il pari sulla linea è statisticamente più probabile. Un totale punti è la somma delle due squadre. Un mercato senza pareggio — che nelle lingue dei bookmaker si trova come «draw no bet», il rimborso in caso di pareggio — non ha molto spazio in uno sport in cui il pareggio, entro i tempi regolamentari, è raro.
Il modo di giocare questi mercati cambia il costo. La giocata a quota fissa su un singolo mercato ha un prezzo chiaro: la forbice tra le due o tre quote la pubblica il bookmaker e la paghi subito. La giocata in combinazione è la voce in cui il costo si nasconde meglio, perché i margini si compongono. Un conto è comprare due quote, un conto è comprarle insieme, e il risultato è che la quota della combinazione ti ripaga meno di quanto il prodotto delle due singole lascerebbe sperare. È il motivo per cui il «combo» è la giocata più pubblicizzata e la meno generosa.
Molti operatori impacchettano le combinazioni con nomi propri. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. L’app NetWin propone mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Nessuno di questi nomi cambia la matematica della combinazione; cambia solo quanto spesso ci si gioca.
Quanto trattiene il bookmaker, in un numero
Ecco il passaggio che vale più di tutto il resto della pagina, perché è l’unico che ti permette di misurare il prezzo di un mercato da solo. Il margine del bookmaker è la parte che resta al banco su ogni unità puntata, e si ricava dal payout, cioè dalla quota di puntate che quel mercato restituisce nel suo complesso. La formula è nota agli operatori e quasi mai ai giocatori: il payout è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote dello stesso mercato, e il margine è il 100 % meno quel payout. Su tutte le quote di un mercato, non su una.
Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo che trovi in palinsesto. La somma degli inversi vale 1 divisa 1,90 più 1 divisa 1,90, cioè circa 1,0526. Il payout è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95,0 %. Il margine è il 100 % meno 95,0 %, quindi circa il 5,0 %. Detto in modo più utile: quel mercato restituisce in media intorno al 95 % di quanto viene puntato su di esso, e si tiene intorno al 5 %, e il condizionale è d’obbligo perché la percentuale dipende dal mercato scelto e non da un listino generale. Sul basket, dove i volumi sono più sottili di quelli del calcio, un margine costruito così è un’ipotesi generosa: gli stessi due esiti possono arrivare a 1,85, e lì il payout scende sotto il 93 % e il margine sale sopra il 7 %. La forbice tra 1,90 e 1,85 sembra una questione di dettagli; su mille euro di volume è una differenza di decine di euro, che è il modo più concreto di misurare un «miglior bookmaker».
Leggere un prezzo che non è ancora un prezzo
Due abitudini rendono leggibili le quote. La prima: guarda un mercato intero, non una quota. Una quota alta su un esito e bassa sugli altri due può essere un’occasione o una trappola, e l’unico modo di distinguerle è confrontare la somma degli inversi con il numero di esiti. La seconda: separa il prezzo dal racconto. Un mercato «speciale» con nomi di fantasia può avere un margine molto più largo di un 1X2 noioso, e la fantasia costa. Su una competizione molto seguita, tipo le grandi sfide NBA in orario italiano, la forbice tende a essere più stretta perché arrivano più giocate; su un campionato minore a orario infelice, il prezzo raramente è gentile.
E poi c’è la domanda che nessun operatore mette in home page: quel margine non è solo il compenso del bookmaker, dentro ci sta anche il regime fiscale. La tassa italiana sulle scommesse sportive a quota fissa è l’imposta unica di cui al D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa specializzata; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano 43 % e 47 %; gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se il credito bonus entri nella base imponibile non è dato sapere.
Sport e tornei: un calendario che sa di basket
Le regole di una partita
Il basket ha un vantaggio sulle altre discipline quando si scommette: è un gioco governato da numeri piccoli e verificabili. La pallacanestro è stata inventata da James Naismith nel 1891 a Springfield, nel Massachusetts, e la prima partita è datata 21 dicembre 1891. Ogni squadra schiera cinque giocatori alla volta, con sostituzioni illimitate durante le interruzioni. Un canestro dal campo vale 2 punti, o 3 se tirato da oltre la linea dei tre punti, e un tiro libero vale 1 punto. Il canestro è a 10 piedi, cioè 3,05 metri, dal campo a quasi tutti i livelli di competizione. Le partite NBA si compongono di quattro quarti da 12 minuti, quelle FIBA di quattro quarti da 10 minuti, e i tempi supplementari durano cinque minuti.
Non sono nozioni da enciclopedia messe lì per fare volume: sono la ragione per cui i mercati del basket funzionano come funzionano. Il possesso è breve, i punti arrivano a grappoli, e un handicap di 6 punti su una partita che si decide negli ultimi due minuti è una linea che si muove in modo molto diverso da un handicap calcistico. Il basket maschile è entrato per la prima volta alle Olimpiadi di Berlino 1936, quello femminile nel 1976, e il basket 3×3 è disciplina olimpica dal 2020: un formato, quello del 3×3, che è un gioco quasi diverso da quello a cinque, e che a listino non si comporta allo stesso modo.
Il basket nei palinsesti degli operatori
Nessun operatore fuori dai dieci in lista regge un confronto sul numero di eventi basket, e non è una classifica di merito: è che i grandi polmoni del prodotto raccolgono tutto. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
Il basket, in questo elenco, c’è sempre e non è mai il protagonista. È la posizione tipica di un mercato che il bookmaker tiene in listino per completezza e su cui calibra il margine con un occhio al volume atteso, che è esattamente il motivo per cui la pazienza sui prezzi conta più che sul calcio. Su un torneo internazionale molto seguito la quota è lavorata bene; su un campionato minore di una sera di metà settimana paghi la copertura.
La classifica: dieci concessionari, un solo metro
Con quali misure li ho guardati
Nessuna di queste dieci schede è un pronostico, e nessuna è un invito ad aprire un conto: è un confronto tra operatori che risultano concessionari ADM al 25 ottobre 2026, con un numero di concessione, un sito .it e una manciata di fatti verificabili sul prodotto sportivo. I criteri sono quattro e li dichiaro tutti. Primo: la concessione, che è la condizione di partenza e non un punto a favore, e che va letta per sito e non per società. Secondo: la presenza del basket nel palinsesto dichiarato, anche quando è una riga tra le altre. Terzo: le funzioni che costano al giocatore — live, cash out, streaming, tipologie di giocata — perché sono quelle che determinano quanto spesso si gioca, e la frequenza è la voce di spesa principale. Quarto: il presidio del gioco responsabile, cioè cosa l’operatore mette a disposizione di chi vuole limitarsi e quanto è scomodo alzare un limite che si è dato. L’ordine che segue è quello della lista dei concessionari e non una graduatoria: metto in chiaro che non esiste un «miglior bookmaker per il basket» in astratto, esistono operatori con prezzi e condizioni diverse su mercati che nessuna pagina pubblica confronta in tempo reale.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Una freebet settimanale da 5 € per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla da almeno 20 € su almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 (Extra Bet Club) |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, di spesa e di tempo in registrazione; ridurre vale subito, aumentare dopo 7 giorni |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.A. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal/NoGoal/Multigoal, Cash Out; oltre 15.000 eventi live |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.A. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, volley, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball, esports; virtuali ogni 2 minuti |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; basket, calcio, ippica, boxe, freccette, golf e tennis, pre evento e live |
La tabella va letta con due avvertenze che la tabella stessa non può contenere. La prima è che la colonna centrale è l’unica cosa che si verifica su un registro pubblico: il numero, il concessionario e il fatto che ogni riga sia legata a un solo sito .it. La concessione è per sito e non per società, quindi Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale figura su più concessioni, e due marchi diversi — Lottomatica e Goldbet — fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.A., mentre Betsson e StarCasinò appartengono entrambi ad Azzurri Limited. La seconda è che la colonna di destra fotografa quello che gli operatori scrivono e le loro app dichiarano: non è un elenco di prodotti superiori, è la sostanza contrattuale su cui si costruisce un confronto, e chi trova nella colonna una funzione che gli serve ha trovato un motivo per leggere i termini di quell’operatore, non per fidarsi.
Cosa non c’è in questa lista e perché pesa
Manca una colonna che quasi ogni confronto mette al primo posto e che qui non c’è per una ragione precisa: un prezzo del basket di oggi, che sia una quota sull’esito o un totale punti. Nessuno dei profili porta un prezzo misurato, e un prezzo messo lì senza data di rilevazione invecchia in poche ore. Chi vuole confrontare davvero i prezzi deve aprire il palinsesto dei due operatori nello stesso momento e guardare lo stesso mercato della stessa partita, perché il margine si legge solo così, su tutte le quote insieme. È una fatica, ed è una fatica che nessuna pagina di confronto può risparmiarti senza mentire.
Manca anche un tempo di prelievo misurato, per la stessa ragione. E manca, per tutti tranne uno, la struttura specifica dei requisiti di puntata delle promozioni: le condizioni sono descritte in modo diverso da operatore a operatore, e la quota minima che conta è la riga che decide se una promozione vale qualcosa.
I dieci operatori, uno per uno
William Hill: la freebet che si compra con una multipla
L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. I numeri vanno letti insieme, perché separati raccontano un’altra storia: 20 € di puntata per 5 € di freebet, e solo se tutti e cinque gli eventi stanno dentro un biglietto con una quota complessiva da 10,0 in su. Una multipla con cinque selezioni a quota 10,0 complessiva significa selezioni con quote singole modeste, e quindi pronostici su cui il margine del bookmaker si applica cinque volte. Il valore della freebet, per chi la ottiene, è lordo e non netto: una freebet da 5 € su una quota intorno a 2,0 rende in media circa la metà della sua faccia, poco più di 2 €, perché la puntata non viene restituita insieme alla vincita. La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, e il marchio ha un presidio di gioco responsabile dichiarato nella propria app; sul basket l’operatore compare tra gli sport coperti.
La freebet settimanale premia chi gioca già molto, non chi comincia: per incassare l’intera dotazione da 100 € servono venti settimane di multiple da 20 €, cioè 400 € di giocate su un formato a cinque eventi. Il costo reale è la composizione, non l’importo.
Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, che è la stessa società dietro Starcasino: due concessioni, un solo concessionario, e questo dice qualcosa su come si legge l’elenco ADM. Sul basket l’operatore entra attraverso i mercati elencati, che sono quelli canonici di un bookmaker completo — esito, totali, combo — e non attraverso un prodotto verticale: chi cerca un’offerta costruita sulla pallacanestro non la trova dichiarata, chi cerca un listino ampio sì.
La concessione è per sito, quindi il confronto con StarCasinò va fatto sul numero e non sul marchio. Chi sceglie tra i due sta scegliendo tra un bookmaker con un apparato sportivo più esplicito e un marchio che nasce dal casinò, e la differenza sta lì, non nel timbro.
AdmiralBet: i limiti che si scelgono in registrazione
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul gioco responsabile le condizioni dell’operatore prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La concessione è la n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. — uno dei pochi casi in cui il nome societario assomiglia al marchio.
È la scheda in cui il presidio del giocatore è il prodotto, più di quanto lo sia il palinsesto sportivo. La finestra da 7 a 270 giorni e la revoca possibile dopo 9 mesi nell’autoesclusione indeterminata sono concessioni che vanno nella direzione opposta a quella della comodità commerciale, e vanno riconosciute come tali.
Eurobet: il palinsesto più largo d’Italia
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la società che nell’elenco ADM regge anche Bwin e Gioco Digitale: è l’esempio più chiaro di come la concessione sia per sito.
Un palinsesto che include elezioni e reality show è una dichiarazione di intenti, e il basket ci sta dentro come uno dei tanti sport, non come una specialità. La domanda giusta non è se il basket ci sia — c’è — ma se a quella profondità di listino corrisponda una quota lavorata bene. Su un catalogo così ampio la profondità per singolo mercato è la variabile da controllare, non la varietà.
Lottomatica: streaming e tempi reali
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy). Il basket non è nominato nell’elenco coperto, che ruota intorno al calcio e ai motori, e questo è un dato di fatto da tenere presente senza farne una colpa: quello che l’operatore dichiara di offrire con sicurezza è il live accompagnato dallo streaming, che è la funzione che rende il basket in-play giocabile davvero.
Lo streaming gratuito è la funzione che cambia il costo della giocata live più di quanto non cambi il prezzo: guardare la partita sul sito dell’operatore mentre la quota si muove significa decidere in un tempo che il palinsesto tradizionale non concedeva.
Goldbet: schedine su tutti i campionati
L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, che resta descritto dall’operatore nei propri termini. La concessione è la n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy), la stessa società di Lottomatica. Nella scheda non compaiono sport nominati oltre il calcio e genericamente «altri sport», e il basket vive dentro quella formula.
È la scheda dei formati: singola, multipla, sistema. Il sistema è la tipologia che molti giocatori di basket non hanno mai provato, e vale la pena sapere che esiste, perché moltiplica le combinazioni di una stessa selezione — con un costo che cresce con il numero di combinazioni generate, non con la puntata che credi di aver giocato.
Sisal: il catalogo più profondo del gruppo
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.A. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Tra i dieci, questa è la scheda in cui il basket compare due volte: nel numero di eventi live e nel pacchetto dei mercati, dove tiri, rigori ed espulsioni sono un linguaggio da calcio ma la struttura del catalogo è quella che serve a chi gioca tanto anche altre discipline. Il Virtual con partenze dalle 7 alle 3 del mattino è un’altra cosa ancora, e il suo costo non è la quota ma l’ora in cui lo incontri.
NetWin: calcio, basket e virtuali ogni due minuti
L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.A. Il basket è nominato esplicitamente tra gli sport coperti, e accanto ci sono gli esports, che nell’elenco degli sport offerti raramente compaiono.
«Partenze ogni 2 minuti» è la frase più importante della scheda, ed è quella che va letta con più attenzione: su un evento virtuale che ricomincia ogni due minuti il tempo di reazione non è un vincolo, e la frequenza, che per il basket reale è già il rischio principale, cambia di ordine di grandezza. Il live score è un servizio; il ritmo è un costo.
StarCasinò: il marchio che viene dal casinò
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società di Betsson.
Uno sport minore e una casella in mano a chi ha un budget di gioco già impegnato sul prodotto da casinò non sono un buon punto di partenza, e presentare questa scheda come un’alternativa per il basket sarebbe falso. Chi ha un conto aperto su StarCasinò per motivi suoi trova lì anche una giocata sportiva; chi sta cercando il posto giusto per il basket guardi altrove.
bet365: il marchio che si identifica con una competizione
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Tra i marchi di questa lista bet365 è il campione dichiarato della propria lista di sport, e la partnership europea che rivendica è il tipo di credenziale che non si compra con una promozione.
Per il basket, la sostanza è che lo sport è elencato senza qualifiche e che bet365 fa parte di quel gruppo di operatori dove i prezzi delle competizioni molto seguite — incluse quelle di pallacanestro — sono più lavorati che altrove. È anche il primo partner dichiarato della Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026, secondo la stampa specializzata: sugli eventi approvati uno per uno, essere in anticipo sulla lista conta.
Gli strumenti di protezione nelle dieci schede
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Entrambi sono dati che appartengono a quegli operatori e a nessun altro: il Telefono Verde è un numero reale e va scritto una volta, non ripetuto sotto ogni scheda.
La differenza che conta, tra i dieci, è dove finisce il presidio quando il giocatore vuole fermarsi: gli strumenti dichiarati coprono pause, limiti e autoesclusione, e l’autoesclusione è l’unica che vale anche fuori dal singolo sito, perché passa dal RUA e blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia. È lo stesso strumento per tutti i concessionari, e il posto in cui il confronto tra marchi smette di avere senso.
Quello che dice la legge sulla pubblicità: la promozione non è una vendita
C’è una regola italiana che spiega perché questo confronto assomiglia così poco a una pagina di offerte, e vale la pena conoscerla perché cambia il modo in cui si leggono i messaggi che stanno intorno alle quote. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3); ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza licenza può attirare misure AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Lo stato attuale è più confuso di quanto la norma suggerisca. La stampa specializzata riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e al momento della verifica il divieto è in vigore.
La conseguenza pratica per chi legge è la più utile di questa sezione: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus, e non esiste un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di puntata. Quindi non aspettarti che la legge ti protegga dal rigioco: importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da lì soltanto. L’assenza di un tetto normativo non è un permesso a fidarsi, è un invito a leggere.
Tasse e siti senza concessione: il conto finale per chi gioca
Chi paga la tassa e chi la dichiara
Sulla tassazione delle vincite la regola che il giocatore italiano ha in mente è corretta ma va precisata, perché il confine tra dentro e fuori il mercato legale cambia tutto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario (stampa specializzata, 2024 e 2026: «tassate alla fonte», il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla) — una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui in caso di dubbio sull’importo la cosa sensata è consultare un commercialista.
Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono un’altra strada. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è nota. La posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Chi pensa che un .com estero gli faccia risparmiare la tassa sta guardando il lato sbagliato del conto: la tassa italiana non la paga comunque, ma si assume un rischio dichiarativo che il concessionario non gli crea.
Il costo di un sito che non è in elenco
Il perimetro del legale è definito in modo secco: offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (rapporto di stampa, ordinanza del 24 settembre 2025 come riportata), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore; la parola per il risultato è «oscurati».
E poi c’è il lato che riguarda direttamente chi scommette. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come la enuncia ADM stessa; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto si chiude qui. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio estero senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona va descritta come non protetta, senza fare nomi e senza entrare nei dettagli di metodi di deposito o bonus, perché non ci sono dettagli da dare.
C’è infine una questione di lingua e di abitudine che vale come chiusura. Nel gergo del settore i siti senza concessione si chiamano da anni «non AAMS», ma l’autorità si chiama oggi ADM, e questa pagina preferisce il nome attuale: una sigla vecchia rende più difficile riconoscere il fondo del problema, che non è un timbro mancato, è una rete di tutele mancante. Chi vuole scommettere sul basket in Italia ha una strada verificabile, un numero di concessione da leggere e un registro pubblico da controllare. Il resto è rumore, e sul rumore non si costruisce un prezzo.
Domande frequenti sulle scommesse sul basket
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che l’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce come il programma di eventi e tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi un torneo può comparire a listino in una data e non in un’altra anche presso lo stesso operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca la riga corrispondente: ogni riga ha un codice, un concessionario e un sito .it. Gli operatori indicano nei propri termini il numero di concessione e la società intestataria. Attenzione a un dettaglio: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza prova la concessione, non l’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di profitto netto, perché il profitto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Nella scommessa combinata le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro in un’unica quota, e il ritorno segue lo stesso conto.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è il payout, cioè la quota di puntate restituita. Il margine è il 100 % meno quel payout. Con due esiti a 1,90 la somma degli inversi è circa 1,0526, il payout circa il 95,0 % e il margine circa il 5,0 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Creato dalla redazione di «Appperandroid».
